AL VOTO

Abruzzo/ Elezioni tra calo di affluenze, disfatta dei grillini e qualche novità

Pezzopane al M5S: «scendete dal piedistallo»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5683

ABRUZZO. Tra riconferme, sorprese e un ballottaggio (a Sulmona) si è conclusa questa tornata elettorale che in Abruzzo ha  visto protagonista l’astensionismo.
Quando ieri alle 15 si sono chiusi i seggi nei 28 Comuni abruzzesi al voto, il primo dato è stato quello del calo di affluenza: persi 8 punti percentuali rispetto al turno precedente. Il 69,6% di oggi è rimasto lontano dal 77,6% delle elezioni precedenti.
Nel Teramano il dato più elevato (72%; -9%). Nel Chietino quello più basso (62,7%; -6%).
Il progressivo aumento dell’astensionismo può voler dire solo una cosa: aumentano le persone che si allontanano dalla politica e non credono più alle promesse e alle sue logiche. Un problema ormai antico che i partiti non sanno arginare né risolvere. Proprio l’aumento dell’astensionismo con buona probabilità  ha segnato la disfatta del Movimento 5 Stelle che appena due mesi fa aveva segnato una crescita esponenziale ed inaspettata. I delusi di due mesi fa che hanno creduto nel movimento di Grillo si sono già ricreduti?
Sta di fatto che è lontano l’exploit di qualche mese fa e le percentuali di oggi parlano di un movimento più che marginale che non spaventa più i partiti.
 A Loreto Aprutino, per esempio, il candidato M5s Piero Vellante si è fermato a 253 voti (appena il 5%), ancora peggio a Sulmona per Gianluca De Paolis: 526 voti (3,5%). A Civitella Del Tronto Miriam Chiodi ha raccolto 92 voti (2,7%). Il dato migliore è sicuramente quello di Serena D’Incecco a Pianella con 611 voti (l’11,6%) anche se il numero è nettamente inferiore al trionfo di mesi fa dove il Movimento di Beppe Grillo ha stravinto in molti comuni.
Su Facebook il deputato Pescarese del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, ha commentato: «Ho sempre preferito i fatti alle parole, che stasera invece scorrono a fiumi ovunque. Ora più che mai credo che occorra lavorare molto e dosare le parole, ricordandosi sempre di guardare lontano, per non distogliere lo sguardo dall'obiettivo finale».

SULMONA BALLOTTAGGIO, SECONDA LA LISTA DI DI BENEDETTO
A Sulmona, invece, la grande sorpresa di questa elezione è stato il risultato di Fulvio Di Benedetto, il candidato deceduto nel corso della campagna elettorale.

Le votazioni non sono state sospese, nonostante le richieste e il pressing sul ministro dell’Interno Angelino Alfano Di Benedetto da solo ha raccolto 3.255 voti, il secondo più votato dopo Peppino Ranalli (4.890) che tra 15 giorni sfiderà al ballottaggio il terzo classificato Luigi La Civita del Pdl (2.007 preferenze).
Festeggiava ieri su Facebook il consigliere regionale di Rifondazione Comunista per l’elezione di due sindaci ‘rossi’. A San Valentino in Abruzzo Citeriore Angelo D’Ottavio ha perso lo scettro di primo cittadino, che torna nelle mani di Antonio Saia (Comunisti Italiani), oggi consigliere regionale e già primo cittadino di San Valentino per oltre vent’anni.

A BUSSI IL COMUNISTA ED I VELENI (DELLA DISCARICA)
A Bussi sul Tirino, invece, l’ha spuntata Salvatore Lagatta, della Lista Lavori@mo per Bussi, sindacalista della Cisl. Il Partito Democratico che ha governato in Comune negli ultimi 8 anni con Marcello Chella e che aveva puntato su Luca Navarra (Bussi Moderna e Solidale) ha quindi perso Palazzo di Città.
Lagatta è stato consigliere comunale nel 2006: è entrato nella giunta come assessore al Lavoro, all’Ambiente e alle Politiche sociali: aveva seguito le problematiche della discarica di rifiuti tossici di Bussi, il suo inserimento tra i siti di bonifica di interesse nazionale e il riconoscimento per Bussi di area di crisi. Poi dissentendo su atti volti a favorire l’insediamento della Orim, con Rifondazione ha lasciato la maggioranza di centrosinistra nel novembre 2007. Oggi rientra dalla porta principale e sarà interessante capire la sua posizione rispetto il progetto della Toto nell’area industriale.
Il dato più rimarchevole rimane la sconfitta dell’amministrazione uscente alla quale i cittadini non hanno creduto più. In campagna elettorale anche la polemica sull’incontro organizzato dal sindaco sul futuro degli stabilimenti industriali, le proposte della ditta Toto ed il nuovo cementificio. Tutti argomenti molto grandi che evidentemente hanno spaventato gli elettori locali in cerca di certezze e anche di salute. In ballo c’è una bonifica che al momento se si farà sarà pagata dallo Stato (invece che dalla Montedison) mentre all’orizzonte si preparano nuove speculazioni. Come si comporterà il neo sindaco?

