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Abruzzo/ Polemica ‘europea’ sui «metodi africani» di votazione in Consiglio

Acerbo contro Pagano: «serve il voto elettronico»

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Abruzzo/ Polemica ‘europea’ sui «metodi africani» di votazione in Consiglio




ABRUZZO. La polemica è scoppiata su Facebook anche se del caso si parla da almeno 4 anni.
Il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, in missione di lavoro annuncia su Facebook ai suoi ‘amici’: «a Siviglia discutiamo su come migliorare la trasparenza delle informazioni pubbliche. Tecnologia e social sono fondamentali».
Non crede ai propri occhi il consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo che clicca sul riquadro ‘a cosa stai pensando’ e scrive: «Siamo oltre la satira. Nel consiglio regionale dell'Abruzzo per scelta di Pagano non si usa il voto elettronico e quindi i cittadini su internet non hanno la possibilita' di sapere come hanno votato i consiglieri».
Ma ai tempi di Facebook la replica arriva immediata ed è alla mercè di tutti. Così Pagano assicura che «nulla è nascosto o oscurato. Siamo all'avanguardia in Abruzzo sulla trasparenza delle informazioni. Anche il voto dei consiglieri è pubblico. Anche se per ragioni organizzative non è stato ad oggi operato con sistema elettronico».
Ma la diatriba non si esaurisce perchè Acerbo, al quale la questione sta molto a cuore, rincara la dose ricordando la battaglia che porta avanti da anni e denuncia: «Caro Nazario lo sai che ti voglio bene ma ne voglio ancor di più alla verità».


Così il consigliere racconta che «per decisione di Pagano» si vota solo per alzata di mano. Un problema non solo nel caso della presa di posizione di determinati emendamenti e pareri personali ma un problema che si estende anche alla richiesta di verifica del numero legale. «Recentemente», racconta Acerbo, «per ore si e' votato in 7-8 consiglieri (dunque senza maggioranza, ndr) perche' io non avevo le cinque firme necessarie per richiedere l'appello nominale e senza voto elettronico fate quello che vi pare. Come ti ho chiesto decine di volte e' ora che la si smetta con questi metodi africani ».
Il consigliere regionale pubblica anche un resoconto della seduta dell’aprile scorso quando per l’ennesima volta si discusse in aula della necessità di istituire il voto elettronico.
Come spiegò anche pubblicamente Acerbo il voto elettronico sarebbe osteggiato sia dalla maggioranza che dall’opposizione: «è convenuto (non usarlo, ndr) a tutte le Maggioranze che si sono alternate avere questo meccanismo per cui a un certo punto si votava e non si sapeva chi c'era, chi non c'era, chi era responsabile, ma sono queste due coalizioni che hanno prodotto 4 miliardi di euro di deficit della Sanità Regionale, con votazioni in cui la notte, poi non si sapeva chi aveva votato la mattina, e quindi Presidente lei, dicendo questo, dice che se non ci sono 5 Consiglieri, in questo o in base al Regolamento che non è stato...»


Acerbo si disse addirittura pronto «a morire» sui banchi del Consiglio pur di avere un regolamento che imponesse il voto elettronico: «non me ne vado da questo Consiglio», si legge nel resoconto del 16 aprile, «con un Regolamento che prevede che come nel Botswana, forse nel Botswana, forse come nel Congo che c'è la guerra civile... in questo Consiglio Regionale sia l'unico luogo in cui si vota per alzata di mano e, nel momento in cui i Consiglieri non ci sono, come in questo momento, e come comincerò a riprendere con il telefonino, in modo che, diciamo, siano chiari ai mezzi di informazioni... esatto, siano chiare di che cosa stiamo parlando, questo è un Consiglio in cui nel 2013 non c'è il voto elettronico; immaginate se avessimo in Bilancio 20 - 30 - 50 milioni da votare, immaginatevi se ci fosse la Sanità, immaginate ora che torna qualche marpione o che quelli che ci ….immaginate, vi pare possibile che si possa votare in questo Consiglio in presenza sì e no di uno, due, tre, quattro, cinque, sei, dieci Consiglieri, perché non si utilizza il voto elettronico che si usa in ogni assemblea elettiva? Io, per 4 anni, per 4 anni vi ho ripetuto questa cosa. Da Gandhi quale sono, cioè proprio con spirito gandhiano, credo che se comincio una campagna adesso su questa cosa nessuno, Presidente glielo dico, possa dire che Acerbo sta facendo demagogia»
Il tapiro non è mai arrivato a destinazione ma nella realtà virtuale la trasparenza funzione già a gonfie vele.
a.l.