SANITA'

Abruzzo. Psicoriabilitazione, parte la verifica dei setting assistenziali

La Regione accelera sul possibile ritorno dei malati fuori Abruzzo

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Abruzzo. Psicoriabilitazione, parte la verifica dei setting assistenziali




ABRUZZO. «Tempi stretti per una rivisitazione della psicoriabilitazione» aveva promesso il sub commissario Giuseppe Zuccatelli  dopo la protesta delle case di cura private.
E tempi stretti, anzi strettissimi sono quelli impressi dal suo delegato Angelo Muraglia alla trattativa con le cliniche che lamentavano eccessive restrizioni sulla gestione dei pazienti in psicoriabilitazione e soprattutto le inevitabili restrizioni sulle tariffe pagate dalla Regione per questi ricoverati.
Sotto accusa in particolare c’era l’obbligo di continuare ad ospitare «in attesa di trasferimento» i malati con setting assistenziale ribassato e tariffa ridotta. Il che veniva considerato una specie di esproprio, visto che il trasferimento non ci poteva essere in mancanza di strutture idonee in tutta la regione. Di qui l’incontro delle case di cura e delle Asl con il sub commissario Zuccatelli e la decisione di attivare per ogni Asl un tavolo tecnico per cercare in tre mesi una soluzione condivisa. 

Ma intanto la prima riunione convocata da Angelo Muraglia con la Asl di Pescara c’è già stata, in questi giorni toccherà a Chieti, il 13 sarà la volta dell’Aquila ed il 14 sarà convocata anche la Asl di Teramo, che nel suo territorio non ha nessuna clinica, ma che dirà la sua come parte pubblica.
Il piano di lavoro che si è dato questo tavolo tecnico è la rivalutazione dei setting assistenziali elaborati forse con una certa fretta all’epoca del sub commissario Baraldi. Ma la novità forse è un’altra: ad evitare polemiche sull’elasticità o meno delle Uvm (unità di valutazione multidisciplinare), per cui si poteva ipotizzare una differenza nei setting assegnati, questa volta a decidere lo stato di salute di un paziente saranno Uvm, Centro di salute mentale ed un rappresentante della Regione. Il che dovrebbe assicurare una sufficiente uniformità di valutazione ed una direzione univoca dei metodi di accertamento assicurata dal rappresentante della Regione.

Non basta: queste commissioni dovranno operare nel rispetto delle scale di valutazione della psichiatria ufficiale, applicate tutte allo stesso modo. Parallelamente alla ricognizione sui setting assistenziali, la Regione ha attivato nelle cliniche una verifica sui posti letto effettivamente occupati e non solo accreditati, per avere una quadro complessivo del settore. Infatti il risultato finale di questo lavoro dovrebbe essere duplice: da una parte rispondere ai dubbi sollevati dalle case di cura sull’applicazione del decreto commissariale specifico, dall’altra trovare spazi per diminuire la mobilità passiva, consentendo il rientro in Abruzzo dei pazienti attualmente ricoverati fuori regione. Il che si tradurrebbe in un minore esborso di soldi e in maggiori possibilità di lavoro per gli abruzzesi.


Sebastiano Calella