L'UDIENZA

Sanitopoli, due colpi di scena: i "viaggi impossibili" ed il "giubbino del futuro"

Tutti i colpi delle difese per smontare l’accusa

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Sanitopoli, due colpi di scena: i "viaggi impossibili" ed il  "giubbino del futuro"




PESCARA. Continua lento ma inesorabile il processo Sanitopoli che vede imputati l’ex governatore Del Turco, alcuni ex assessori, consiglieri e dirigenti regionali oltre a qualche esponente politico del centrodestra.
Da molte udienze si continuano a sentire i testimoni delle difese che portano dentro il maxiprocesso nuove informazioni, nuovi documenti e nuovi spunti di discussione. La distanza tra accusa e difesa si fa più che abissale e le verità che una parte racconta è assolutamente inconciliabile con la seconda. Così assumono importanza cruciali anche le più piccole informazioni che derivino da un tabulato di un telepass o da una foto sfuocata e apparentemente insignificante. Il tutto viene mescolato con le numerosissime dichiarazioni già rese in udienza dai testimoni dell’accusa e di Vincenzo Angelini , il grande accusatore.
Nell’udienza di oggi la difesa Del Turco ha cercato di dimostrare l’assoluta inconsistenza delle dichiarazioni di Angelini circa le dazioni a Collelongo. E’ stato interrogato proprio il perito Giacomo Gloria che ha analizzato i tabulati dei telepass autostradali forniti dall’ex patrono di Villa Pini a dimostrazione dei suoi presunti viaggi con mazzette fin dento casa di Del Turco.
Si tratta di tabulati che certificano l’orario di uscita dall’autostrada nei caselli di Chieti e Aielli, che sono i due caselli utilizzati per i viaggi a Collelongo da Angelini.

I VIAGGI IMPOSSIBILI DI ANGELINI
Gloria ha dunque riferito che sono stati presi in esame 63 viaggi (andata più ritorno) effettuati anche in un periodo antecedente all’arco di tempo in cui vi sarebbero state le presunte tangenti. Il lavoro del perito di parte è stato svolto cercando di prendere come dato certo le dichiarazioni dell’autista di Angelini che aveva affermato che il viaggio durava «45 minuti». Partendo da questo dato il perito ha stimato che la parte di viaggio dall’uscita del casello di Aielli–Celano fino a Collelongo non poteva durare meno di 18 minuti. Così ne ha fatto derivare la velocità media tenuta in autostrada circa 160 km/h. Incrociando questi dati via via con l’altro dato certo (quello della uscita a Chieti per il ritorno) i risultati sono stati a volte inaspettati.
Per 8 viaggi, per esempio, ipotizzando come meta finale Collelongo la permanenza di Angelini a Casa di Del Turco è risultata a volte impossibile, a volte di pochissimi minuti (da 0 a 6 minuti).
In alcuni casi, infatti, secondo il lavoro del perito la ripartenza doveva necessariamente avvenire prima ancora di arrivare a Collelongo per poter poi coincidere con il tempo dell’uscita a Chieti. Insomma, ha fatto rilevare l’avvocato Giandomenico Caiazza che assiste l’ex governatore della Regione, le incongruenze sono molte, specie se messe in relazioni con quanto testimoniato in aula da imputati e testimoni che accusano Del Turco.
In molti altri viaggi invece la permanenza di Angelini a Collelongo potrebbe essere compatibile con un incontro ed una eventuale dazione. Resta comunque da capire la motivazione dei “viaggi impossibili” di Angelini che una volta uscito ad Aielli ad una data ora poi si trovava nuovamente a Chieti dopo un tempo davvero breve, tanto da rendere difficile immaginare lo scopo di un viaggio così fugace.
Fra una uscita e l’altra faceva intercorrere un tempo così breve da rendere difficile qualunque azione in loco.

LA FOTO IMPOSSIBILE: IL GIUBBINO DEL FUTURO
Altro colpo di scena sul giubbino blu che l'ex patron di Villa Pini Vincenzo Maria Angelini indossava nelle fotografie relative alla presunta tangente del 2 novembre 2007, a Collelongo. Ma quel capo d’abbigliamento in realtà è stato messo in produzione nel settembre 2011.
E' quanto dimostrato dall'avvocato Marco Femminella, legale dell'ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone. Femminella ha prodotto e depositato sulla questione della documentazione, in particolare una lettera della ditta produttrice del giubbino. Il Tribunale ha, dunque, disposto l'audizione come testimone del firmatario della lettera, fissandola al prossimo 27 maggio. Nell'udienza del 13 marzo scorso, Angelini aveva chiesto di acquisire il giubbino, sostenendo che era lo stesso che indossava nelle fotografie della presunta tangente.
«Questo - disse, indossandolo - è il giubbino. E' lo stesso che avevo lì».
Durante l'udienza odierna, il presidente del Tribunale collegiale di Pescara, Carmelo De Santis ha nominato due periti per fare chiarezza sulla questione della datazione delle fotografie, contenute nella macchinetta fotografica di Angelini, relative alla presunta "tangente delle mele", per l'accusa, risalente al 2 novembre 2007.
Il presidente De Santis ha messo a disposizione dei due periti la macchinetta fotografica originaria di Angelini e fornito loro due quesiti da risolvere. Avranno ora 18 giorni di tempo per fare luce sulla questione e preparare una relazione scritta ed orale. La nomina dei due è stata comunicata da De Santis subito dopo il confronto in aula tra i consulenti di accusa e difesa, Antonio Cilli e Giacomo Gloria, i quali hanno ribadito le loro posizioni: per Cilli le fotografie della presunta tangente sono state scattate nel 2007, mentre per Gloria in un periodo compreso tra il giugno e il novembre 2006. In mattinata è stata ascoltata come teste anche Giuseppina Ivone, curatore fallimentare del gruppo Villa Pini. Ivone è stata chiamata a chiarire alcune questioni, tra cui quelle dei crediti e i passivi delle varie società del gruppo.
Il processo riprenderà mercoledì 15 maggio.


a.b.