SANITA'

La Cisl Fp lancia l’allarme tagli per la riabilitazione

«A rischio dipendenti e pazienti, meglio fare prima il piano del fabbisogno»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1241

 La Cisl Fp lancia l’allarme tagli per la riabilitazione




ABRUZZO. La Cisl Fp dice no ai tagli lineari sulla riabilitazione, mentre è favorevole ad una maggiore appropriatezza delle prestazioni.
E’ questo il secondo allarme in pochi giorni per un settore che rischia il taglio indiscriminato di altri 7 milioni, che metterebbe a rischio la sopravvivenza di molti operatori, oltre che il posto di lavoro di centinaia di addetti. Si tratta del rovescio della medaglia delle dichiarazioni del commissario Gianni Chiodi al Forum sulla salute, dove il ministro Beatrice Lorenzin ha condiviso in «pieno il modello Abruzzo» ed ha parlato di «un’operazione di risanamento straordinaria».
«In Abruzzo - ha detto Chiodi - stiamo lavorando per garantire ai nostri cittadini un sistema sanitario di qualità, che possa contare su servizi territoriali capillari più vicini agli utenti. E’ necessario che siano adeguati a rispondere ai bisogni di salute, con personale qualificato e tecnologie d’avanguardia, che sappiano prendersi cura della persona e della salute di ognuno. Gli ospedali devono essere dei centri di alta specializzazione per la cura».
Chiodi ha poi aggiunto che «non bisogna solo limitare la spesa, ma occorre spendere bene. In Abruzzo - ha proseguito - abbiamo agito su due linee di intervento: accanto all’azione di contenimento quantitativo della spesa, attuato comunque senza ridurre minimamente i livelli di assistenza precedentemente erogati, abbiamo posto in essere azioni di miglioramento qualitativo dei servizi attraverso le riorganizzazione sanitaria territoriale». 


Non è affatto d’accordo la Cisl Fp, per la quale il «presunto risanamento contabile sta creando enormi difficoltà di accesso ai pazienti dei servizi riabilitativi. Infatti, quasi tutti i centri di riabilitazione della nostra Regione soffrono di lunghe liste d’attesa e, addirittura, si vedono costretti a rifiutare molti trattamenti domiciliari lasciando così giovani ed anziani disabili senza possibilità di fruire di un servizio sanitario sacrosanto e costituzionalmente garantito». «Per questi pazienti – sostiene la Cisl Fp -l’alternativa sarà il ricovero in strutture sanitarie, in particolar modo quelle fuori regione, ad un costo più elevato che non farà altro che appesantire i nostri già ingenti debiti extraregionali stimati, per il 2012, oltre i 100 milioni». 


Insomma due visioni completamente diverse di quello che sta succedendo nella sanità abruzzese, in questo caso nella riabilitazione. Il budget del settore è diminuito dai 100 milioni del 2007 agli attuali 70. E la Regione sembra intenzionata ad apportare un ulteriore taglio del 10% al budget, equivalente a circa 7 milioni di euro. Dal quadro tracciato è evidente che questa manovra risulterà insostenibile e ciò comporterà ulteriori drastiche riduzioni di prestazioni e licenziamenti collettivi.
La Cisl Fp allora propone di «ricondurre l’intero sistema della riabilitazione verso l’appropriatezza delle prestazioni, la garanzia dei servizi riabilitativi e la sostenibilità economica».
Quindi invece dei tagli lineari, la proposta è di arrivare alla definizione del fabbisogno reale dell’Abruzzo in termini di tipologie di prestazioni (Setting assistenziale) e di quantità di prestazioni per l’area residenziale. Mentre per le prestazioni ambulatoriali e domiciliari «si proceda ad una ricognizione dei trattamenti autorizzati dalle Uvm per accertare preventivamente l’appropriatezza della richiesta da parte dell’utente”. Solo dopo e con questi dati si potrà aprire un confronto con tutti gli erogatori di questo servizio – conclude la Cisl Fp – e si potrà dare certezza e garanzia di salute ai cittadini mantenendo, nel contempo, i necessari livelli occupazionali per gli operatori sanitari di questo settore entro un quadro di sostenibilità economica».
s. c.