SCONTRO A DISTANZA

Abruzzo/ Incompatibilità vere o presunte? Piccone e Di Pangrazio si accusano a vicenda

Il deputato attacca, il sindaco risponde

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2585

Abruzzo/ Incompatibilità vere o presunte? Piccone e Di Pangrazio si accusano a vicenda

Piccone e Di Pangrazio




ABRUZZO. Guerra a colpi di accuse di incompatibilità tra Filippo Piccone e Gianni Di Pangrazio.
Il primo punta il dito contro il secondo, e il secondo fa lo stesso contro il primo sottolineando anche la sua cronica assenza dall’aula del parlamento, dove pure dovrebbe stare.
I dati pubblici che rilevano l’attività parlamentare di Piccone parlano infatti del 75% di assenze in aula.
Ma andiamo con ordine. Il deputato e coordinatore regionale del Pdl, nonché sindaco di Celano, Filippo Piccone ha inviato una lettera al prefetto Francesco Alecci e al presidente della Provincia, Antonio Del Corvo.
Nella missiva il sindaco muove rilievi circa una presunta incompatibilità di Gianni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano e parla di «possibili incongruenze che turbano quei cittadini che guardano ad una sana politica».
Piccone fa notare «l’incompatibilità» tra il ruolo di sindaco e quello di dirigente-capo dipartimento della provincia e spiega così: «il sindaco di Avezzano è dirigente di ruolo nella provincia dell' Aquila e si potrebbe configurare una sovrapposizione tra l'utilizzo della carica di dirigente di ente sovra ordinato per fini che agevolano l'ente comunale e la sua stessa persona»


«Il sindaco di Avezzano», va avanti Piccone, «è capo della polizia municipale e dirigente/capo della polizia provinciale: come ipotizzare controlli ad esempio ambientali diretti sull'ente che guida? Il capo dell’organismo indipendente di valutazione OIV in provincia è lo stesso dottor Carducci che, da una parte valuta il sindaco nella sua funzione di "dirigente" e dall'altra, con incarico remunerato al comune di Avezzano, è pagato per seguire la realizzazione del programma di mandato del sindaco».
Insomma per Piccone le due cose non sono compatibili.
Per Di Pangrazio non solo sarebbe tutto regolare ma sarebbe lo stesso Piccone ad essere incompatibile perché contemporaneamente deputato e sindaco: «aggrapparsi a una legge la cui applicazione è in discussione sui tavoli nazionali competenti, illudendosi di cancellare il voto popolare che ha bocciato senza appello la sua politica ad Avezzano, L'Aquila, Sulmona, Scanno e prossimamente a Celano e alla Regione Abruzzo certifica il disorientamento politico di un uomo oggi noto alla cronaca solo per l'assenza in Parlamento. Filippo Piccone se ne faccia una ragione: è lui l'unico vero incompatibile, a norma di legge, nella doppia veste di sindaco di Celano e Deputato della Repubblica».
Nella diatriba tra i due si inserisce anche Alfredo Iacone, ex capogruppo Pdl al Comune di Avezzano che si schiera inaspettatamente (visto la militanza politica) contro Piccone: «che cosa avrà spinto il grande assente della politica marsicana», chiede Iacone, «ad occuparsi di Di Pangrazio dopo più di un anno dalla sua elezione a sindaco di Avezzano e per una questione inesistente? Forse la magistrale operazione del sindaco di Avezzano all’Aciam che ha impedito la conferma come presidente del Cda di un parente di Piccone? Piccone è risentito?»