AMBIENTE

Abruzzo, l’unica regione italiana senza una legge forestale

Prima convention degli agronomi e dei forestali abruzzesi

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BOSCO DI SANT'ANTONIO






ABRUZZO. Nonostante il 40% del suo territorio sia coperto da boschi, l’Abruzzo è l’unica regione italiana che non si è ancora dotata di una legge regionale di riordino del sistema forestale.

La mancanza di una disciplina organica di riferimento a livello regionale impedisce agli operatori del settore di programmare in modo efficiente le attività, determinando confusione di competenze ed eccessiva burocratizzazione delle procedure autorizzative, come nel caso dei tagli boschivi e dei lavori forestali.
Una proposta di legge, alla cui redazione ha contribuito anche la Federazione regionale degli Agronomi e Forestali, è stata depositata da un anno in Commissione Agricoltura della Regione, e da allora la categoria sta attendendo che la politica discuta e prenda provvedimenti circa il riordino del sistema regionale.
Alla necessità di approvare in tempi rapidi una legge che ridisegni gli ambiti di attività della categoria sarà dedicata la prima parte della Convention che la Federazione degli Agronomi e dei Forestali abruzzesi ha promosso a Pescara sabato 22 giugno, alla Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo, a partire dalle 9.30.
La Convention sarà distinta in due momenti, uno pubblico con tre tavole rotonde sulla legge regionale, sul consumo del suolo e sul dissesto idrogeologico, e la presentazione di un accordo per la formazione con l’Università degli Studi di Teramo; l’altra, nel pomeriggio, dedicata invece al riordino delle professioni e ad approfondire i servizi promossi dall’Ordine nazionale per gli iscritti.
Dopo i saluti del presidente regionale Mario di Pardo, la Convention sarà aperta dalla tavola rotonda dal titolo ‘Una legge regionale per l’Abruzzo’, alla quale parteciperanno il consigliere regionale Ricardo Chiavaroli, relatore del progetto di legge, Giuseppe Farina e Federico Roggero, rispettivamente coordinatore della Commissione sulla Legge forestale e docente di alla Facoltà di Giurisprudenza di Teramo.

«L’Abruzzo sconta un ritardo normativo che è diventato davvero inaccettabile», afferma il presidente della Federazione regionale, Mario Di Pardo, «e la politica, nonostante i segnali di attenzione all’inizio della legislatura, non è ancora riuscita a portare a termine tale progetto. In questi anni il legislatore regionale ha proceduto con interventi sporadici, senza però intervenire con una normativa organica, che potesse ridisegnare nel complesso spazi e competenze di tutti i protagonisti del settore. In relazione alla recente riforma delle professioni, la nostra categoria, dimostrando una maturità significativa, non ha subito la riforma passivamente ma l’ha interpretata con grande spirito di cambiamento, con determinazione e con lungimiranza, cercando di gestire il rinnovamento per favorire l’ingresso e la tutela dei giovani professionisti”»

La giornata di studi proseguirà con la convenzione per il riconoscimento dei crediti formativi e per la realizzazione di percorsi formativi destinati agli studenti ed agli iscritti all’Ordine, che sarà siglata dal Consiglio nazionale dell’Ordine e dall’Università degli Studi di Teramo.
A firmare la convenzione saranno il rettore Luciano D’Amico, e Andrea Sisti, presidente del Conaf nazionale.
Alla iniziativa interverrà anche Dario Compagnone, preside della Facoltà di Bioscienze.
La parte pubblica della Convention proseguirà con altri tre momenti di discussione: l’intervento di Sebastiano Carbonara, docente di estimo alla Facoltà di Architettura di Chieti-Pescara, che illustrerà in che modo si è intervenuti per la stima sommaria dei costi per la ricostruzione dei comuni abruzzesi colpiti dal sisma del 2009, e due tavole rotonde conclusive.


GLI AGRONOMI IN ABRUZZO
In Abruzzo operano 430 professionisti abruzzesi iscritti all’Ordine regionale degli Agronomi e dei Forestali; di questi solo il 15% è donna. In provincia di Teramo, dove la percentuale sale al 20%, tre consiglieri su nove sono donne.
Pochissimi, inoltre, sono i professionisti under 35, che rappresentano solo il 14% dei tecnici abruzzesi, mentre il 23% ha un’età compresa tra 36 e 45 anni, il 57% tra 46 e 65, il 4% tra 65 e 75, il restante 2% ha oltre i 75 anni.