RIFIUTI

Abruzzo/ Termovalorizzatori. Chiodi: «avevamo timore dei ‘collegamenti’ del pm»

«Sceglieremo la tipologia più adatta per la valorizzazione energetica dei rifiuti»

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Chiodi e Di Stefano

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TERAMO. «Avevamo timore che, lavorando per un processo di valorizzazione dei rifiuti, parte della magistratura avrebbe potuto collegare quella iniziativa politica all'inchiesta giudiziaria in quel momento in atto».
Lo ha detto ieri il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a margine del convegno "Focus Ripresa: la sfida dell'Abruzzo" che si è svolto all'Università di Teramo.
In governatore, proprio nel giorno del rinvio a giudizio del suo ex assessore Lanfranco Venturoni  nell’ambito del procedimento sui rifiuti ‘Re Mida’, 

ha spiegato che «c'era la volontà a quei tempi di consentire anche in Abruzzo la valorizzazione energetica dei rifiuti. Ma abbiamo letto negli atti che il pubblico ministero o il giudice per le indagini preliminari ritenevano che quel tipo di impiantistica sarebbe stata dannosa per i cittadini sul piano della salute e della prospettiva di conservazione ambientale, chiaramente esprimendo una opinione su una questione che la Costituzione riserva a coloro che sono investiti democraticamente delle scelte di governo». Per questo il presidente ha precisato che «ritenemmo di non modificare la legge del centrosinistra che nel 2007 subordinò la valorizzazione energetica dei rifiuti al fatto che l'Abruzzo avesse raggiunto il 40% della raccolta differenziata».

La legge non venne modificata, spiega Chiodi, proprio perché la magistratura aveva preannunciato «che se lo avessimo fatto poteva essere dato un giudizio politico da parte dei giudici, nemmeno fossero stati loro quelli eletti».

VALUTAZIONI IN CORSO PER VALORIZZAZIONE RIFIUTI

«Oggi questa percentuale sta per essere raggiunta se non addirittura superata - ha ribadito – ci sono le condizioni normative per cui siamo in contatto con il Cnr per individuare la tipologia più adatta per la valorizzazione energetica dei rifiuti, come accade oggi in Svezia, Norvegia e Germania, Paesi dove si è attentissimi all'ambiente. Lì la valorizzazione dei rifiuti è una pratica ordinaria, qui da noi fa venire il tumore, per semplificare quello che si dice. In Emilia Romagna si fa, in Toscana si fa…e qui fa venire il tumore». 
«Vogliamo essere come loro che, per il 50% dei rifiuti utilizzano il riciclo e per l'altro 50% la valorizzazione ambientale, e non come la Bulgaria che ha il 100% di discariche. Perché ci vogliono costringere ad essere come la Bulgaria?», ha concluso.

CRISI INDUSTRIALE MINA PROSPETTIVE GIOVANI
Ma ieri nel corso del convegno Chiodi ha parlato anche della crisi industriale che «mina le prospettive dei giovani». Il presidente ha poi rivendicato l'austerità come leva per risanare i conti e abbassare le tasse ad imprese e cittadini. Su questo Chiodi ha anticipato che entro il 2016 ci sarà un ulteriore taglio alle tasse di un ulteriore 30 per cento. «Sia chiaro - ha precisato Chiodi - che la classe politica da sola non è in grado di realizzare il paradiso in terra, non è in grado di risolvere i problemi attinenti la crescita perché l'economia non è più locale».
«C’è una cosa», ha poi ammesso, «che avrei voluto fare e non ho fatto, ottenere dallo Stato il finanziamento di alcune opere infrastrutturali che per la nostra regione sarebbero state importanti. Forse non abbiamo spinto a sufficienza o forse siamo stati penalizzati. Voglio dire agli imprenditori - ha aggiunto Chiodi - che siamo fortemente infrastrutturati sulla rete viaria ma siamo arretrati sulla infrastrutturazione portuale e aeroportuale, e arretratissimi sulla depurazione delle acque reflue».
Secondo il presidente, però, non si cresce solo con le "infrastrutture hard" ma con quelle "soft" che riguardano l'innovazione, la ricerca, i dottorati di qualità.

«Mi piace dire che l'unica infrastruttura che occorrerebbe in questo momento di crisi è l'apertura mentale». Sollecitato dalle domande del pubblico in sala, Chiodi ha trattato anche il tema della fusione delle aziende trasportistiche e dell'alta velocità. «Siamo per addivenire con il sistema sindacale ad un patto per la fusione delle società, per la costituzione di un consorzio di programmazione e i sindacti stanno compiendo uno sforzo ecnomiabile per la produttività». Sull'alta velocità il presidente ha dichiarato che il «ritardo di programmazione della nostra regione di almeno quindici anni ha giocato in favore del Tirreno. Serve ora una alleanza tra le regioni Adriatiche. Stiamo lavorando con l'ente porto di Taranto per dirottare risorse verso la Val di Sangro per la costruzione di una piattaforma logistica». A giorni l'incontro tra Chiodi e l'Ente porto.