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Allarme Pd per il verbale del Tavolo di monitoraggio sulla sanità

Paolucci: «Chiodi faccia chiarezza e serve più partecipazione»

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Allarme Pd per il verbale del Tavolo di monitoraggio sulla sanità

Silvio Paolucci




ABRUZZO. Silvio Paolucci, segretario regionale Pd - dopo le anticipazioni di PrimaDaNoi.it - chiede al presidente Chiodi, nella sua veste di commissario alla sanità, di riferire in Consiglio regionale sul verbale del Tavolo di monitoraggio romano sulla sanità abruzzese che si è tenuto l’8 aprile: «abbia il coraggio di dire la verità - conclude Paolucci – soprattutto ci dica Chiodi se esiste o no un nuovo Piano sanitario regionale, che il Pd sollecita da sempre, e se è fondata l’ipotesi di un prolungamento del commissariamento fino al 2015 per gravi inadempienze».
 In aggiunta il segretario del Pd chiede chiarimenti sui piani per la salute mentale, per gli hospice e per la rete dell’emergenza-urgenza, perché non vengono rispettate le scadenze imposte dal ministero per il Piano sanitario e quali sono gli strumenti messi in campo per contrastare l’esplosione della mobilità passiva. Ma soprattutto «dica Chiodi perché migliaia di operatori sanitari, sindaci, amministratori e professionisti non possono essere coinvolti, come accaduto nella stesura del piano precedente e come avviene in tutta Italia, e perché al contrario vengono scientificamente tenuti fuori da qualunque discussione. Almeno questa volta, il presidente non resti in silenzio».
Sussulto del Pd e silenzio del centrodestra sulle vicende anche se la vicenda è complessa. Tante le questioni poste da Paolucci oggi che sembra surrogare l’azione politica nella quale i consiglieri regionali finora non hanno brillato per iniziativa. Salvo poche eccezioni, infatti, il Consiglio regionale abruzzese non ha mai svolto un’azione propositiva rispetto al Commissario e spesso proprio il commissariamento è stato l’alibi per attestarsi su una posizione solo di critica per cavalcare il dissenso e la protesta. 


In attesa delle risposte di Chiodi si ricorda che i ritardi, le inadempienze, le criticità rilevate dal verbale rilanciano la responsabilità della squadra del commissario, che spesso Chiodi si è dovuto caricare sulle spalle.
Ad esempio il Piano sanitario che manca viene scritto a più mani nell’assessorato regionale alla sanità, dove esistono diversi settori all’opera e dove c’è proprio un ufficio competente sulla programmazione sanitaria. E dipendono dai manager Asl molte applicazioni incomplete delle direttive impartite dai decreti preparati dal sub commissario, che deve fare i conti anche con manager un pò indisciplinati.
Altro punto centrale è lo strapotere che il sistema affida al commissario. Perciò chiedere e ottenere la partecipazione dei sindaci o degli addetti ai lavori alla programmazione in sanità dipende dal clima politico che c’è. Fino ad oggi la normalità è stata una chiusura della maggioranza a cui ha risposto una contrapposizione senza dialogo dell’opposizione.
Il che ha provocato disastri: dalla chiusura dei piccoli ospedali ai tagli lineari che hanno disarticolato i servizi sanitari sul territorio. Può cambiare questo clima? E’ possibile.
La sanità è un percorso che si dovrebbe fare insieme e dove non conta il compagno di viaggio, ma la meta. Parafrasando uno slogan del passato: “il sogno è far diventare ospedali gli ospedali abruzzesi”.

Sebastiano Calella