SANITA'

Abruzzo/Sanità. Ecco il verbale della discordia e delle criticità

La battaglia della responsabilità dei debiti

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Gianni Chiodi

Gianni Chiodi


ABRUZZO. «Ma quali inadempienze… In sanità va tutto bene e non è vero che il commissariamento durerà fino al 2015».
Il commissario Gianni Chiodi replica con insolita durezza a Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd, che chiedeva conto delle anticipazioni di PrimaDaNoi.it sul verbale del Tavolo romano di monitoraggio e lo invitava a fare chiarezza su questo in Consiglio regionale.
Nel documento infatti si possono leggere una marea di prescrizioni al commissario sulle cose ancora da fare in sanità oppure promesse e non realizzate. Così è scoppiata la “battaglia del verbale”, di cui non c’era bisogno perché bastava rendere pubblico, per dovere di trasparenza, una copia del documento rimasto segreto per settimane – che ad ogni buon conto PrimaDaNoi.it pubblica - e chiudere qui la vicenda.
In effetti la replica di Chiodi sembra rispondere più ad una logica di contrapposizione politica che ad un’esigenza di chiarezza interpretativa sul documento, di cui forse era meglio spiegare il contesto e certi passaggi tecnici un pò ostici. E invece – come sempre quando si parla di sanità – la reazione del commissario è stata forse sproporzionata rispetto al verbale che segnala quello che non va rispetto a quello che era stato imposto di fare. C’è poi l’inutile precisazione sulla durata del commissariamento. «Nel verbale non si dice che la sanità abruzzese sarà commissariata fino al 2015 – premette Chiodi – c’è solo la richiesta alle Regioni in piano di rientro di redigere il Programma Operativo 2013-2015 che è un adempimento obbligatorio».
E’ vero, ma PrimaDaNoi.it parla di “rischio” allungamento, visto che il verbale romano enumera moltissime questioni sospese, la cui soluzione chiede molto tempo.

CHIODI: «NOI ABBIAMO FATTO MOLTO, PAOLUCCI PENSI ALLE RESPONSABILITÀ DEL PD»
Poi la replica di Chiodi si fa subito politica quando vengono elencate “le cose fatte” e si nega che ci siano ‘gravi inadempienze’ nella sanità abruzzese di oggi: «Paolucci forse si riferisce alla loro gestione sanitaria in cui l’Abruzzo era stato ricompreso tra le Regioni non in grado di assicurare la stabilità dei conti della sanità ed era stata commissariata in seguito a comportamenti non proprio virtuosi, come la distrazione del fondo sanitario per altre finalità regionali». E via con l’elenco: dagli hospice presenti in tutte e quattro le province, alla rete pubblica dei laboratori, al piano dell’emergenza urgenza, al fabbisogno dell’assistenza residenziale e semiresidenziale per la non autosufficienza, disabilità, riabilitazione, salute mentale, e alla specialistica ambulatoriale. Non manca un cenno all’abbattimento dei ricoveri inappropriati ed alle iniziative contro la mobilità passiva per la quale «oltre a potenziare le nostre strutture – spiega il commissario - stiamo promuovendo la proposta che in assenza di accordi di confine sulla mobilità sia obbligatorio avere un’autorizzazione della propria Asl per ricevere prestazioni potenzialmente inappropriate da strutture pubbliche o private di altre regioni».
«Per questo Paolucci non deve preoccuparsi della gestione della sanità di oggi - ha concluso Chiodi - promossa sia dai ministeri che dalla Corte dei Conti, ma avrebbe dovuto occuparsene quando il sistema sanitario abruzzese era gestito dalla sua parte politica e lo hanno fatto fallire. L’Abruzzo in quegli anni ha avuto il peggiore sistema sanitario a livello nazionale tanto da essere definita “Regione canaglia”. Grazie anche ai sacrifici che gli abruzzesi hanno dovuto sopportare stiamo costruendo una sanità più efficiente e vicina ai cittadini».

IL VERBALE NON RICONOSCE COME “REALIZZATI” PROVVEDIMENTI SOLO ANNUNCIATI
Che non sia proprio come dice il commissario lo spiega il verbale. Ma lo sa bene anche chi vive la quotidianità degli ospedali abruzzesi, le lunghe liste di attesa, le difficoltà dei malati che la cronaca rilancia, da Teramo all’Aquila, passando per Pescara e Chieti. Il fatto è che spesso Chiodi considera già realizzati provvedimenti che sono invece solo sulla carta dopo tre anni di commissariamento. Vedi la mobilità passiva: altre Regioni hanno già deciso di imporre l’autorizzazione, qui in Abruzzo ci si sta pensando. Così come sono ancora in via di definizione i problemi della residenzialità e della semi residenzialità, della salute mentale o della rete dell’emergenza urgenza su cui il verbale è chiarissimo in senso negativo. Quindi al netto della polemica politica, non può essere spacciato per “fatto” quello che è ancora nelle intenzioni o nei programmi, come del resto rileva freddamente il verbale. E forse la polemica non sarebbe scoppiata, se al ritorno da quel tavolo romano ci fosse stato meno trionfalismo per lo sblocco di oltre 100 mln di finanziamenti e più aderenza alla realtà degli altri risultati meno positivi. Sorprende infine il mancato cenno di Chiodi alle altre spine della sanità: riduzione del personale, precarizzazione dei contratti di lavoro, chiusura dei piccoli ospedali, sentenze negative del Tar per alcuni provvedimenti imposti troppo drasticamente, aumento delle addizionali e dei ticket, ritardi nello spostamento dell’assistenza sanitaria sul territorio, mancata realizzazione degli ospedali nuovi, pur promessi. E si potrebbe continuare, ma non serve. La sanità si fa insieme e senza contrapposizioni politiche, se l’obiettivo comune è il miglioramento dell’assistenza sanitaria ai cittadini, quella reale e quella percepita, e non la sanità-annuncio o la sanità-spettacolo. E se si smette di parlare con qualche amnesia del passato, a chi quel passato lo ha vissuto e ricorda bene che il disastro dei conti della sanità nasce soprattutto con il centrodestra tra il 2000 ed il 2005 (su questo Chiodi è negazionista). In quel periodo il debito esplose e si fece passare il messaggio che era facile pagarlo con la finanza creativa, dalle cartolarizzazioni agli swap. E’ quello il debito che oggi meritoriamente Chiodi sta ripianando – come anche lui riconosce - con il sacrificio di tutti gli abruzzesi.

Sebastiano Calella

SANITA'. Abruzzo - Verbale 8 Aprile 2013