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Abruzzo/I delusi dell’Idv fondano il ‘Movimento 139’

Costantini: «non siamo un partito che si autoconserva»

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Abruzzo/I delusi dell’Idv fondano il ‘Movimento 139’






ROMA. Una nuova soggettività politica alternativa all’Europa delle banche e delle caste, che nasca con primarie aperte per scegliere l’assemblea costituente e non un singolo capo.
Così a Roma, nel corso della prima assemblea pubblica, Leoluca Orlando, Felice Belisario e Carlo Costantini hanno presentato il Movimento 139, che si è fatto promotore dell’appello “Coerenza e Democrazia”.
I tre, ex esponenti di spicco dell’Italia dei Valori, hanno preso le distanze da Antonio Di Pietro http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/539731/Abruzzo-Idv-in-rivolta-contro-Di.html , denunciando: «è prevalso il concetto di appartenenza, di vecchio, di un uomo solo al comando in IdV e di rissosi apparati non piu' rappresentativi degli elettori nel Pd».
All’incontro pubblico per lanciare il nuovo movimento ha partecipato anche Luigi Zanda, capogruppo Pd in Senato, che ha dichiarato: «Considero questa iniziativa il segno della riflessione che deve investire tutto il centrosinistra sugli errori del passato e sul perché le cose siano andate così. I tempi che ci aspettano saranno molto difficili, per questo l’Italia ha bisogno di tanta politica».
«La scelta di far riferimento ai 139 articoli della nostra Costituzione – ha concluso - è il miglior augurio per voi».

Anche se non ha potuto prendere parte all’incontro perché impegnato in incontri elettorali in vista delle amministrative di Roma, Ignazio Marino, candidato sindaco del centro sinistra, ha inviato all'assemblea i suoi auguri ed il suo sostegno all’iniziativa, con un sms che Leoluca Orlando ha letto subito ai presenti, che hanno applaudito.

«Noi non vogliamo un partito che si autoconserva – hanno dichiarato Orlando, Belisario e Costantini, - vogliamo, al contrario, eliminare ogni possibile resistenza al cambiamento. Vogliamo contribuire a costruire una soggettività politica ampia, fondata sui valori di riferimento costituzionali, che sappia andare oltre i recinti autoreferenziali ed oltre le scelte (ed i governi) che oggi siamo costretti a subire solo per effetto degli errori del passato».