POLITICA

Movimento 5 Stelle, Vacca contro i dissidenti: «viscidi lombrichi da 4 soldi»

Nuova defezione e attacco di Anonymous al sito di Casaleggio

Redazione Pdn

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Movimento 5 Stelle, Vacca contro i dissidenti: «viscidi lombrichi da 4 soldi»

Vacca e Anitori




ABRUZZO. L’insofferenza dei deputati e senatori del Movimento 5 Stelle nei confronti dei dissidenti ha raggiunto vette altissime.
Nelle ultime ore è passata al gruppo misto anche la senatrice a 5 Stelle, Fabiola Anitori: è la settima grillina che in 3 mesi ha abbandonato la nave.
«Non riconosco più l'impostazione iniziale del Movimento che è diventato proprio quel partito personale dallo stesso tanto criticato, con un sistema feudale di fedeltà che respinge o espelle chi dissente, chi non si allinea», ha spiegato la senatrice che non torna a casa, ma resta in Senato, tra gli scranni del gruppo Misto.
Prima di lei avevano lasciato pure i parlamentari Alessandro Funari, Vincenza Labriola, Paola De Pin e Adriano Zaccagnini. Espulsi invece dagli attivisti la senatrice Adele Gambaro (colpevole di aver fatto dichiarazioni anti grillo) e il deputato Marino Mastrangeli (perché ha partecipato ai programmi di Barbara D’Urso).


Durissimo l’attacco sferrato questa mattina via Facebook dal deputato pescarese del M5S, Gianluca Vacca, nei confronti dei ‘traditori’. Parole nette quanto estreme. «La settima inutile parassita è passata al Gruppo Misto», scrive Vacca.
«Tasso di presenza della senatrice Anitori al Senato? 15%. Atti legislativi prodotti come prima firmataria in più di tre mesi? 3».
E poi l’affondo più pesante: «questi viscidi lombrichi da 4 soldi sono peggio degli Scilipoti, dei Razzi; non prendono neanche in considerazione l'idea di dimettersi, e questo rivela ampiamente la loro assoluta cattiva fede. Il M5S non potrà mai essere casa loro».
Non è la prima volta che Vacca, dentro al Movimento fin dai tempi dei primi Meet Up, si esprime con toni sprezzanti nei confronti degli ex colleghi di partito che per un motivo o per un altro hanno lasciato il progetto pentastellato. Meno di 15 giorni fa aveva sollecitato gli indecisi ad andare via «prima che li cacciamo noi a calci in cu**».
Il gruppo abruzzese (tre deputati e 2 senatori) al momento sembra compatto e non si scorgono avvisaglie di vicini addii.


Sempre su Facebook ha commentato il caso dei dissidenti Manuel Anelli, fino a qualche mese fa consigliere comunale di minoranza a Montesilvano. Secondo lui i motivi della fuga dal partito sarebbero chiari e evidenti: «È deplorevole che sotto Restitution Day (della diaria) diversi deputati se ne vadano e, sputando nel piatto in cui hanno mangiato, si lamentino della democrazia. Se non credete più nel movimento, come avevano tutti giurato in tempi di promesse, con tranquillità dovreste dare spazio a chi nel movimento crede ancora. Ah dimenticavo. Restituite la diaria, o quello invece sarebbe eccesso di democrazia?»
Ma in queste ore il Movimento deve giocare la sua partita anche contro Anonymous che ha hackerato il sito della Casaleggio e associati accusando Grillo e il suo ‘guru’ Gianroberto di star diventando «il cancro che vi eravate ripromessi di eliminare».
«Sareste estremamente più popolari e benvoluti», suggeriscono gli anonimi, «se la smetteste di dedicarvi unicamente a faide interne e a decidere chi è la persona non grata della settimana. State diventando il cancro che vi eravate ripromessi di eliminare. Ma purtroppo come è noto "Il potere tende a corrompere e il potere assoluto corrompe assolutamente." Siamo venuti a ricordarvi che c'è sempre qualcuno che osserva il vostro operato. Non come i pagliacci degli Hacker del Pd, che saranno stati molto probabilmente vostri ex colleghi non proprio soddisfatti del trattamento ricevuto».
a.l.