L'INTERVENTO

Abruzzo/Anci, il protocollo con conflitto d’interessi. Sicurezza & Ambiente:«solo maldicenze»

Il segretario dell'Anci proprietario del'1% della società ha raddoppiato il suo capitale

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Angelo Cacciotti

Angelo Cacciotti



ABRUZZO. Dopo un mese esatto dalla pubblicazione della nostra inchiesta arriva una lunga “lettera aperta” di «precisazioni» inviata dall’ufficio legale della Società Sicurezza & Ambiente e firmata dal direttore generale Angelo Cacciotti.
La notizia (che non ha sortito reazioni di alcuno e sembrava già dimenticata) approfondiva alcuni aspetti del protocollo d’intesa fatto firmare dall’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, con la società Sicurezza & Ambiente relativo al servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale dopo gli incidenti.
L’Anci ha di fatto sponsorizzato la ditta dal 2007 e sollecitato i Comuni con centinaia di lettere a stipulare accordi senza oneri per le casse pubbliche.
Così gli enti locali si sono affrettati a stringere gli accodi e le quotazioni della società sono volate. Facile immaginare la soddisfazione dei soci tra cui la figlia del direttore Cacciotti ma anche Giuseppe Mangolini, segretario della sezione abruzzese dell’Anci, cioè l’associazione che ha fortemente voluto l’accordo.
Cacciotti nella sua lunga lettera rimarca la qualità del lavoro svolto dalla sua società e chiarisce che «l’accordo non è frutto di conoscenze od interessi, è semplicemente il riconoscimento all’utilità del lavoro di un’azienda. La collaborazione di Sicurezza e Ambiente S.p.A. ed ANCI perdura dal 2007 ed in questo arco temporale non è stata l’unica società operante il servizio di ripristino post incidente stradale a siglare tale tipo accordo. Anche altre aziende hanno visto riconosciuto il proprio lavoro e la propria professionalità. Elemento essenziale per ottenere tale riconoscimento non è dunque la conoscenza od un particolare interesse personale, ma semplicemente il possesso di requisiti tecnici specifici funzionali all’esecuzione di un servizio utile, efficace ed efficiente. Qualsiasi azienda può oggi ottenere tale riconoscimento, purché ne sia meritevole».
Sempre nel 2007 però è lo stesso Giuseppe Mangolini che decide di comprare quote di Sicurezza & Ambiente.
Cacciotti lo spiega meglio: «Mangolini ha investito in un progetto ed un’idea che ha ritenuto poter esser vincente. Assumendosene tutti i rischi ha investito parte dei suoi risparmi per l’acquisto di una quota (1%) dell’allora nascente Sicurezza e Ambiente S.p.A. Oggi quella quota vale più del doppio e ha prodotto e produce dividendi tutti gli anni. E’ bene però precisare che quando il dott. Mangolini investì in Sicurezza e Ambiente S.p.A. l’accordo con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani era stato da tempo già firmato».


Il direttore di S&A si dice poi orgoglioso della passata esperienza della Sistra spa (che avevamo citato in un rigo riportando un link di una interrogazione parlamentare): «rottamando oltre un milione di veicoli ha permesso alle casse dell'erario di fare grandi risparmi, sanando e regolamentando una situazione legata al mondo delle depositerie giudiziarie, all’epoca incancrenita».
Altra notizia riguardava una contestazione sull’affidamento del servizio a Catanzaro (notizia riportata dai giornali locali). «La notizia è parziale», dice Cacciotti, «per poter ottenere l’affidamento in forma negoziata senza previa procedura di gara, ai sensi di quanto stabilito da Legge, la società affidataria deve possedere particolari e specifici requisiti tecnici e/o di diritti in esclusiva. La società da Lei citata, a differenza di Sicurezza e Ambiente S.p.A. non è ancora oggi in possesso di tali requisiti. E’ bene inoltre precisare che Sicurezza e Ambiente S.p.A. ha siglato nel 2011 un accordo operativo/commerciale con ACI Global S.p.A. che vede le società operare in piena sinergia su tutto il territorio nazionale».


Finita la parte del “merito” dei contenuti arriva quella immancabile dei complotti e della dietrologia: che cosa c’è dietro l’articolo e quali interessi?
Cacciotti parla del «venticello della maldicenza», di «notizia parziale per mettere in cattiva luce la società»
«Sicurezza e Ambiente S.p.A.», dice, «a detta delle stesse Istituzioni e sulla base delle sinergie attive in tutto il territorio nazionale, sta sicuramente facendo bene, nel suo piccolo, al sistema Paese. Quale è dunque il fine di una notizia quale quella da Lei riportata? E’ forse rintracciabile nella volontà di dare spazio ad alcuni operatori abruzzesi che stanno cercando in maniera pioneristica di svolgere lo stesso servizio realizzato da Sicurezza e Ambiente S.p.A.? Credo fermamente che la concorrenza rappresenti l’anima del mercato e ritrovo più che legittimo che altri operatori provino a perseguire la strada già solcata dalla società da me diretta, ma sostengo e trovo insindacabile che tutto ciò debba essere realizzato nel rispetto delle regole esistenti. La normativa relativa alla possibilità di affidamento del servizio ad operatori economici esterni all’amministrazione, è chiara, trasparente e lineare: l’Amministrazione deve procedere previa procedura di gara informale. «Alcuni operatori mettono al centro della loro attività il profitto, noi siamo impegnati a sviluppare un processo tecnologico che dia lavoro benessere e immagine anche al Paese».

«COMPLETEZZA» E’ FATTA
Noto con piacere il sempre più raro garbo in comunicazioni del genere.
Le parole del dottor Cacciotti confermano che quanto scritto è (ovviamente) vero.
Sul perché scriviamo un articolo credo di non dover rispondere, così come non deve rispondere un muratore sul perché costruisce case…
Una notizia serve anche a porre l’attenzione su un aspetto che non si conosce o che non scandalizza (più) come non scandalizza questo piccolo conflitto di interessi.
Oggi, infatti, le parole del direttore Cacciotti confermano che è normale il conflitto di interessi mentre è anomalo («maldicenza») un articolo di cronaca che contiene solo verità.
Mi permetta di essere fuori dal tempo, anacronistico se vuole, e di scandalizzarmi anche e soprattutto perché il bisogno di “arricchire” la notizia arriva da una azienda privata e non dalla associazione che raggruppa i Comuni italiani.
In ultimo non ci sono complotti ma solo la volontà di fare onestamente il nostro lavoro (da queste parti l'hanno capito, chieda in giro).

a.b.