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Lavorare in Abruzzo 3, la Cna: «escluse centinaia di piccole imprese»

La confederazione artigiana «un nuovo bando per coprire le richieste non finanziate»

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L'assessore Paolo Gatti

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ABRUZZO. «Ora la Regione dia una risposta positiva anche alle centinaia di micro-aziende che si sono viste respingere, per mancanza di fondi, le richieste di nuove assunzioni formulate attraverso il progetto “Lavorare in Abruzzo 3”».
Lo afferma la Cna abruzzese, secondo cui, «se da una parte va salutata come un fatto positivo, insieme alla disponibilità delle imprese ad assumere in un momento di crisi, la possibilità - offerta dal bando - di dare lavoro a oltre 850 persone, dall'altra tuttavia va considerato che si tratta di assunzioni concentrate in appena 75 aziende».
«Leggendo la graduatoria – afferma infatti la confederazione artigiana – si scopre, infatti, che il grosso delle risorse disponibili (8 milioni di euro) si concentra in appena una dozzina di richieste, in grado da sole di assorbire oltre 7 milioni di euro, ovvero quasi il 90% del totale. Per lasciare così le briciole alle altre aziende ammesse a contributo e proprio nulla alle altre 1.168 domande, presentate in larghissima misura da micro e piccole aziende abruzzesi, che avrebbero generato circa 2mila nuove assunzioni».
A questo punto, sempre secondo la Cna, sarebbe fondamentale - da parte dell'assessore regionale al Lavoro, Paolo Gatti - «individuare nuove risorse finanziarie da destinare a un nuovo bando. Risorse in grado di soddisfare una importante disponibilità delle imprese ad assumere nuovo personale; ciò, in considerazione del fatto che, in un momento di crisi che colpisce soprattutto il mondo della micro-impresa, avere a disposizione fondi in tempo reale rappresenta un'occasione unica».