SANITA'

Abruzzo/ Asl Chieti e L’Aquila: «i direttori generali hanno i requisiti previsti?»

L’Intersindacale sanitaria chiede lumi sulla regolarità delle nomine

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2249

Assessorato alla sanità

Assessorato alla sanità




ABRUZZO. «Ma i manager delle Asl di Chieti e L’Aquila avevano i requisiti per essere nominati direttori generali»?
 La domanda improvvisa è stata inoltrata a fine maggio dall’Intersindacale sanitaria a Maria Crocco, direttore dell’assessorato regionale alla sanità (e per conoscenza al ministro Beatrice Lorenzina, a Fulvio Moirano, Agenas, a Chiodi e a Nicoletta Verì, quinta commissione regionale).
La domanda in realtà è anche un pò tardiva, visto che Francesco Zavattaro e Giancarlo Silveri non solo sono stati già nominati una volta, ma sono stati pure riconfermati, ma è il sintomo di un progressivo deterioramento del clima all’interno di queste due Asl. L’Isa comunque chiede di sapere come è potuto avvenire l’inserimento di questi due candidati nell’Albo regionale dei direttori generali, visto che nel loro curriculum si scopre che Zavattaro presenta come requisiti «la collaborazione presso università o istituti che hanno organizzato corsi di formazione in management», mentre Silveri ha ricoperto il ruolo di direttore di una filiale di un Istituto bancario.
La risposta a firma del direttore Crocco e del dirigente del servizio Luigi Franciotti è appena arrivata, ma non risponde al quesito. Si limita a ripercorrere l’iter delle nomine e rilancia la responsabilità di tutto alla Commissione che ha scelto i candidati idonei. 


Il che lascia inevasa e sospesa la domanda, con una certa delusione di chi l’aveva formulata e si attendeva una presa di posizione più chiara e meno pilatesca dell’ufficio del direttore della sanità. Ma la chicca finale è il rinvio alla pagina del sito della regione dove si troverebbero tutti i dati necessari per sapere se quelle nomine sono ok.
Non è così: su quel sito si trova a malapena l’elenco degli idonei e dei non idonei e qualche verbale delle operazioni condotte dalla commissione a suo tempo nominata per scegliere i candidati.


 E non c’è altro, cioè non ci sono le tabelle di valutazione per cui alla fine la direzione di una filiale di banca o la direzione di un corso di aggiornamento in management sono stati ritenuti equivalenti al periodo di direzione necessario per poter aspirare all’incarico di manager. Non c’è soprattutto nemmeno la notizia che su quelle riconferme pende un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Pescara da parte di un candidato, secondo il quale non sarebbero state rispettate le procedure previste per la legge.
Si tratta dell’esposto che il generale dei Carabinieri Alberto Guidoni ha presentato lamentando che le nomine sono avvenute prima che sul sito – come previsto dalla legge – fosse pubblicato l’elenco degli idonei per dar modo agli esclusi di far ricorso e di controllare la regolarità della procedura o eventuali errori. In verità l’esposto finora non ha prodotto conseguenze, forse perché ci sono troppe pratiche da smaltire, ma resta il fatto che un Ufficio pubblico come l’assessorato alla sanità non ne parli come se non esistesse.
Sebastiano Calella