E in queste ore tutti i partiti stanno tirando le somme. Tutti soddisfatti. Gianni Chiodi su Facebook commenta: «sì, confermo, le elezioni amministrative in Abruzzo sono andate molto bene. Anche dove abbiamo perso abbiamo recuperato molto. Dove il centrodestra e' stato unito, non c'è stata partita».
La senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, commenta invece la disfatta dei grillini: «Ogni tanto conviene scendere dal piedistallo, guardarsi intorno, ammettere errori, avere coscienza dei propri limiti».
Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd, si dice invece soddisfatto:   «Il risultato delle elezioni comunali in Abruzzo conferma il centrosinistra come primo schieramento regionale nel voto amministrativo. A partire dal risultato più significato, quello di Sulmona, unico Comune sopra i 15 mila abitanti,  dove il Pd si presentava in coalizione con Sel e con alcune liste civiche a sostegno di Peppino Ranalli, e dove in un contesto reso drammatico dalla scomparsa di un candidato sindaco il centrosinistra, pur diviso, va al ballottaggio con un netto vantaggio. «Il centrosinistra porta a casa risultati complessivamente positivi nelle provincia di Chieti e di Pescara, dove prevale in Comuni importanti come Cepagatti, Loreto Aprutino, Torino di Sangro, mentre non siamo riusciti a tenere unita la coalizione ad Alba Adriatica, uscendo puniti dagli elettori. Altra storia, invece, è il risultato del Movimento 5 stelle, che da primo partito quale era stato alle elezioni politiche paga il prezzo più alto. Ora occorre concentrarsi su Sulmona, dove lavoreremo da subito per superare le divisioni del passato e unire le forze del centrosinistra. E subito dopo al lavoro per costruire una coalizione fra il centrosinistra e le migliori esperienze civiche per conquistare la Regione».

Soddisfatta anche la segreteria regionale del PSI Abruzzo. «Eclatante», commenta Massimo Carugno, «è il risultato di Sulmona dove la coalizione, nella quale il PSI con il 5.77%  era schierato come unico partito ufficiale,  ha raggiunto il 26 % e sarebbe andato al ballottaggio se non fosse stato sconfitto dalla drammatica scomparsa del suo candidato  e dalla mediocrità del legislatore che non prevede alcun correttivo. Il risultato di tale bestialita' normativa e' che il 26 % degli elettori Sulmonesi nonostante le grosse prospettive di vittoria e' stato indebitamente escluso dalla dialettica politica Sulmonese»
Per Carugno, inoltre, il crollo del M5S «e' indicativo di come il suo processo di penetrazione nel consenso elettorale e' in via di esaurimento». Con Sulmona fa il paio Alba Adriatica dove Francesco D'Ambrosio con 180 voti e stato eletto tra i primi nel Consiglio Comunale della città adriatica.
SODDISFAZIONE PSI
Soddisfatta anche la segreteria regionale del PSI Abruzzo. «Eclatante», commenta Massimo Carugno, «è il risultato di Sulmona dove la coalizione, nella quale il PSI con il 5.77%  era schierato come unico partito ufficiale,  ha raggiunto il 26 % e sarebbe andato al ballottaggio se non fosse stato sconfitto dalla drammatica scomparsa del suo candidato  e dalla mediocrità del legislatore che non prevede alcun correttivo. Il risultato di tale bestialita' normativa e' che il 26 % degli elettori Sulmonesi nonostante le grosse prospettive di vittoria e' stato indebitamente escluso dalla dialettica politica Sulmonese»

VOTO DI CONTATTO
Nell’analisi del voto potrebbe avere un peso anche  la possibile diversità tra le elezioni amministrative rispetto a quelle politiche. Nelle prime, il voto è quello di “contatto” cioè i cittadini esprimono preferenze rispetto al candidato vicino, amico, conoscente che raggiungono e toccano e con il quale parlano normalmente e soprattutto in campagna elettorale. Il voto delle politiche invece è qualcosa di diverso perché il candidato sembra più irraggiungibile e impalpabile. Nelle prime può prevalere un “voto per amicizia” e un “voto per conoscenza” che in alcuni casi travalica anche il credo (incerto) politico. Nelle politiche invece si vota il partito anche perché i candidati sono imposti.    
In un paese poi dove il vezzo dei cittadini di avanzare “richieste” rimane una consuetudine dura da cancellare anche questo a livello statistico può influire.

COSTANTINI: «CONSENSO M5S EVAPORATO»  

«I partiti che basano il consenso su un leader carismatico, gli stessi partiti che sorprendono alle politiche e che volano grazie al porcellum, perdono quando il livello del confronto si sposta sul territorio. Quando cioè la scelta deve cadere su un candidato che non è anche il leader. Viceversa, i partiti che non hanno un vero leader e che, di conseguenza, crescono e si affermano solo se investono nella valorizzazione della classe dirigente sul territorio o se ne consentono la selezione sulla base di regole democratiche (ad esempio, con le primarie) tengono molto meglio il confronto, quando il voto interessa regioni ed enti locali». E’ questa la fotografia emersa secondo Carlo Costantini  (Mov139) dai risultati delle amministrative 2013. «Di conseguenza – prosegue ancora il consigliere regionale -  le accuse mosse dai “Grillini” ai mezzi di informazione per giustificare il crollo nella tornata elettorale di ieri credo sia profondamente sbagliato e li allontani pericolosamente da una verità che è sotto gli occhi di tutti»