ECONOMIA

Abruzzo. Prodotti tipici: l’agnello del Centro Italia è IGP

«Così si valorizza il comparto ovino abruzzese»

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MACELLERIA






ABRUZZO. Dopo le IGP “Agnello di Sardegna” e “Abbacchio Romano”, giunge quella “Agnello del Centro Italia”.
Rispetto alle precedenti, questa denominazione (indicazione geografica protetta) è ancor più importante per i produttori, in considerazione dell’ampiezza del territorio rappresentato; infatti sono sei le regioni del Centro Italia inserite nel disciplinare: Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria e in parte l’Emilia Romagna.
«La nuova IGP è un importante riconoscimento per il comparto ovino e può favorire una migliore valorizzazione delle carni prodotte», ha commentato Confagricoltura L’Aquila all’attesa pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea della nuova denominazione.
«Un’opportunità per la provincia dell’Aquila e per la Marsica. Il mattatoio comunale di Avezzano è uno delle 17 strutture autorizzate alla macellazione dei capi di agnello che possono fregiarsi dell’importante marchio IGP», afferma Redento Pensa vice presidente della Cooperativa carni marsicane gestore del Mattatoio.
«Nell’ultimo periodo pasquale ben 5.000 sono stati i capi IGP immessi al consumo, provenienti dagli allevamenti della nostra provincia dell’Aquila. Attualmente si macellano circa 50 agnelli per settimana che vengono distribuiti nel macelli aziendali e nei ristoranti del comprensorio. Abbiamo presentato al GAL la richiesta di finanziamento di un progetto per potenziare la capacità operativa del mattatoio comunale di Avezzano e per sostenere un ambizioso programma di valorizzazione delle carni locali. Gli allevatori aderenti alla cooperativa sono fermamente convinti che la struttura pubblica sia indispensabile per sostenere la zootecnia dell’intero comprensorio marsicano», conclude Pensa.
«Spetta ora –prosegue Confagricoltura- alla Regione prevedere nella nuova programmazione del PSR (Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 risorse adeguate alla valorizzazione della produzione tipica dell'agnello da carne ottenuto dalle razze tradizionali dell’areale». Confagricoltura sottolinea come abbiano già aderito alla nuova IGP circa 130 allevamenti, che rappresentano circa 90 mila capi.