SANITA'

Asl Pescara: Cisl: «Atto aziendale redatto senza consultare i sindacati»

Duro attacco per la mancata concertazione sul documento fondamentale per la Asl

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Claudio D'Amario

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PESCARA. Claudio D’Amario, manager della Asl di Pescara, non occupa il primo posto nel graduatoria del gradimento stilata della Cisl Funzione pubblica.

Almeno stando a quanto denuncia Davide Farina, della segreteria territoriale del sindacato, che a proposito della Asl di Pescara parla addirittura di «presunzione del potere».
 Motivo della contestazione è la scarsa disponibilità che il direttore generale ha mostrato al confronto con il sindacato, soprattutto in riferimento alla gestazione ed al parto dell’Atto aziendale. Ma a dimostrare questa indifferenza del manager alle relazioni sindacali c’è di più: proprio su questo documento «la Cisl Fp ha da tempo provveduto a chiedere ufficialmente un incontro, ma senza ricevere alcun cenno di riscontro. Il che è un’altra consolidata consuetudine a cui la Asl di Pescara purtroppo ci ha abituato», aggiunge Davide Farina, che così prosegue: «ad oltre un anno di distanza i Dg delle 4 Asl abruzzesi sono stati costretti, dietro il pressing del Tavolo di monitoraggio di Roma, a rivisitare i propri Atti aziendali (per opportuna memoria, si ricorda che sono stati validati da Chiodi) poiché non conformi alle indicazioni ministeriali e al documento del Comitato Lea per il numero delle strutture sanitarie semplici e complesse (con i ruoli dirigenziali sanitari) in esso contenuto».
«Anche in quest’occasione – nota il segretario territoriale della Cisl Fp - come peraltro è ricorrente dal suo insediamento, il Dg D’Amario ed il suo staff hanno elaborato l’atto di autonomia aziendale senza renderlo partecipe con alcuno dei livelli di rappresentanza intermedia, quali associazioni e sindacati che avrebbero potuto offrire un proprio legittimo e competente contributo».


 Inoltre, a documento rivisto, il manager «non ha ritenuto doveroso nemmeno convocare le Associazioni e i Sindacati anche solo per illustrare la nuova stesura dell’Atto che potesse prestarsi a semplici rilievi, annotazioni o anche potenziali suggerimenti che avrebbe potuto recepire al fine di migliorarlo. Tanto che il Sindacato ha potuto leggere il contenuto del nuovo Atto aziendale solo a mezzo stampa senza poterlo ricevere, se non successivamente e dietro formale protesta, dalla stessa Direzione Generale».
 E qui la bocciatura della Cisl Fp si fa piena: «c’è però da annotare il diverso e contrapposto comportamento degli altri Dg, che a differenza del manager D’Amario e con intelligente opportunità, hanno convocato preventivamente tutti i Sindacati ai quali prima hanno illustrato le novità e con i quali poi hanno discusso il delicato contenuto degli Atti aziendali» conclude Farina.
Che poi bacchetta D’Amario: «evidentemente il Dg di Pescara ha un’alta considerazione del suo operato tanto da ritenere superfluo ogni passaggio di confronto democratico per la partecipazione attiva di cittadini e lavoratori al documento di programmazione sanitaria locale che - si ricorda - è il principale strumento di regolazione per la vita collettiva e la salute di tutti gli abitanti della provincia».

s. c.