BUROCRAZIA E INTERESSI

Abruzzo/ Perimetrazione Parco costa Teatina, si rischia una ennesima proroga?

L’’ultimatum’ scade il 30 giugno

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Abruzzo/ Perimetrazione Parco costa Teatina, si rischia una ennesima proroga?




ABRUZZO. Il tempo sta per scadere: perimetrazione entro il 30 giugno o arriverà un commissario?
La Regione ha ancora 5 giorni di tempo per fornire al Governo i documenti con la perimetrazione definitiva del territorio dell’ente Parco nazionale della Costa Teatina evitando così il commissariamento.
Ma c’è anche un’altra eventualità: una ennesima proroga che però in pochi si augurano. Da marzo il Ministero fa pressing sulla Regione affinchè vengano rispettati i tempi . Per oggi il sottosegretario Legnini ha convocato una riunione con tutti gli eletti abruzzesi alla Camera e al Senato per discutere il da farsi.
Il progetto viene richiesto a gran voce da cittadini che vogliono contrastare la deriva petrolifera e il progetto Ombrina ma anche dalle imprese del territorio che vogliono scommettere su uno sviluppo diverso, in linea con le scelte (agricoltura, enogastronomia, turismo green, ecc.) che già oggi stanno garantendo all’Abruzzo i migliori risultati anche economici pur in un momento di crisi gravissima a livello mondiale.
Ormai sono passati 12 anni dalla formale costituzione e ancora più tempo dall'inserimento nell'elenco delle zone destinate a Parco nazionale di questo tratto di costa da parte del Parlamento.


L’area protetta però non è mai nata per la mancata perimetrazione, «a causa soprattutto», commenta Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Abruzzo, «della miope ostinazione di pochi oppositori che ricoprono ruoli istituzionali da cui hanno “sequestrato” il futuro del parco».
Anche la minaccia di commissariamento contenuta in una norma dello Stato, non ha risolto il problema perché, a 7 giorni dalla scadenza dell’ultimatum, ora prevista per il 30 giugno, continua il rimpallo delle responsabilità.
Il Wwf sostiene che la scelta per i parlamentari che hanno a cuore il futuro del loro territorio sia obbligata: «far sì che il Ministero dell’Ambiente proceda con la nomina di un commissario e premere perché questo commissario abbia precisi termini temporali, non dilatori, per deliberare finalmente sulla perimetrazione, sentiti i Comuni interessati».


«L’ennesima norma di rinvio sarebbe uno schiaffo per le decine di migliaia di persone che hanno sfilato a Pescara contro il progetto Ombrina e a favore di un futuro di tutela per la costa teatina», commenta Di Tizio. «La vergogna del mancato rispetto di una norma di legge deve finire. Le istituzioni locali, in particolare la Regione, hanno avuto tutto il tempo per esprimersi e non lo hanno fatto. Non si può pensare che le decisioni si possano prendere sempre e soltanto all’unanimità, né che uno o due Comuni possano avere nei fatti “potere di veto” sulle politiche nazionali di conservazione della Natura. Sottolineo in ogni caso che tutti i comuni della costa dei trabocchi sono comunque favorevoli a una politica di sviluppo del territorio diversa da quella del distretto minerario e lo hanno dimostrato sfilando compatti il 13 aprile a Pescara».
Per gli ambientalisti una nuova proroga alla scadenza del 30 giugno per il commissariamento è «inimmaginabile»: «sarebbe una vera e propria resa delle istituzioni e un segno di irresponsabilità. Si nomini, quindi, come Commissario una persona di grande spessore, garante di una perimetrazione corretta sotto il profilo ambientale e paesaggistico».
Il Wwf, assieme alle altre associazioni, da anni ha avanzato una sua proposta; il Ministero ha dato proprie indicazioni di massima bocciando il “parco a isole” proposto dalla Regione; diversi Comuni hanno deliberato indicando confini.