SANITA'

SanStefar, sindacati e curatore a confronto sulle lettere di mobilità

Per la cassa integrazione se ne riparla a giugno

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2185

SanStefar, sindacati e curatore a confronto sulle lettere di mobilità




ABRUZZO. Si doveva parlare del futuro del SanStefar, con riferimento alla cassa integrazione e alle lettere di licenziamento arrivate nei giorni scorsi ad alcuni dipendenti sull’inizio della procedura di mobilità (una definizione morbida, che però di fatto è l’anticamera del licenziamento) per questa società di riabilitazione dell’ex gruppo Angelini, prima fallita e poi aggiudicata all’asta.
Ma il vero argomento dell’incontro che c’è stato ieri tra la curatela fallimentare e lo stato maggiore dei sindacati, con il rinforzo di due rappresentanti della Rsa aziendale del SanStefar, è sembrato un altro: cioè la difficoltà a gestire i problemi dell’occupazione che manca e delle scarse risorse per gli ammortizzatori sociali, non solo per il SanStefar, ma per tutte le altre società fallite che si trovano in situazioni analoghe.
E su questo tema si sono confrontati da una parte Roberto Falcone, coadiutore del curatore fallimentare Giuseppina Ivone, assistito dall’avvocato Stefano Guadagno, e dall’altra la Cisl (Traniello, Farina, Martelli), la Cgil (Ranieri, Giovarruscio, Gagliardi, Zinni), la Uil (Rega), e Luciana Celenza con Angelica Pellegrini (Rsa, rispettivamente Uil e Cgil). In pratica è stato un anticipo dello scenario che interessa tutti i dipendenti non ricollocati al lavoro delle società fallite del gruppo Angelini. Infatti – come è stato spiegato ieri - le lettere del curatore sono un atto dovuto, dopo che le società sono state vendute e dopo che sono stati esperiti tutti i tentativi di salvaguardia dei livelli occupazionali. Con la novità che il quadro normativo si è fatto più rigido e mentre prima in caso di conclamata impossibilità di far lavorare questi dipendenti si poteva accedere alla cassa integrazione, ora che mancano i soldi questo ammortizzatore sociale è sempre più difficile inoltrare questa richiesta. Il tutto complicato, per il SanStefar, dalla particolare natura di molti contratti, per i quali – ad esempio – il lavoratore ha solo 10 ore di cig mensili e non è facile inquadrare questa peculiarità. Ma sono i soldi che mancano a decidere gli esiti di una riunione. E infatti i sindacati hanno spiegato che c’è attesa per sapere se i 15 mln di euro in arrivo dal governo ci saranno veramente o no, per cui la decisione concordata è stata di prendere tempo per verificare il quadro complessivo e “per ridurre l’impatto sociale della risoluzione dei rapporti di lavoro”, come si legge nel verbale sottoscritto al termine dell’incontro. Dunque riunione interlocutoria e rinvio al 10 giugno, dopo aver sentito in assemblea anche i lavoratori.
Sebastiano Calella