PORTO

Raddoppio Porto Vasto, Rifondazione: «i 150 milioni si potevano usare per altri scopi»

I dubbi e le perplessità di Maria Perrone Capano

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1635

Raddoppio Porto Vasto, Rifondazione: «i 150 milioni si potevano usare per altri scopi»




VASTO. Martedì scorso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso il suo parere «favorevole con prescrizioni» al Piano Regolatore Portuale che prevede il raddoppio del bacino di Punta Penna.
« Non conosciamo ancora le prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici», commenta Maria Perrone Capano, segretaria del circolo Prc di Vasto, «ma già che abbia chiesto delle modifiche al progetto anni e anni dopo la sua redazione da parte della Modimar e l'avvio dell'iter autorizzativo, dimostra che le perplessità e le obiezioni sollevate in questi anni sono state tutt'altro che inopportune o meramente ideologiche, come sostenuto dai fautori dell'opera».
Il Circolo di Vasto "Sante Petrocelli" del Partito della Rifondazione Comunista torna a ribadire il suo netto no a quest'opera e continuerà a portare avanti tale linea politica.
«Un Piano di tale portata (economica, ambientale, sociale) avrebbe necessitato», continua Perrone Capano, «come abbiamo già chiesto sin dal 6 Novembre 2007 in occasione della discussione in Consiglio Comunale una reale partecipazione e condivisione delle scelte anche con la cittadinanza nell'ottica di perseguire una crescita della nostra città armonica e che coincida con l'interesse della comunità vastese, ancor più importante considerando che il Porto di Vasto è inserito in un contesto ambientale ed archeologico di pregio nazionale facente parte tra l'altro delle aree che la Regione ha individuato per la realizzazione del Parco della Costa Teatina».
Tutto ciò invece, protesta Rifondazione, «non è accaduto e si è continuato a voler calare dall'alto un progetto dai dubbi e incerti benefici per alcuni settori economici ma dalle certissime e gravi ripercussioni negative sull'ambiente e sul territorio. Una scelta ancora più grave nel perdurare di una gravissima crisi economica in nome della quale vengono chiusi ospedali, ridotte le pensioni e tagliati tutti i servizi sociali e culturali da parte delle Istituzioni. Per il raddoppio del Porto di Punta Penna saranno necessari almeno 150 milioni di euro. Ammesso che tale somma sia disponibile, saranno somme che verranno tolte ai lavoratori e ai cittadini e che non potranno più essere impegnate per la difesa del lavoro (di cui il Vastese avrebbe drammaticamente bisogno), per la salute, per tutti i servizi sociali e culturali e per la manutenzione delle infrastrutture esistenti (basti pensare al penoso stato di moltissime strade della nostra Provincia)».