6 APRILE 2009

Ricostruzione L’Aquila, Chiodi corre da Letta: «servono i soldi»

Blundo: «più soldi per l’Expò che per la fase post sisma»

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GIANNI CHIODI

GIANNI CHIODI

Ricostruzione L’Aquila, Chiodi corre da Letta: «servono i soldi»
Blundo: «più soldi per l’Expò che per la fase post sisma»
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ABRUZZO. Oggi il presidente della Regione, Gianni Chiodi, andrà dal presidente del Consiglio Gianni Letta. 
Un incontro necessario «per rappresentare l'esigenza prioritaria di far ripartire immediatamente il processo di ricostruzione», ha spiegato il Governatore. 
Chiodi chiede con forza l'impegno del Governo a stanziare almeno un miliardo l'anno. «Questa è l'esigenza concreta - ha proseguito - per ricostruire in dieci anni, uno dei centri storici più belli e importanti del nostro paese, come abbiamo sempre sostenuto e come ribadito ieri da Berlusconi e da tutto il Pdl. È bene ricordare che il Governo Berlusconi stanziò immediatamente 10 miliardi salvando di fatto la città dall'abbandono. Se non avessimo riaperto immediatamente le scuole e dato subito una casa a decine di migliaia di cittadini ora L'Aquila sarebbe una città fantasma, come purtroppo appare oggi il centro storico, bloccato da una casta che, in questo ultimo anno e mezzo, non è riuscita a far nulla, se non proclami e sceneggiate, sicuramente non utili agli aquilani e agli abruzzesi tutti».
Ma in queste ore la proposta è di fa arrivare in città 200 milioni l'anno. Per Chiodi si tratta di una iniziativa «inaccettabile» perché «vuol dire prevedere 50 anni di tempo per portare a termine la ricostruzione dei centri storici, visto che la stima dei lavori da fare è di 10 miliardi»
Intanto il Senato, giovedì scorso ha avviato la discussione  sulle Emergenze Ambientali attraverso  il disegno di legge n. 576 che si contraddistingue come unico perché prevede di indirizzare le risorse a disposizione sulle vere urgenze del Paese e soprattutto su quei settori che potrebbero fare da traino alla ripresa economica. 
«Non si comprende, però», protesta la senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, «come alla ricostruzione del patrimonio culturale dell’Aquila si sia preferito il nuovo centro fieristico di Milano Expo' 2015, in raddoppio di quello già esistente a Rho in grado di ospitare circa 12 milioni di persone e ben servito nei collegamenti.  Si è persa l'occasione di indirizzare le risorse sulle vere urgenze del paese e sui settori che potrebbero fare da traino alla ripresa economica, conclude la cittadina al Senato». 
E Blundo annuncia che martedì verranno riproposti e illustrati in aula gli emendamenti a favore di L’Aquila e del cratere, «importantissimo quello per il reperimento di risorse per la ricostruzione  attraverso l'aumento dell'aliquota  sui grandi capitali, i luoghi distrutti dal sisma potrebbero tornare a vivere di slancio in chiave turistica, mentre sono ancora una volta vittime dello schiaffo di una classe politica miope e capace di considerare il settore turistico afferente alle attività produttive».
ABRUZZO. Oggi il presidente della Regione, Gianni Chiodi, andrà dal presidente del Consiglio Gianni Letta. 
Un incontro necessario «per rappresentare l'esigenza prioritaria di far ripartire immediatamente il processo di ricostruzione», ha spiegato il Governatore. Chiodi chiede con forza l'impegno del Governo a stanziare almeno un miliardo l'anno. «Questa è l'esigenza concreta - ha proseguito - per ricostruire in dieci anni, uno dei centri storici più belli e importanti del nostro paese, come abbiamo sempre sostenuto e come ribadito ieri da Berlusconi e da tutto il Pdl. È bene ricordare che il Governo Berlusconi stanziò immediatamente 10 miliardi salvando di fatto la città dall'abbandono. Se non avessimo riaperto immediatamente le scuole e dato subito una casa a decine di migliaia di cittadini ora L'Aquila sarebbe una città fantasma, come purtroppo appare oggi il centro storico, bloccato da una casta che, in questo ultimo anno e mezzo, non è riuscita a far nulla, se non proclami e sceneggiate, sicuramente non utili agli aquilani e agli abruzzesi tutti».Ma in queste ore la proposta è di fa arrivare in città 200 milioni l'anno. 

Per Chiodi si tratta di una iniziativa «inaccettabile» perché «vuol dire prevedere 50 anni di tempo per portare a termine la ricostruzione dei centri storici, visto che la stima dei lavori da fare è di 10 miliardi»Intanto il Senato, giovedì scorso ha avviato la discussione  sulle Emergenze Ambientali attraverso  il disegno di legge n. 576 che si contraddistingue come unico perché prevede di indirizzare le risorse a disposizione sulle vere urgenze del Paese e soprattutto su quei settori che potrebbero fare da traino alla ripresa economica. «Non si comprende, però», protesta la senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, «come alla ricostruzione del patrimonio culturale dell’Aquila si sia preferito il nuovo centro fieristico di Milano Expo' 2015, in raddoppio di quello già esistente a Rho in grado di ospitare circa 12 milioni di persone e ben servito nei collegamenti.  Si è persa l'occasione di indirizzare le risorse sulle vere urgenze del paese e sui settori che potrebbero fare da traino alla ripresa economica, conclude la cittadina al Senato». E Blundo annuncia che martedì verranno riproposti e illustrati in aula gli emendamenti a favore di L’Aquila e del cratere, «importantissimo quello per il reperimento di risorse per la ricostruzione  attraverso l'aumento dell'aliquota  sui grandi capitali, i luoghi distrutti dal sisma potrebbero tornare a vivere di slancio in chiave turistica, mentre sono ancora una volta vittime dello schiaffo di una classe politica miope e capace di considerare il settore turistico afferente alle attività produttive».