ENERGIA E AMBIENTE

Abruzzo/Termovalorizzazione, M5S: «piano criminale, fermiamo Chiodi prima che sia troppo tardi»

«Rischiamo di diventare l’inceneritore di mezza Italia»

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Abruzzo/Termovalorizzazione, M5S: «piano criminale, fermiamo Chiodi prima che sia troppo tardi»

Una centrale






ABRUZZO. L'Abruzzo sarebbe vicino alla soglia del 40% dei rifiuti raccolti con la differenziata, per questo la Regione è pronta per avviare le procedure per la realizzazione dei termovalorizzatori.
L’annuncio è stato fatto ieri dal presidente Gianni Chiodi: «ci sono le condizioni normative per cui siamo in contatto con il Cnr per individuare la tipologia più adatta per la valorizzazione energetica dei rifiuti», ha spiegato.
Il governatore ha detto di ispirarsi chiaramente a modelli tipo Svezia, Norvegia e Germania, Paesi «dove si è attentissimi all'ambiente». «Lì la valorizzazione dei rifiuti è una pratica ordinaria, qui da noi fa venire il tumore, per semplificare quello che si dice. In Emilia Romagna si fa, in Toscana si fa…e qui fa venire il tumore».
A poche ore dall’annuncio non mancano polemiche. I primi ad insorgere sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle: «siamo alla fine di quel folle progetto avviato nel 2007 con il piano Del Turco, e continuato con la giunta Chiodi», commenta il deputato pescarese Gianluca Vacca. «Il presidente tra i tanti tristi trofei che sta collezionando, vorrà passare alla storia come colui che ha avviato l'apertura d'inceneritori in Abruzzo, e ha portato la differenziata al ragguardevole traguardo del 40% (forse) in 5 anni...».
Ma per il M5S il «piano criminale» va fermato: «la legislazione nazionale, che recepisce le indicazioni europee», spiega Vacca, «dice ben altro, ovvero che la termovalorizzazione sia l'ultima forma di gestione dei rifiuti. Ormai il futuro è il quasi totale recupero dei rifiuti, non il loro incenerimento. I paesi europei citati da Chiodi hanno intrapreso la via dell'incenerimento decenni fa, non ora; molti di quei paesi inoltre stanno invertendo la rotta, puntando sulla riduzione dell'incenerimento e sull'incremento del riciclo».

Per il Movimento il rischio più grave sarebbe uno: «l’Abruzzo rischierebbe di diventare l’inceneritore di mezza Italia, non esistono impianti sicuri come ormai è stato ampiamente dimostrato, a causa dell'emissione di polveri sottili che nessun filtro oggi è in grado di bloccare (le micro e nanoparticelle). Gli inceneritori», va avanti Vacca, «producono a loro volta un 25-30% di scorie molto tossiche e ceneri, che devono essere smaltite: l'unico modo è conferirle in discariche».
Il deputato sostiene inoltre che le numerose inchieste giudiziarie sulla gestione dei rifiuti «dimostrano gli intrecci poto trasparenti, ambigui tra politica e imprenditori. Noi siamo la regione verde d'Italia e d'Europa, con mediamente una bassissima densità abitativa: una gestione virtuosa dei rifiuti, senza inceneritori e discariche, ma con impianti di riciclo che diano lavoro a moltissimi abruzzesi, potrebbe essere una vetrina anche per il rilancio dell'immagine della regione, in un piano che coniughi sviluppo industriale qualificante e di prospettiva, valorizzazione dell'immenso patrimonio artistico e naturalistico e della produzione agroalimentare tipica».
Proprio il Movimento 5 Stelle 7 mesi fa aveva presentato a Chiodi e al presidente del Consiglio, Nazario pagano, una petizione regionale firmata da migliaia di abruzzesi per chiedere di portare avanti una gestione virtuosa dei rifiuti, che non ne preveda l'incenerimento. «Stiamo ancora aspettando che la Regione prenda in esame la petizione e dia una risposta agli abruzzesi. Forse sarà il caso di ricordarglielo tornando a parlare direttamente con loro».

