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Abruzzo/ Petrolio: «no trivelle nel Mediterraneo»

Domani a Chieti convegno pro-Ombrina

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Abruzzo/ Petrolio: «no trivelle nel Mediterraneo»

Sindaci contro




ABRUZZO. I progetti petroliferi in corso e in via di approvazione continuano a far discutere.
D un mese e mezzo dalla più grande manifestazione abruzzese contro la deriva petrolifera non si è ancora sciolto il nodo su Ombrina Mare. Intanto si continua a discutere su questi progetti che stanno invadendo il Mediterraneo
«L'articolo 35 del decreto cosiddetto "Cresci Italia" - che salva le concessioni di trivellazione nel mar Mediterraneo», ha detto il vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella (Pd), «contrasta con la decisione del Consiglio europeo del 17 dicembre 2012 a protezione del Mar Mediterraneo dall'inquinamento derivante dall'esplorazione e dallo sfruttamento della piattaforma continentale, del fondo del mare e del suo sottosuolo». Pittella ha espresso «pieno sostegno» al comitato "Mediterraneo no triv" di Policoro (Matera), contrario come altri a operazioni di trivellazione petrolifera nel mare Jonio.
Pittella ha spiegato che il provvedimento del Governo italiano «nello specifico, restringe la fascia di estrazione off-limits dalle 12 miglia alla linea di costa. Con tale provvedimento, allo stato attuale, si contano non meno di 70 istanze di ricerca nell'interno del mare, per un totale di 29.700 chilometri quadrati e senza prescrizioni limitative per quanto concerne la salvaguardia della fascia costiera». 


Pittella ha evidenziato che il punto quattro della direttiva europea precisa che, »data la natura semichiusa e le speciali caratteristiche idrodinamiche del Mar Mediterraneo, un incidente paragonabile a quello verificatosi nel Golfo del Messico nel 2010 potrebbe avere conseguenze transfrontaliere deleterie immediate sull'economia e sui fragili ecosistemi marini e costieri del Mediterraneo, in un mare semichiuso il come il nostro».
Intanto domani si terrà a Chieti un seminario sui giacimenti petroliferi dell’Adriatico abruzzese . Protesta Maria Rita D’Orsogna dalle pagine del suo blog: «è un convegno a favore del petrolio - questa volta non ci sono dubbi: i relatori sono tutti della MOG (la società che promuove il progetto Ombrina, ndr)! Se lo fanno alle 9 del mattino, secondo me nella speranza che non ci va nessuno e cosi possono dire che in Abruzzo esiste un "sì" ad Ombrina! Come per dire 40,000 a dire no, e i 4 gatti (tutti della MOG, magari si portano le mogliettine al seguito per fare numero?) a dire sì».


Tra i relatori ci sono Sergio Morandi, direttore esecutivo della Mog, Antonello Rubino, Responsabile Salute, Sicurezza e Ambiente della Mediterranean Oil, Lorenzo Lipparini, Geoscience manager della Mog, Gian Paolo Musu, responsabile Sviluppo e Produzione della Mog.
«Si vede intanto che non sono riusciti a trovare nessuno di indipendente», commenta D’Orsogna, «che volesse stare dalla parte di Ombrina, e che hanno dovuto chiedere ai loro stipendiati di propagandarne l'utilità e la "sostenibilità ambientale". E poi si vede pure che si illudono che con questo convegno l'opinione pubblica cambi o che veramente pensano che un mostro dal nome FPSO a 9km da riva sia una cosa sostenibile».

RAINONE: «NOTIZIA NON VERA»
Mario L. Rainone, Direttore Centro Ricerche e Studi per le Geotecnologie, contesta la notizia e la bolla come «non vera» e parla di «agitazioni della matematica D’Orsogna» per la quale il petrolio è come la kriptonite per Nembo Kid».
«Non si tratta di un Convegno nè di un workshop», dice Rainone, «si tratta di un Seminario (ovvero una lezione su un tema specifico e come è d'uso nelle  Università di tutto il mondo spesso tenuto da esponenti dell'industria,  del mondo della Ricerca, provenienti da Enti Pubblici, etc.). Il Seminario è rivolto agli studenti dei corsi di laurea triennale in  Scienze Geologiche e di quelli della magistrale in Scienze e Tecnologie
Geologiche. Nell'ambito di questi CdS (Corsi di Studio), come penso, saprà, ci sono insegnamenti di Geologia Applicata, di Esplorazione Geologica del Sottosuolo, di Geologia Stratigrafica, di Geologia degli
Idrocarburi, di Tecnica delle perforazioni Petrolifere, di Interpretazione di line sismiche, etc. che trattano proprio tematiche a cui fa riferimento il Seminario di domani».
«D'altra parte», aggiunge Rainone, «sono molti anni ormai che nella nostra Laurea Magistrale abbiamo un indirizzo curriculare in Georisorse con insegnamenti nel campo della Geologia degli Idrocarburi tenuti da docenti provenienti e appartenenti dal mondo dell'industria (Edison, Weatherford, Enel, etc.). Sottolineo che stiamo preparando Geologi.... forse questo vi sfugge e che molti, tanti, nostri laureati trovano occupazione nel settore O&G, superando una concorrenza internazionale di tutto prestigio. Ovviamente la partecipazione ai Seminari, come ad altri eventi a carattere formativo, ovvero rivolti principalmente agli studenti, è del tutto libera».

WWF:«VERGOGNOSO»
«È semplicemente vergognoso che l’università si presti a operazioni di questo genere spacciando una iniziativa di parte come seminario didattico rivolto agli studenti», sostiene Luciano di Tizio presidente Wwf, «Il prof. Rainone del resto già nel 2011 aveva organizzato un convegno sul contestatissimo progetto di Bomba della Forest, per conto della quale lui stesso aveva firmato studi integrativi. Oggi tocca alla MedOil ed è scandaloso che il nome di un'istituzione universitaria venga nuovamente accostato a quello di una compagnia petrolifera senza che nell’incontro sia stato garantito il contraddittorio anche con altri valenti docenti del medesimo ateneo che sulle perforazioni hanno idee ben diverse.
Sarebbe stato logico infine affidare l’organizzazione di un tale convegno a un dipartimento di storia, visto che le scelte di Rainone e delle compagnie petrolifere che vorrebbero operare in Abruzzo sono legate al passato e non al futuro».