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Abruzzo/ Una sola offerta per Sistema spa e molti dubbi

Il sindacato chiede un’audizione, il Pd vuole un tavolo di trattativa

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Morra e Cirulli

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Abruzzo/ Una sola offerta per Sistema spa e molti dubbi
Il sindacato chiede un’audizione, il Pd vuole un tavolo di trattativa
ABRUZZO. E’ arrivata una sola offerta per l’acquisto di Sistema spa. 
E’ tutto ancora in via di definizione il quadro della vendita di questa società in cui l’Arpa detiene il 62% delle quote: da una parte l’assessore regionale Giandonato Morra ed il presidente Massimo Cirulli insistono nell’alienazione di Sistema spa, convinti come sono – e lo ha ribadito il presidente Arpa nella sua audizione alla Regione – che la vendita è obbligatoria, secondo le nuove norme sulla spending review. 
D’altra i sindacati – stando ad un parere richiesto alla Corte dei Conti - ribattono che non c’è questa obbligatorietà, ma la vendita sarebbe solo frutto di una decisione politica incomprensibile. 
Gli oltre 100 dipendenti di questa società nata a supporto dell’azienda trasporti aspettano mentre è stata già indetta la proclamazione di un giorno di sciopero per il 20 giugno ed è stata avanzata la richiesta al presidente della Commissione Gino Milano di ascoltare anche i sindacati.
Come sostiene anche il Pd, secondo il quale «la Giunta Regionale abbandona Sistema» mentre sull’argomento – dichiara Claudio Ruffini – «serve un tavolo di trattativa». 
Anche secondo il Pd non è d’accordo sull’interpretazione della legge «che vieterebbe agli enti pubblici di continuare ad affidare in house servizi alle proprie controllate». I consiglieri D’Amico, Di Pangrazio e Ruffini (Pd) in una nota congiunta sostengono che «l’Arpa non rientra tra gli enti pubblici soggetti a limitazioni di affidamenti in house e quindi non deve rispettare la norma contenuta nel D.L 95/2012. Su questa norma serve però fare chiarezza prima di prendere decisioni avventate sul futuro di una società come Sistema, ascoltando i sindacati, sospendendo l’aggiudicazione della gara di vendita e attivando un tavolo con la partecipazione dell’assessore, dei sindacati, dell’Arpa e della commissione di vigilanza». 
Questo anche perché – sostiene il Pd – «le responsabilità del debito o dell’appesantimento del bilancio di Sistema spa sono anche della Regione Abruzzo che sceglie  i vertici dell’Arpa che è poi anche la società che controlla Sistema. In questa vicenda la giunta ed il presidente Chiodi non possono fare gli spettatori dall’ultima fila. Anche loro devono dire come la pensano e prendersi le proprie responsabilità». 
Perplessità sulla gara «che sarebbe un vero e proprio esproprio delle prerogative del CdA di Sistema» le esprime anche la società Aquila srl, che detiene poco più del 10% delle quote  e che paventa il pericolo che l’affidamento possa essere dato «a condizioni non remunerative dei servizi e quindi con gravi danni occupazionali». Fortemente critico infine anche il sindacato che ieri ha deciso una giornata di sciopero e la richiesta di audizione in Regione: «abbiamo fatto un pò di conti: se il bando prevede 15 mln in 5 anni, cioè tre mln/anno, oggi il costo di Sistema è di 20 mln, cioè di quattro mln/anno – spiega Rolandi, Cgil – come dire che i conti non tornano. E anche il fatto che ci sia solo un’offerta non fa pensare bene rispetto al futuro dei dipendenti, altro che clausole di garanzia….»
Sebastiano Calella

ABRUZZO. E’ arrivata una sola offerta per l’acquisto di Sistema spa. E’ tutto ancora in via di definizione il quadro della vendita di questa società in cui l’Arpa detiene il 62% delle quote: da una parte l’assessore regionale Giandonato Morra ed il presidente Massimo Cirulli insistono nell’alienazione di Sistema spa, convinti come sono – e lo ha ribadito il presidente Arpa nella sua audizione alla Regione – che la vendita è obbligatoria, secondo le nuove norme sulla spending review. D’altra i sindacati – stando ad un parere richiesto alla Corte dei Conti - ribattono che non c’è questa obbligatorietà, ma la vendita sarebbe solo frutto di una decisione politica incomprensibile. Gli oltre 100 dipendenti di questa società nata a supporto dell’azienda trasporti aspettano mentre è stata già indetta la proclamazione di un giorno di sciopero per il 20 giugno ed è stata avanzata la richiesta al presidente della Commissione Gino Milano di ascoltare anche i sindacati.Come sostiene anche il Pd, secondo il quale «la Giunta Regionale abbandona Sistema» mentre sull’argomento – dichiara Claudio Ruffini – «serve un tavolo di trattativa». Anche secondo il Pd non è d’accordo sull’interpretazione della legge «che vieterebbe agli enti pubblici di continuare ad affidare in house servizi alle proprie controllate». 

I consiglieri D’Amico, Di Pangrazio e Ruffini (Pd) in una nota congiunta sostengono che «l’Arpa non rientra tra gli enti pubblici soggetti a limitazioni di affidamenti in house e quindi non deve rispettare la norma contenuta nel D.L 95/2012. Su questa norma serve però fare chiarezza prima di prendere decisioni avventate sul futuro di una società come Sistema, ascoltando i sindacati, sospendendo l’aggiudicazione della gara di vendita e attivando un tavolo con la partecipazione dell’assessore, dei sindacati, dell’Arpa e della commissione di vigilanza». Questo anche perché – sostiene il Pd – «le responsabilità del debito o dell’appesantimento del bilancio di Sistema spa sono anche della Regione Abruzzo che sceglie  i vertici dell’Arpa che è poi anche la società che controlla Sistema. In questa vicenda la giunta ed il presidente Chiodi non possono fare gli spettatori dall’ultima fila. Anche loro devono dire come la pensano e prendersi le proprie responsabilità». Perplessità sulla gara «che sarebbe un vero e proprio esproprio delle prerogative del CdA di Sistema» le esprime anche la società Aquila srl, che detiene poco più del 10% delle quote  e che paventa il pericolo che l’affidamento possa essere dato «a condizioni non remunerative dei servizi e quindi con gravi danni occupazionali». 

Fortemente critico infine anche il sindacato che ieri ha deciso una giornata di sciopero e la richiesta di audizione in Regione: «abbiamo fatto un pò di conti: se il bando prevede 15 mln in 5 anni, cioè tre mln/anno, oggi il costo di Sistema è di 20 mln, cioè di quattro mln/anno – spiega Rolandi, Cgil – come dire che i conti non tornano. E anche il fatto che ci sia solo un’offerta non fa pensare bene rispetto al futuro dei dipendenti, altro che clausole di garanzia….»

Sebastiano Calella