ACERBO: «CHIODI E PDL CAPOVOLGONO REALTA’»
«A leggere le dichiarazioni di Chiodi e Di Stefano un extraterrestre potrebbe pensare che gli esponenti del Pdl siano stati prosciolti», commenta il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.
«Chiodi si supera nel presentare l’inchiesta della magistratura come fondata sulla contrarietà del pm alla realizzazione degli inceneritori. Gli esponenti del Pdl non sono stati rinviati a giudizio per reati d'opinione come vuol farci credere Chiodi. L'inchiesta non era sulle opinioni (favorevoli o contrari agli inceneritori) ma sui rapporti tra politica e imprese interessate alla realizzazione e gestione degli impianti. Gli esponenti del Pdl sono stati rinviati a giudizio e ci vuole la faccia tosta per autoassolversi come fa Di Stefano. Infatti che venga rinviato a giudizio per millantato credito invece che per corruzione è più fatto tecnico giuridico che sostanziale: Di Stefano avrebbe comunque ricevuto soldi – secondo l’accusa – per condizionare le scelte di pubbliche amministrazioni. Che l’abbia fatto più come coordinatore regionale del PDL che direttamente in quanto parlamentare non cambia molto».
Ma per Acerbo gli esponenti del Pdl «sono inattendibili in campo giudiziario quanto lo sono nel fornire dati sui rifiuti. Chiodi annuncia di aver superato la soglia del 40% di raccolta differenziata. Tale annuncio infondato l’aveva già l’assessore Di Dalmazio lo scorso 12 ottobre. Come ho fatto notare con una interrogazione non si sa come facciano a dare questi numeri. Queste dichiarazioni sono state smentite dai dati resi noti dal dirigente Gerardini (e che sono gli ultimi validi, noti e disponibili) il 23 novembre scorso in un convegno che vedeva tra gli organizzatori l'Assessorato ai Rifiuti della Regione Abruzzo. Dati che certificano una percentuale di raccolta differenziata nella nostra Regione che si attesta al 33.5%». 
Non è stato ancora pubblicato il rapporto semestrale del 2012, ma Di Dalmazio l’8 marzo 2013 disse: «la raccolta differenziata, in Abruzzo, nei primi sei mesi del 2012 si attesta al 36,87%, crescendo di circa 3,3 punti percentuali rispetto alla media del 2011, pari al 33,5%. E' quanto emerge dai dati contenuti nel Catasto Telematico Gestione Rifiuti Regione Abruzzo (Carireab) e relativi al primo semestre dello scorso anno»
ACERBO: «CHIODI E PDL CAPOVOLGONO REALTA’»

«A leggere le dichiarazioni di Chiodi e Di Stefano un extraterrestre potrebbe pensare che gli esponenti del Pdl siano stati prosciolti», commenta il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.«Chiodi si supera nel presentare l’inchiesta della magistratura come fondata sulla contrarietà del pm alla realizzazione degli inceneritori. Gli esponenti del Pdl non sono stati rinviati a giudizio per reati d'opinione come vuol farci credere Chiodi. L'inchiesta non era sulle opinioni (favorevoli o contrari agli inceneritori) ma sui rapporti tra politica e imprese interessate alla realizzazione e gestione degli impianti. Gli esponenti del Pdl sono stati rinviati a giudizio e ci vuole la faccia tosta per autoassolversi come fa Di Stefano. Infatti che venga rinviato a giudizio per millantato credito invece che per corruzione è più fatto tecnico giuridico che sostanziale: Di Stefano avrebbe comunque ricevuto soldi – secondo l’accusa – per condizionare le scelte di pubbliche amministrazioni. Che l’abbia fatto più come coordinatore regionale del PDL che direttamente in quanto parlamentare non cambia molto».

Ma per Acerbo gli esponenti del Pdl «sono inattendibili in campo giudiziario quanto lo sono nel fornire dati sui rifiuti. Chiodi annuncia di aver superato la soglia del 40% di raccolta differenziata. Tale annuncio infondato l’aveva già l’assessore Di Dalmazio lo scorso 12 ottobre. Come ho fatto notare con una interrogazione non si sa come facciano a dare questi numeri. Queste dichiarazioni sono state smentite dai dati resi noti dal dirigente Gerardini (e che sono gli ultimi validi, noti e disponibili) il 23 novembre scorso in un convegno che vedeva tra gli organizzatori l'Assessorato ai Rifiuti della Regione Abruzzo. Dati che certificano una percentuale di raccolta differenziata nella nostra Regione che si attesta al 33.5%». Non è stato ancora pubblicato il rapporto semestrale del 2012, ma Di Dalmazio l’8 marzo 2013 disse: «la raccolta differenziata, in Abruzzo, nei primi sei mesi del 2012 si attesta al 36,87%, crescendo di circa 3,3 punti percentuali rispetto alla media del 2011, pari al 33,5%. E' quanto emerge dai dati contenuti nel Catasto Telematico Gestione Rifiuti Regione Abruzzo (Carireab) e relativi al primo semestre dello scorso anno».