SOLDI AI PARTITI

Finanziamento ai partiti, la proposta del M5S che i partiti non approveranno mai

«Soppressione totale di tutti i rimborsi statali»

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Finanziamento ai partiti, la proposta del M5S che i partiti non approveranno mai




ROMA. Abolito il finanziamento ai partiti a partire dal 2017.
Fino al 2016, dunque, rimarranno i rimborsi attuali, anche se tagliati progressivamente di anno in anno.
E’ questa la proposta di legge che ha partorito nelle ultime ore il governo Letta lasciando l’amaro in bocca a quanti si aspettavano un taglio netto e radicale fin da subito.
Per ora le cose stano così  ma tutto può cambiare: in meglio o in peggio.
In queste ore è tornata a circolare anche un’altra proposta di legge, ben più rigida: azzeramento dei contributi statali, da subito e, addirittura, con effetto retroattivo, quindi anche i rimborsi delle elezioni 2013.
La proposta è del Movimento 5 Stelle, è stata presentata ufficialmente qualche settimana fa ma a quanto pare la maggioranza bipartisan Pd-Pdl non ha alcuna intenzione di tenerla in considerazione.
Per i grillini «il finanziamento pubblico, nell’attuale contesto, deve essere abrogato e le risorse finora ad esso destinate devono essere rivolte al sostegno di altri settori cruciali per lo sviluppo economico del nostro Paese».
I « rimborsi elettorali » sono arrivati a costare alle casse dello Stato oltre 190 milioni di euro. Da ultimo, la legge 6 luglio 2012, n. 96, li ha ridotti a 91 milioni di euro annui. «Ma ciò non può bastare», dicono dal Movimento 5 Stelle.
L’idea è quella che la politica dovrà funzionare solo attraverso donazioni spontanee ed entro limiti di spesa ben definiti, «per evitare che di nuovo la tendenza bulimica nei confronti dei soldi dei cittadini».
L’articolo 1 della proposta di legge dispone la soppressione di tutti i rimborsi elettorali.
L’articolo 2 prevede la drastica riduzione delle spese elettorali dei partiti e dei loro candidati nel corso delle campagne elettorali, riferite alle elezioni nazionali, europee, regionali e comunali.
L’articolo 3 prescrive l’obbligo di dichiarazione congiunta, nel caso di finanziamenti privati ai partiti, per importi annui superiori non più alla cifra di 5.000 euro, bensì a 1.000 euro
L’articolo 7 introduce sanzioni più gravi a carico delle società di revisione incaricate di controllare la gestione contabile e finanziaria dei partiti e movimenti politici. L’importo della sanzione è quindi aumentato a 3.000 euro nel minimo e a 500.000. Per le irregolarità commesse nella revisione dei bilanci dei partiti il termine massimo del divieto di assunzione di nuovi incarichi viene portato da tre a sei anni e il periodo massimo di sospensione dal registro è elevato da cinque a dieci anni.
Con l’articolo 9 viene reintrodotta l’imposta sulle successioni e sulle donazioni per i trasferimenti a favore dei partiti. L’articolo 11 istituisce presso la gestione separata della società Cassa depositi e prestiti Spa un apposito fondo rotativo, finalizzato alla concessione di finanziamenti agevolati alle microimprese e alle piccole imprese, come definite dalla normativa dell’Unione europea, singole o associate in appositi organismi, anche cooperativi, costituiti o promossi dalle associazioni imprenditoriali e dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Ma come detto si stabilisce che l’abolizione dei contributi abbia efficacia anche con riferimento ai rimborsi relativi alle elezioni politiche e regionali svolte nello scorso mese di febbraio 2013.

I DUBBI SUL WEB 
Un utente del blog di Beppe Grillo sostiene (l’ipotesi viene rilanciata proprio sul sito del Movimento) che il disegno di legge del governo Letta sia «un imbroglio colossale».
E spiega: «di soldi complessivamente ne prenderanno di più perchè in 5 anni anche con il tetto dei 61 milioni si arriva a molto più del massimale di ora. Inoltre il cittadino non potrà non finanziare i partiti perchè se non sceglie un partito per il 2X1000 i soldi se li prendono ugualmente (come la Chiesa) e se uno deve dire a quale partito destinare il 2X1000 allora il segreto del voto non ha più senso. Si potrà quindi sapere anche chi ha votato chi».
I DUBBI SUL WEB 

Un utente del blog di Beppe Grillo sostiene (l’ipotesi viene rilanciata proprio sul sito del Movimento) che il disegno di legge del governo Letta sia «un imbroglio colossale».E spiega: «di soldi complessivamente ne prenderanno di più perchè in 5 anni anche con il tetto dei 61 milioni si arriva a molto più del massimale di ora. Inoltre il cittadino non potrà non finanziare i partiti perchè se non sceglie un partito per il 2X1000 i soldi se li prendono ugualmente (come la Chiesa) e se uno deve dire a quale partito destinare il 2X1000 allora il segreto del voto non ha più senso. Si potrà quindi sapere anche chi ha votato chi».

ABOLIZIONE FINANZIAMENTO AI PARTITI: PROPOSTA M5S