DEMOCRAZIA E POLTRONE

Abruzzo/ Riforma della legge elettorale: «arriva il salvagente per trombati»

Chiantini contro le modifiche che la maggioranza Chiodi vorrebbe introdurre

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Abruzzo/ Riforma della legge elettorale: «arriva il salvagente per trombati»





ABRUZZO. La settimana politica all'Emiciclo inizia domani, martedì 11 giugno, con la seduta della Prima Commissione (Bilancio), convocata per le 9.30.
All'ordine del giorno, oltre ad alcune modifiche al bilancio regionale, ci sono il rendiconto 2010 e il progetto di legge sul divieto di cumulo del vitalizio da Parlamentare e da Consigliere regionale proposto dal consigliere regionale Maurizio Acerbo. Dopo vari rinvii domani potrebbe essere la giornata giusta.
Alle 11 è fissato invece il Consiglio regionale, convocato d'urgenza per l'approvazione di alcune modifiche alla legge elettorale. Ci sarà anche la votazione sulla proposta che prevede di introdurre l’incompatibilità tra la cariche di consigliere e quella di assessore regionale. In sostanza il consigliere eletto dal popolo, dovrà dimettersi qualora venga nominato assessore. Così dalla prossima legislatura il Consiglio non sarà più composto da 31 membri, in barba alla riforma dello Statuto, ma da 37.
Una idea chiara su quello che potrebbe essere lo scenario dopo l’approvazione ce l’ha Alfredo Chiantini, avvocato 41enne di Avezzano, fino a dicembre scorso coordinatore locale del Pdl.
Poi dal partito si è staccato, non senza aspre critiche a quel gruppo in cui, diceva, aveva fermamente creduto. 


Secondo Chiantini, dunque, la novità «produrrà una serie di effetti che non possono essere ignorati».
Il primo: «potrebbe accadere che nessun consigliere, eletto democraticamente, voglia rischiare di diventare assessore, per poi semmai essere cacciato dalla Giunta trovandosi così, dopo aver avuto l’approvazione del popolo, con un pugno di mosche in mano».
Il secondo: «il consigliere diventato assessore, sarebbe costretto, per non essere cacciato dalla Giunta, ad appiattirsi in percorsi privi di discussione e di critica costruttiva o quantomeno ad essere compiacenti su questioni che invece avrebbero bisogno di una seria riflessione».
Il terzo: «con la nuova norma il consigliere, futuro assessore, dimissionario darebbe la possibilità di far entrare in Consiglio, il primo non eletto della sua lista. La nuova regola così diverrebbe un salvagente per “trombati”»


Il quarto: «qualora, invece, nessun eletto volesse rischiare il posto allora ci troveremmo una Giunta formata da esterni, persone non indicate dal popolo. Saremmo così dinanzi alla solita nomina degli amici o dei piccoli furbetti. Vorrei sommessamente ricordare a tutti, ed in particolare a coloro che martedì voteranno questa modifica, che le scappatoie o i raggiri politici creano un danno a tutto il popolo abruzzese. Non ci interessa», continua Chiantini (che assicura di non essere in campagna elettorale e che non si candiderà alle prossime Regionali), «avere una classe politica che ha come proprio fine l'investitura di cortigiani e fedeli, l'idea democratica perde di senso, prima ancora che di funzione. In questi giorni ci state dando paternali e populistiche spiegazioni. Ma dovete comprendere che è finito il tempo del voto impecorito ed incapace. Noi cafoni abruzzesi stiamo cambiando pelle e non possiamo essere più presi in giro. Spero che sapremo rifiutare chi non è responsabile nei confronti delle esigenze della nostra terra».