DEMOCRAZIA ANNACQUATA

Acqua bene pubblico? A due anni dal referendum nulla è cambiato

«Diffide alla Sasi perché faccia quanto chiesto dai cittadini»

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Acqua bene pubblico? A due anni dal referendum nulla è cambiato




ABRUZZO. A due anni dal Referendum per l’acqua bene comune, società di gestione e Consiglio regionale ignorano la volontà degli abruzzesi.
Il 12 e il 13 di giugno di due anni fa il percorso verso al ripubblicizzazione del servizio idrico del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua raggiunse la vittoria referendaria con oltre 26 milioni di Italiani che scelsero per l'acqua pubblica e la difesa dei servizi pubblici locali.
Da allora, nonostante tribunali e Corte Costituzionale continuino a dare ragione ai comitati, nonostante la campagna di Obbedienza Civile abbia portato migliaia di cittadini ad autoridursi la bolletta rispettando il voto di due anni fa, la politica nazionale non si muove.
Si sono succeduti tre governi e nessuno di questi ha messo all'ordine del giorno un programma di ripubblicizzazione del servizio idrico come gli italiani hanno chiesto e nel frattempo è stato approvato il nuovo metodo tariffario transitorio che reintroduce sotto mentite spoglie (onere finanziario) la remunerazione del capitale, che il risultato referendario aveva abolito.


«Anche in Abruzzo più di 500.000 persone scelsero per l'Acqua Bene Comune», ricorda il Forum dell’Acqua. «Come custodi del voto referendario abbiamo fatto vari passi in avanti nel percorso di costruzione collettiva, verso l’attuazione e la consapevolizzazione popolare dell’acqua come bene comune non economico, da gestire in modo rispettoso dell’ambiente, partecipato e trasparente con strutture di gestione realmente pubbliche. Tra le varie azioni ricordiamo l’Assemblea dei sindaci del comune di Pescara che ha deliberato per un percorso di ripubblicizzazione che l’ACA S.p.A., grande carrozzone clientelare, non ha ancora concretizzato, e la nostra proposta di Legge Regionale sul SII, depositata e non ancora discussa dal consiglio regionale, nonostante la legge in vigore sia obsoleta e non accolga gli esiti del Referendum».
Alle mancate attuazioni degli esiti referendari, purtroppo, si aggiungono «gravi atti da parte delle società di gestione del SII abruzzese. In questi giorni, ad esempio, la SASI S.p.A. ha distaccato il servizio di erogazione dell’acqua a migliaia di famiglie, senza alcuna distinzione tra quante di queste fossero impossibilitate a pagare dal perdurare della crisi economica. Inoltre non è stata garantita neppure l’erogazione di un quantitativo minimo vitale nel rispetto del diritto umano all’acqua, che non può essere considerata alla stregua di una qualsiasi merce. Tale situazione non è accettabile e la lotta per i nostri diritti continua».
Per l’occasione dell’anniversario del referendum il Forum dell’Acqua invierà le diffide relative alla mancata eliminazione della remunerazione del capitale agli uffici della Sasi S.p.A. e chiederà il rispetto degli esiti referendari. L’appuntamento è per giovedì 13 giugno alle ore 11 di fronte agli uffici della SASI S.p.A. zona industriale, 5 a Lanciano (CH).
«A tutti i cittadini chiediamo di esporre le bandiere dell’acqua che hanno contraddistinto, 2 anni fa, la straordinaria vittoria referendaria. La battaglia per il diritto all’acqua pubblica prosegue anche in Abruzzo».