ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Abruzzo/ Costantini: «errore nella legge elettorale, correggerlo subito»

«Si rischia di compromettere esisto del voto»

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Carlo Costantini

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ABRUZZO. Il consigliere regionale Carlo Costantini ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Regionale Nazario Pagano, con la quale sollecitata la correzione di un errore contenuto nella nuova legge elettorale.
Non un errore di poco conto, sostiene l’esponente della minoranza, ma un errore che rischierebbe «di compromettere l’esito e la stessa tenuta del voto».
Pur avendo eliminato il voto disgiunto, ovvero la possibilità di esprimere autonomamente il voto per il Consiglio ed il voto per il presidente (che ora non può più essere votato separatamente dalle sue liste), la riforma ha lasciato in vita il meccanismo che prevede che la soglia di sbarramento (4%) continui a computarsi sui voti di lista.
Dunque il voto dato alla lista andrebbe al candidato presidente, ma il voto dato al candidato presidente sarebbe irrilevante rispetto alla attribuzione dei seggi.
«Si tratta di una omissione - spiega Costantini (Mov139) - che induce in errore l'elettore e che potrebbe pesantemente danneggiare i partiti o i movimenti che alimentano il proprio consenso non attraverso i candidati e le preferenze, ma attraverso il voto di opinione. Per questi persino il raggiungimento di percentuali a due cifre potrebbe rivelarsi insufficiente ad assicurare l'elezione di consiglieri regionali, considerato che l'elettore impossibilitato a separare il voto dal nuovo meccanismo non avrebbe argomenti logici per supporre che il voto dato al presidente, senza preferenze per candidati o lista, possa risultare del tutto ininfluente alla attribuzione dei seggi, differentemente da quello che avviene nei sistemi che vincolano i due voti (come ad esempio avviene nel sistema elettorale dei comuni con meno di 15.000 abitanti)».
Costantini dunque chiede che l'errore venga corretto e la volontà del corpo elettorale «rispettata fino in fondo, come prescrive la nostra giurisprudenza costituzionale».
Non si può escludere, secondo lui, l’eventualità che un candidato presidente che superi lo sbarramento del 4%, senza che però lo superino le liste di candidati al Consiglio Regionale, impugni l’esito del voto e con esso anche la legge elettorale recentemente modificata, nella parte in cui ha omesso di rendere coerente la clausola di sbarramento con la eliminazione del doppio voto (disgiunto) dinanzi agli organi giurisdizionalmente competenti.
«So bene che la legge è stata valutata positivamente dinanzi agli organismi competenti ma resto assolutamente convinto del fatto che un sistema che obbliga l’elettore ad esprimere due voti per poter conseguire effetti, senza che il secondo voto possa essere espresso in altro modo è un sistema che inganna l’elettore e che comunque produce effetti che non sono in alcun modo rappresentativi della sua volontà».
Una vicenda non di poco conto che potrebbe avere ripercussioni pesanti dal punto di vista "democratico" e di rappresetanza specie per i gruppi minori.