Abruzzo/ Alta velocità, Chiodi: «i sono 4 Italie, inaccettabile»

Strategia comune delle Regioni per velocizzare linea Adriatica

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1906

Abruzzo/ Alta velocità, Chiodi: «i sono 4 Italie, inaccettabile»

 

 ABRUZZO.  Uno studio di fattibilità per individuare le possibilità tecniche per velocizzare la linea ferroviaria lungo la dorsale adriatica.

 Ma anche un patto politico tra Regioni da sottoscrivere a Roma, entro metà giugno, presso il Ministero delle Infrastrutture per sostenere tale studio e creare così le premesse per la successiva fase di progettazione dell'infrastruttura vera e propria.

«Sul tema dell'Alta velocità non c’è dubbio che esistano non due ma almeno quattro Italie e questo non è accettabile se non nella misura in cui si pensi realmente di colmare il gap infrastrutturale e di prospettive di sviluppo economico con un atto di programmazione ed una visione unitaria che contribuisca a combattere questa grave sperequazione».

Non ha usato mezzi termini, ieri mattina, a Bari, il presidente della Regione, Gianni Chiodi nel corso del Forum organizzato dal quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno". Al confronto, al quale hanno partecipato anche i presidenti delle Regioni Puglia, Friuli e Molise, Nichi Vendola, Debora Serracchiani e Paolo di Laura Frattura sono intervenuti l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, e quello di NTV, Giuseppe Sciarrone.

«Noi Regioni del versante adriatico - ha proseguito Chiodi - abbiamo il dovere di cogliere l'occasione storica di stringere una fortissima alleanza e di sviluppare una importante azione politica che favorisca investimenti anche sulla direttrice ferroviaria adriatica. I benefici non si vedranno a breve ma non dobbiamo commettere l'errore di farci prendere dalla maledizione del mandato elettorale come è accaduto a molte delle classi dirigenti politiche che ci hanno preceduto. Del resto, - ha proseguito il Presidente - i tecnici della sopravvivenza del consenso elettorale hanno sempre avuto una visione strategica che non ha mai consentito loro di puntare su obiettivi ambiziosi ma solo su piccole cose, ritenute, però, visibili in termini di consenso politico. Invece, la strategia che ha portato l'Alta velocità nel nostro Paese è riuscita a cambiare completamente gli scenari economici delle aree interessate. Non solo ha ampliato il ventaglio dell'offerta con l'apertura ai privati e quindi ha portato più concorrenza ma ha favorito anche nuovi investimenti ed il miglioramento dei servizi. E' per questo - ha rimarcato Chiodi - che occorre coinvolgere, al più presto, il Governo in una visione di lungo termine che individui le priorità infrastrutturali tenendo presenti costi e benefici ma soprattutto risorse e tempistica necessarie per far partire gli interventi. Che poi si tratti di portare da noi l'Alta capacità ferroviaria piuttosto che l'Alta velocità, per la quale ora non ci sono le condizioni economico-finanziarie come hanno confermato gli stessi Moretti e Sciarrone , - ha concluso Chiodi - è un problema che discende dalle scelte effettuate in passato, anche a livello europeo, e che hanno penalizzato il versante adriatico a vantaggio di quello tirrenico. Non è, tuttavia, da trascurare la possibilità concreta di portare la velocità media dei treni lungo l'asse adriatico dagli attuali 150 chilometri orari ai 200 kmh. Sarebbe un bel salto in avanti».