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Concessioni demaniali, balneari delusi: «si rischia di compromettere futuro intera categoria»

Monticelli: «il Governo si muova in fretta»

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Concessioni demaniali, balneari delusi: «si rischia di compromettere futuro intera categoria»




ABRUZZO. Il Delegato Nazionale Luciano Monticelli, gli imprenditori italiani ei politici europei si sono incontrati a Bruxelles martedì scorso.
Se da un lato è fortemente tangibile il sentimento di gratitudine per i parlamentari europei che hanno dimostrato d’aver compreso l’importanza del turismo balneare, dall’altro tra i balneatori aleggiano rammarico e delusione perché non si riesce ancora a trovare una soluzione ai problemi legati alle concessioni demaniali marittime.
Scrivono in una nota congiunta SIB, FIBA e CNA: «Il Ministro degli Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi, nonostante lo sforzo dei parlamentari europei volto a convincerlo a convocare urgentemente il tavolo tecnico tra Organi Istituzionali ed Associazioni di Categoria, si è dichiarato non competente sulla riforma della normativa legislativa che riguarda oltre 30.000 imprese balneari italiane, 300.000 addetti diretti ed oltre 1.000.000 di occupati. Nel corso dei colloqui è emersa, inoltre, un’inquietante realtà dal momento che, ad oggi, all’interno del Governo italiano non si conosce quale sia il referente della materia oggetto del contenzioso. L’attuale situazione ci preoccupa seriamente perché il rimpallo di responsabilità c’impedisce ancora una volta di poter disporre di un confronto al fine di arrivare ad un riordino della disciplina legislativa del demanio marittimo. Rimaniamo in attesa – prosegue la nota congiunta – di conoscere al più presto la data di convocazione del tavolo di lavoro per definire le modalità d’azione che il Governo italiano intende perseguire, in sede nazionale ed europea, ed arrivare ad una proposta condivisa».


«Ribadisco ancora una volta che stiamo parlando di un settore – tuona il Delegato Nazionale Anci Luciano Monticelli, presente all’incontro di Bruxelles – che si caratterizza sia per i rilevanti investimenti materiali ed occupazionali e sia per le funzioni pubbliche ad esso connesse quali la salvaguardia dell’ecosistema e la conservazione di beni d’interesse collettivo, solo per fare alcuni esempi. E’ assolutamente necessario che il Governo si muova, ed in fretta, altrimenti sarà la fine di un’intera categoria e con essa l’estinzione di un sistema d’impresa definito da tutti unico ed esclusivo».
«Ovviamente – conclude Monticelli - la scomparsa dal panorama produttivo di 30.000 imprese, oltre ad essere un serio problema sociale, costituirà un disastro per l’economia dell’intero Paese, in particolare per i Comuni costieri. Auspico quindi una sollecita convocazione di un tavolo. E se ciò non avverrà in tempi rapidi non ci fermeremo di certo… incalzeremo ancora Esecutivo e forze politiche in difesa di un settore di fondamentale importanza per l’economia dell’intero Paese».