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No all’ampliamento della cava di Lentella, Pollutri: «ennesimo schiaffo degli ambientalisti»

Il sindaco di Cupello contro le associazioni del «no assoluto»

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No all’ampliamento della cava di Lentella, Pollutri: «ennesimo schiaffo degli ambientalisti»




CUPELLO. Martedì scorso il Comitato Via ha bocciato l’ampliamento della cava funzionale di argilla della Laterlite spa a Lentella.
L’attuale cava, quella in utilizzo, ha al momento un’estensione di circa centomila metri quadrati: la società sarebbe voluta arrivare a circa ducentoventi metri quadrati.
Il sindaco di Cupello Angelo Pollutri, dopo aver appreso della bocciatura, esprime solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dello stabilimento, e si augura che il vastese possa essere salvato da «questa onda negativa ambiental – populista».
«Si sta espandendo a macchia d’olio», continua Pollutri, «in Abruzzo, un processo culturale del no assoluto ad ogni forma di progresso industriale ed occupazionale, tutto questo sta determinando la chiusura di diverse aziende».


«Della tutela dell’ambiente e della salute pubblica, di cui anch’io sono un sostenitore», sostiene il primo cittadino, «si sta deragliando verso un condizionamento culturale nei confronti di organi di valutazione per la tutela dell’ambiente tale che essi vivono i controlli ambientali condizionati dalla gogna mediatica e da strumentalizzatori dell’opinione pubblica. Ovvero i comitati di valutazione ambientale ed altri soggetti autorizzativi, vivono con terrore l’esame di pratiche a carattere ambientale».
Secondo Pollutri «gli attori di queste azioni culturali sono spesso soggetti ed associazioni che vivono sulle spalle della comunità abruzzese, auto referenziate per le quali la materia ambientale è elemento da monopolizzare a proprio uso e costume».
La vicenda Laterlite, dunque sarebbe «l’ennesimo schiaffo ad un territorio che va man mano esaurendo le proprie potenzialità di sviluppo e nessuno reagisce, chi di dovere resta in ossequioso silenzio, e non entra nel merito delle questioni, ma sentenzia in nome e per conto della tutela della salute pubblica, la distruzione dei territori e non la salvaguardia. Personalmente, e concludo, sono convinto che esistono regole che garantiscono lo sviluppo della tutela ambientale e della salute, succede in tutta Europa escluso l’Italia. Mi auguro che questa deriva negativa possa presto fermarsi e possa vincere la possibilità di agire nelle regole per garantire la salvaguardia del lavoro e dei territori».