RICOSTRUZIONE?

Alloggi Ater: Rapagnà insiste, «serve una legge sulla ricostruzione e sicurezza antisismica»

Da 46 mesi l’associazione Mia Casa continua a chiedere risposte alla Regione

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Alloggi Ater: Rapagnà insiste, «serve una legge sulla ricostruzione e sicurezza antisismica»




L’AQUILA. Il Mia Casa d'Abruzzo da 46 mesi chiede quasi quotidianamente al Consiglio regionale l'approvazione di una legge ad hoc sulla ricostruzione e messa in sicurezza antisismica della edilizia residenziale pubblica.
La questione, per competenza costituzionale, attiene direttamente alla Regione Abruzzo: «sino ad ora non è stato fatto un bel niente», denuncia Pio Rapagnà, coordinatore dell’associazione, «e così le migliaia di famiglie ancora sfollate ne stanno pagando le pesanti conseguenze».

Il Mia Casa chiede dunque alla Regione di dire chiaramente quale sia la situazione attuale: «tutti i cittadini», insiste Rapagnà, «hanno il diritto di sapere quali e quanti sono stati gli ostacoli che, nei fatti e negli atti, hanno impedito la ricostruzione completa della Edilizia Residenziale Pubblica Regionale e Comunale, sia quella classificata A, B e C assegnata all'Ater e sia quella classificata E assegnata al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche Abruzzo-Lazio-Sardegna. Non è più giustificabile, infatti, che, nonostante la immediata disponibilità di 107 milioni di euro per gli interventi da effettuarsi sugli immobili di proprietà dell'ATER e di 43 milioni di euro per gli interventi da porre in essere sugli alloggi di proprietà dei Comuni, gli interventi pesanti non siano stati ancora validati ed iniziati e quelli leggeri sono in buona parte ancora in corso di esecuzione».

Rapagnà ricorda che sono stati proprio il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi in qualità di Commissario e il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente quale vice commissario per la ricostruzione, ad avere deciso di avvalersi del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche come soggetto attuatore unico.
«In un simile contesto», denuncia ancora il Mia Casa, «è stato incredibilmente sottovalutato il fatto che ogni ritardo nella ricostruzione avrebbe certamente incentivato tutta una serie di rinunce e di operazioni immobiliari e urbanistiche sugli edifici, sulla aree verdi e su importanti e qualificati spazi bianchi di interi complessi pubblici e privati danneggiati o resi inagibili. La Regione Abruzzo quindi, onde prevenire ed evitare danni irreparabili e tragedie familiari e sociali enormi, aveva ed ha ancora il compito di mettere in atto interventi urgenti e significativi per “consolidare”, rafforzare e rendere più sicuri gli alloggi e gli edifici pubblici e privati rispetto ai rischi sismici incombenti».