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Abruzzo/Proroga precari, Giuliante furioso: «soliti metodi clientelari di amministratori pavidi e succubi»

L’assessore regionale del Pdl contesta le ultime decisioni assunte

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Abruzzo/Proroga precari, Giuliante furioso: «soliti metodi clientelari di amministratori pavidi e succubi»





L’AQUILA. Un concorsone, contestato da pochi ma difeso da tutti, fatto perché non si potevano prorogare i precari che per tre anni avevano lavorato sulle pratiche del terremoto.
Oggi, però, la graduatoria del concorso viene bypassato e si ricorre ai precari che, stando a quanto già deciso in Senato (si aspetta solo la conferma della Camera) verranno prorogati, con una spesa di 2 milioni e 780 mila euro)
Mesi fa fu l’allora ministro per la Coesione territoriale a dire che quei posti non erano prorogabili.

Disse ai precari che «la musica era cambiata» che «il meccanismo concorrenziale aperto è una garanzia per voi», che era necessario «aprirsi attraverso un concorso pubblico. Questo è un mondo nuovo in cui a tutti viene data una possibilità». Parole pronunciate a settembre scorso,  non secoli fa.
Poi è arrivato il nuovo governo Letta e gli emendamenti del Partito Democratico che oggi riaprono le speranze (con l’opposizione del Movimento 5 Stelle).
«Come dimenticare la tracotanza di Barca», commenta oggi l’assessore Gianfranco Giuliante che già nove mesi fa parlava di «spocchiosa strafottenza del ministro». All’epoca ci si lamentava perché i precari erano troppi ma «oggi sono di più», sottolinea Giuliante.
«Dalla data di indizione del concorso ad oggi si sono persi 10 mesi, mentre ci avevano assicurato “tempo zero” per la ripresa delle attività. Non si scorrono le graduatorie del concorsone, che pure ha «selezionato i migliori» (come assicurò il Formez), «ma si riutilizza il solito, ipocrita metodo clientelare per ingrossare le fila degli assunti», denuncia ancora l’assessore.

«I soldi per la ricostruzione mancano ma tra commissari, esperti, super-esperti, collaboratori, dirigenti, dipendenti e quanto altro la fantasia autorizza, la città viene espropriata di oltre 12 milioni di euro l’anno per pagare chi, ad oggi, non lavora a regime. Soldi che dovevano e potevano avere altro e diverso impiego. Tutto questo ha avuto il supporto e la complicità degli amministratori locali, pavidi e succubi di Barca e Formez, ed oggi invece di fare mea culpa continuano con sceneggiate che fanno sembrare la nostra tragedia una farsa che sembra destinata a non finire».

Qualche settimana fa il deputato abruzzese del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, ha presentato una interrogazione al ministro per chiedere come mai non si faccia scorrere le graduatorie dei vincitori ma addirittura si indicano altri concorsi.
Sempre Vacca ha chiesto perché i 23 contratti di Co.co.co attivati dall'ufficio speciale della Ricostruzione non abbiano interessato i primi dei 1730 idonei in graduatoria.
«C’era urgenza di reperire altre figure per avviare la ricostruzione post sisma e smaltire le pratiche per le richieste di contributi», ha replicato il ministro.
E con la motivazione dell’urgenza, L’Aquila, dal 6 aprile 2009 ad oggi, ne ha viste davvero di tutti i colori.

Alessandra Lotti