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Parco nazionale d’Abruzzo, trovati 28 bocconi avvelenati

«Emergenza gravissima, già morti 14 animali»

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Parco nazionale d’Abruzzo, trovati 28 bocconi avvelenati



 


ABRUZZO. Sono stati intensificati i controlli Nel Parco Nazionale d’Abruzzo.
Una misura necessaria a seguito dei recenti rinvenimenti di carcasse di lupi, volpi, ed anche mustelidi nella vasta area marsicana compresa tra Valle Cervara, Vallone Lampazzo e Fonte Puzza che hanno fatto ancora lievitare il numero degli animali protetti morti per avvelenamento, dall’inizio dell’anno, tanto da dover parlare, ormai, di una vera e propria strage.
Da diversi giorni prosegue, ininterrottamente, una accurata perlustrazione di tutta l’area, alla quale partecipano i Nuclei Cinofili Antiveleno del Corpo Forestale dello Stato e del CTA del Parco Nazionale del Gran Sasso, il Personale di Sorveglianza del Parco e quello del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato del Parco d’Abruzzo.
«Risulta assolutamente importante e indispensabile», comunica il Parco in una nota, «l’impegno del Nucleo cinofilo che permette di scoprire bocconi avvelenati anche in zone precedentemente percorse dagli uomini del Parco e del Corpo Forestale»
L’operazione, se da un lato ha portato alla scoperta di carcasse di lupi (2), volpi (10) faine (2), ricci e talpe, tutti morti per avvelenamento, dall’altro ha consentito di scongiurare che la strage assumesse connotati numerici catastrofici. 


Infatti, nel corso delle operazioni, a tutt’oggi in corso, sono stati scoperti ben 28 bocconi avvelenati, disseminati in più punti, con l’intento evidente di colpire più animali possibili. Le esche avvelenate, di piccole dimensioni, sono state prontamente recuperate per essere analizzate, e poste a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, insieme ad altri elementi ed indizi raccolti in questi mesi che, si spera, possano portare, finalmente, a colpire i responsabili della strategia criminosa.
«La situazione è talmente grave», si spiega ancora dal parco, «che assume ormai caratteristiche di vera e propria emergenza di carattere pubblico. Oltre all’aggressione alla fauna del Parco non va trascurato il fatto che queste azioni sono pericolose anche per le persone, cittadini, operatori e turisti che frequentano le zone avvelenate. Ciò, d’altro canto, fa emergere pienamente la spregiudicatezza e l’indole delinquenziale dei responsabili degli avvelenamenti, i quali mostrano quantomeno indifferenza per le gravissime (e letali) conseguenze dei loro gesti criminali».
L’Ente Parco continua a richiedere il massimo sforzo e l’intervento di tutte le Autorità interessate, e uno scatto di orgoglio e di reazione delle istituzioni e delle stesse comunità locali.