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Megalò 3, istanza bocciata. Ambientalisti e Rc esultano

«Evitata nuova colata di cemento»

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Megalò 3, istanza bocciata. Ambientalisti e Rc esultano

L'area dell'intervento




ABRUZZO. Il Comitato Valutazione Impatto Ambientale della Regione Abruzzo ha licenziato questa mattina con parere negativo il progetto “Pinti Carmen e altri ora Akka”, il cosiddetto “Megalò 3” per la realizzazione di 5 edifici.
Il Wwf insieme a Legambiente e al consigliere regionale Maurizio Acerbo è stato ascoltato dal Comitato illustrando il proprio punto di vista anche in relazione alle controdeduzioni della ditta proponente dopo le osservazioni del Wwf discusse nella seduta di aprile 2012.

In sintesi gli ambientalisti hanno insistito sul peggioramento della qualità dell’aria (in una zona considerata da questo punto di vista “di risanamento”) conseguente all’inevitabile aumento del traffico in località Megalò contestando le affermazioni della ditta proponente che aveva parlato di un collegamento filoviario e di una stazione ferroviaria metropolitana che non esistono.
Hanno inoltre sollevato una questione di merito per quello che sembra essere il mancato coinvolgimento della Provincia di Pescara, benché parte dell’intervento ricada nel Comune di Cepagatti e quindi nel territorio di quella Provincia. Hanno infine contestato l’affermazione secondo la quale il movimento di terra con deposito di materiale registrato in zona (e che ha portato nel 2012 anche a un sequestro giudiziario dell’area con intervento del Corpo Forestale) fosse giustificato al solo fine di “effettuare le caratterizzazioni”. Ma il Genio Civile in seguito a suoi accertamenti tecnici ha parlato, con una nota del febbraio 2013, di «estese operazioni di reinterro e colmata non riferibili ad alcuna attività autorizzata e che avrebbero ridotto significativamente la capacità di laminazione delle aree golenali esondabili».

Il Wwf del resto sostiene da tempo che è «un grossolano errore, foriero anche di futuri gravi rischi», continuare a costruire in area golenale e che le opere di difesa realizzate o previste non annullano il rischio, ma al più lo spostano altrove. «Né ha senso sostenere che è possibile costruire ancora “perché tanto in quell’area già c’è Megalò”. Sarebbe invece più logico studiare soluzioni non per nuovi insediamenti ma per delocalizzare l’attuale centro commerciale, peraltro costruito in assenza di parere di Valutazione di Impatto Ambientale in virtù di una legge regionale in contrasto con la normativa europea e nazionale, rimasta in vigore per pochi mesi».

«Il WWF – dichiara il presidente della Sezione territoriale locale di Chieti Nicoletta Di Francesco - plaude al giudizio negativo odierno e chiede che la Regione ripensi le sue scelte e che, in coerenza con quanto previsto nel proprio Statuto, tuteli il territorio anche attraverso scelte coraggiose contro progetti fortemente impattanti e in un’area delicata a ridosso del maggior fiume abruzzese per portata e ampiezza di bacino idrografico».

«Siamo lieti di aver difeso il nostro territorio dal saccheggio», commenta il consigliere regionale Acerbo. «Peccato che in passato troppi occhi e orecchie siano rimasti chiusi».
«Siamo lieti di aver difeso il nostro territorio dal saccheggio», commenta il consigliere regionale Acerbo. «Peccato che in passato troppi occhi e orecchie siano rimasti chiusi».