TEORIA&PRATICA

Abruzzo/Giornata della Trasparenza: feste, polemiche e pochi fatti

Le regole vengono rispettate?

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OPERAZIONE TRASPARENZA





ABRUZZO. Per chi non lo sapesse oggi si festeggia la Gionata della Trasparenza.
Grande festa questa mattina a Palazzo di Città di Pescara alle ore 10, promossa dal sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, con il Ministero per la Pubblica amministrazione, con il coinvolgimento degli Istituti superiori della città, con la premiazione degli elaborati migliori prodotti dagli studenti.
La trasparenza in Abruzzo, fino a qualche anno fa e quasi ovunque, è sempre stata negata nonostante la legge parlasse chiaro e di volta in volta le interpretazioni restrittive hanno permesso alle amministrazioni di continuare ad amministrare senza controllo alcuno.
C’è una nuova legge sulla trasparenza che dichiaratamente dovrebbe servire a ridurre quel fenomeno chiamato corruzione.
Prevede obblighi precisi per le pubbliche amministrazione che devono attenersi in maniera ferrea alle prescrizioni.
Uno degli obblighi è quello di inserire sui siti istituzionali documenti, delibere, curriculum, determine, bilanci, organici e molto altro. L’altro aspetto della norma è quello legato all’accesso agli atti che diventa libero e consente ad ogni cittadino di richiedere documenti di una pubblica amministrazione.
Questa la norma. La pratica come accade in Italia è diversa.

Eppure solo l’altro ieri era scoppiata la polemica “europea” via Facebook tra il presidente del Consiglio Nazario Pagano ed il consigliere RC, Maurizio Acerbo.
Il primo si attribuisce enormi meriti in fatto di trasparenza, il secondo gli ricorda il «metodo africano di votazione in Consiglio regionale» che non sembra sia un metodo civile (alzata di mano) e non permette in pieno l’utilizzo dei mezzi che la legge offre ai consiglieri.
Pagano ancora oggi ripete dalla lontana Siviglia dove è in missione europea «abbiamo alzato il livello di trasparenza e di informazione per una reale partecipazione dei cittadini alla vita dell’istituzione».
Oggi in effetti ci sono molti più comunicati stampa del passato (che sia questo il livello di informazione a cui si riferisce Pagano?), la Regione poi pubblica sui canali Youtube conferenze stampa e dichiarazioni. Grande fermento anche sui social network dove la Regione Abruzzo pare sia all’avanguardia addirittura «primo profilo Facebook in Italia per coinvolgimento». Poco più di mille gli amici.
Finalmente anche la Pa abruzzese con un ritardo consistente apprezza e sfrutta internet ma la trasparenza è un’altra cosa e prevede la pubblicazione dei documenti amministrativi, tutti o almeno una gran parte. Trasparenza è anche adempiere all’obbligo di rispondere alle richieste di accesso agli atti che invece spesso cadono nel vuoto come ci è più volte stato segnalato.
I diritti dei cittadini alla trasparenza sono anche questi.

MASCIA LA TRASAPRENZA E LA DEMOCRAZIA
Il sindaco Mascia, già incline a lezioni di democrazia, ha approfittato della giornata dedicata alla Trasparenza al quale ha aderito il Comune di Pescara per stampare sull’invito una mini lezione sulla trasparenza.
«Connesso alla trasparenza», scrive Mascia, «è il concetto di integrità la quale rimanda a principi e norme di comportamento etico su cui deve essere fondata l’attività di ogni amministrazione pubblica e puo’ essere assicurata soltanto in un contesto amministrativo trasparente, mentre l’opacità è spesso il terreno fertile per i comportamenti illegali».
Parole ineccepibili e proprio per questo contestate da Renato Ranieri, ex consigliere comunale del Pdl poi passato a Fli, presidente Commissione Finanze Comune di Pescara che bacchetta sonoramente il sindaco della predica perchè poi razzola male.

«Si scrive bene ma i fatti sono altri», dice Ranieri, «a parte le forti resistenze sulla proposta di Delibera riguardante il Codice Etico presentata dal sottoscritto e da altri Consiglieri (si ricordi, per esempio, che il Pdl ha pubblicamente affermato di essere contrario), il Comune di Pescara, ad oggi, ancora non si è adeguato alla Legge 190/2012 dove ai commi 7 ed 8 dell’art.1 impone la nomina del Responsabile della prevenzione della corruzione e soprattutto non ancora adotta il Piano Triennale della prevenzione della corruzione. Si consideri che molti altri Enti Locali hanno già adottato le misure idonee per contrastare la illegalità e la corruzione».
Come mai accade questo? 

Eppure lo stesso Ranieri ha presentato l’8 aprile 2013 interrogazione scritta al sindaco. Macchè, risposte zero.
Il segretario generale però ha poi confermato che il Comune è tuttora inadempiente in materia.
Che la trasparenza sia più teorica che pratica lo provano anche moltissimi altri fatti accaduti di recente che gettano ombre e lasciano misteri sulla attività amministrativa: la vicenda del titolo di Pescara città dello sport per esempio, le determine lasciate in bianco, la già dimenticata vicenda dei biglietti omaggio per lo stadio per non parlare sui misteri delle consulenze oversize.
Ma Pescara non è comunque la peggiore in Abruzzo in fatto di mancata trasparenza, paese che vai opacità che trovi e più è piccolo il Comune più si avverte il potere incontrastato della maggioranza di turno. 

Allora ricordiamoci le parole del sindaco Mascia:«l’opacità è spesso il terreno fertile per i comportamenti illegali».