ABRUZZO

Sanità. Bufera sul SanStefar, i sindacati chiedono più controlli della Regione

Tra 15 giorni fissato l’incontro sulle contestazione di Cgil, Cisl e Uil

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Davide Farina

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ABRUZZO. C’è uno strano balletto di date nel contenzioso che oppone Cgil, Cisl e Uil al SanStefar, nuova gestione Isosan: da una parte, ieri martedì i sindacati hanno lamentato che all’interno dell’istituto di riabilitazione i rapporti sindacali sono molto tesi e ci sono molte inadempienze, dall’altra, sia Ercole Core (presidente Isosan) sia Leo Di Nicola, (amministratore delegato SanStefar e quindi responsabile in toto delle attività del centro riabilitativo) hanno risposto che già lunedì era stata decisa per il 23 maggio la convocazione dei sindacati.
 Uno strano tempismo che i sindacati hanno giudicato con sospetto dopo 10 mesi di attesa e di mancate risposte «e che non assolve né il SanStefar né il presidente Core quando afferma che non c’è nessuna preclusione alla concertazione sindacale – rilancia Davide Farina, Cisl Fp - in questi mesi di gestione Isosan lui dov’era? E perché non ha sentito il dovere di intervenire prima?  Infatti le irregolarità non sono un’invenzione dei sindacati, ma sono state denunciate più volte dai lavoratori stessi, la cui alta professionalità oggi Core sottolinea, ma che non sempre è stata riconosciuta dai suoi colleghi di vertice».


 Però l’amministratore delegato del SanStefar nega la possibilità di aver saputo per tempo della gestazione del comunicato dei sindacati, avvenuta infatti tra sabato e domenica, il che avrebbe consentito al SanStefar di non farsi trovare impreparato e di giocare d’anticipo.
«Non è così – ha replicato infatti Leo Di Nicola, raggiunto telefonicamente – la convocazione dei sindacati era stata già decisa da tempo». Al di là di questi giochetti tattici, le accuse dei sindacati sono molto pesanti, sia dal punto di vista del rispetto degli accordi sia dal punto di vista dei rapporti con la Regione: «Sono abbastanza teso per tutto quello che sta succedendo – ha dichiarato ieri Di Nicola – per cui preferirei non parlare degli argomenti sollevati. Ci risentiremo dopo l’incontro con i sindacati».


 In effetti le tensioni interne al SanStefar sono esplose dopo il comunicato Cgil, Cisl e Uil e ci sarebbe stato uno scontro tra Ercole Core e lo stesso Di Nicola, proprio perché da tempo il presidente Isosan premeva per normalizzare le relazioni sindacali: nel passato di Core c’è infatti anche un’esperienza sindacale come segretario provinciale di Teramo per la Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale, e come componente dell’Intersindacale sanitaria.
Infatti dello sconcerto per la situazione che si è creata c’è traccia proprio nel comunicato dello stesso Core, che salva tutte le professionalità esistenti nel SanStefar, peraltro già note e mai messe in discussione. Il fatto è che a fare acqua, secondo i sindacati, è la gestione attuale del centro di riabilitazione, che non è una semplice casa di riposo. Il SanStefar è infatti un istituto di riabilitazione di eccellenza che rischia di scivolare nell’inefficienza a causa di prestazioni erogate – come scrivono i sindacati – senza una programmazione condivisa. C’è infatti un altro punto che Cgil, Cisl e Uil rimarcano con durezza: «abbiamo fatto casino quando era Angelini a gestire il SanStefar, non possiamo permetterci di non farlo oggi, quando le cose non vanno bene come dovrebbero. Il tutto nel silenzio assoluto del commissario Chiodi, pur sollecitato, e nell’assenza dei controlli delle commissioni ispettive regionali e delle Asl che dovrebbero vigilare sugli standard per l’accreditamento». 


Sebastiano Calella