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Abruzzo/Dirigente indagata, proteste giornalisti inascoltate: la Regione la conferma alla struttura stampa

Lunedì 6 maggio la giunta ha firmato la delibera

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Vanna Andreola

Vanna Andreola




ABRUZZO. Nessuna sorpresa ma solo la conferma di quello che era ormai chiaro.
La giunta Chiodi ha confermato Vanna Andreola come dirigente della Struttura speciale di supporto Stampa nonostante le proteste delle scorse settimane dell’Ordine dei giornalisti e dell’Assostampa abruzzese.
Il 6 maggio scorso la firma sulla delibera numero 332. Erano presenti tutti gli assessori tranne il vice presidente Alfredo Castiglione (proprio lui aveva assicurato la marcia indietro) e l’assessore Carlo Masci. 


Nel documento non c’è traccia delle polemiche ma si evidenzia, invece, «il parere favorevole del direttore regionale della direzione Risorse Umane». Andreola fino ad un anno e mezzo fa, circa, era dirigente del settore politiche internazionali, incarico lasciato a causa dell’arresto del gennaio 2012 nell'ambito dell'operazione Caligola
 condotta dalla polizia di Pescara con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici, occultamento di atto pubblico.
In attesa dell’inizio del processo ha comunque chiesto di essere reintegrata e la Regione ha scelto per lei il ramo ‘supporto stampa’ affidandole il posto di Gianluca Caruso, dirigente del personale che aveva avuto un nomina ad interim.

La Andreola, così come Carusi, non e' iscritta all'Albo dei giornalisti e proprio per questo l’Ordine aveva chiesto alla giunta Chiodi di optare per un altro nominativo.
Anche perché l’ufficio stampa della Regione edita anche testate giornalistiche che richiedono, per legge, la figura di un direttore responsabile iscritto all'albo. L’assessore regionale Castiglione aveva assicurato il proprio impegno per aggiustare il tiro. Ma già un mese fa era chiaro  che la giunta Chiodi non aveva intenzione di cambiare linea. L’8 aprile, infatti, la giunta regionale abruzzese ha respinto la proposta del vicepresidente di revocare la nomina di Andreola. Un mese dopo la questione è stata definitivamente chiusa e le richieste dei giornalisti archiviate senza troppi problemi.