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Abruzzo/Marasma Cup al SS. Annunziata, ma le proteste vengono cestinate

Il cattivo funzionamento del servizio prepara l’esternalizzazione?

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Abruzzo/Marasma Cup al SS. Annunziata, ma le proteste vengono cestinate




CHIETI. E’ bastato sollevare il coperchio dal vaso di Pandora del Cup del SS. Annunziata e sono usciti fatti e circostanze incredibili: telefonate in attesa che improvvisamente si interrompono, personale buttato in prima linea allo sportello senza formazione,  carenza di addetti, difficoltà di collegamento con la dirigenza che gestisce il Cup da Lanciano.
Il che forse spiega i disservizi e le proteste per il cattivo funzionamento di  questo servizio, ma non spiega l’imbarazzo della direzione generale che sembra aver perso la speranza di raddrizzare una gestione in crisi che non riesce a dare risposte alle proteste e che sembra slegata dalla direzione generale.

C’è quindi il reale pericolo che le denunce dei disagi restino ferme e si perdano nell’indifferenza di chi dirige e si sente inamovibile. Non si spiegherebbe infatti come mai le strigliate del manager ai responsabili del servizio siano rimaste lettera morta, come non si spiega “l’archiviazione” d’ufficio delle segnalazioni arrivate alla direzione generale da parte degli addetti ai lavori: centralinisti, Urp, dipendenti del Cup, cittadini, Tribunale del malato, funzionari amministrativi.
Un muro di gomma respinge tutto: ad esempio non si interviene sui telefoni che non funzionano, per cui le telefonate di prenotazione cadono dopo estenuanti minuti di attesa o nulla si dice sul nuovo servizio di call center che non parte, anche se è già pronto al primo piano della palazzina uffici del vecchio ospedale. In realtà le spiegazioni ci sono: questa nuova struttura non parte  perché dopo aver completato tutta l’attrezzatura, la Asl non riesce ad acquistare il kit per i telefonisti (cuffia e microfono) per una serie di dubbi sulla possibilità o meno di effettuare la spesa.
Le telefonate, invece, “cadono” soprattutto nelle prime ore della mattinata perché in quelle ore, per carenza di personale, ci sono solo due telefonisti in servizio: così non si riesce a smaltire le telefonate che si accumulano e poi “cadono”.

Lo stesso muro di gomma non riesce a spiegare perché spesso il personale assunto in questo settore non sia adeguatamente formato (ve l’immaginate un addetto allo sportello che non sa dove mettere le mani…). O perché altri Cup di Chieti, come quello di Chieti scalo, sono in condizioni di assoluto degrado, con i lavori programmati ormai sospesi e con l’eliminacode – lo stesso sistema attivo al SS. Annunziata - che sembra scomparso, visto che nessuno sa dove si trovi. Un pò come i Cup fantasma  che ogni tanto vengono segnalati sul territorio, ma che di fatto non ci sono o stentano a partire (così come la tanto strombazzata possibilità di prenotare le visite in farmacia….). Senza dire dei problemi delle ricette affastellate in alcuni uffici Cup oppure delle ricorrenti difficoltà delle mammografie, drasticamente diminuite.
Allora sorge un dubbio: che tutta questa incapacità conclamata di gestire il servizio possa portare alla esternalizzazione del Cup. E così, invece, di migliorare la gestione del servizio unico di prenotazione, scegliendo i funzionari migliori per guidarlo, si lascia correre e si apre la strada agli appalti milionari, con l’arrivo di multinazionali che magari risponderanno al telefono dall’India. Chissà se quei telefonisti sapranno districarsi tra Atessa e Vasto o tra Lanciano e Ortona. Fino a poco fa sbagliavano anche da Roma….

Sebastiano Calella