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Abruzzo/Italia dei Valori, Costantini, Orlando e Bellisario: «primarie per un nuovo centrosinistra»

Si è dimesso anche coordinatore giovani Idv

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Carlo Costantini

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ABRUZZO. «L'appello 'Coerenza e democrazia' firmato da tante donne e tanti uomini, anche senza esperienza di politica attiva, dimostra il desiderio e la volontà di costruire una proposta politica 'diversa'»
Così gli esponenti dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, Felice Belisario e Carlo Costantini che nei giorni scorsi hanno sferrato un duro attacco ad Antonio Di Pietro.
Nei giorni scorsi l’esecutivo nazionale di Italia dei valori ha stabilito la rimozione dei dirigenti che non si adeguano alla linea del partito e in attesa del congresso del 28-30 giugno c’è chi ripensa già a rimettersi in moto.
In una nota i tre spiegano che in molti erano convinti che Italia dei Valori potesse essere «il seme da cui far nascere un nuovo soggetto politico, in discontinuita' con metodi superati e che mantenesse vivi quei valori che l'esperienza rafforza ed esige giorno per giorno, valori di solidarieta', uguaglianza, giustizia sociale, tutela dei diritti, etica dei comportamenti»'.
«Alcuni di noi - aggiungono Orlando, Belisario e Costantini - anche con l'invio del documento 'Coerenza e Democrazia' ai membri dell'Esecutivo nazionale, hanno sperato fortemente che questo tentativo potesse incontrare un'attenzione maggiore all'interno dell'Italia dei Valori, cosi' come altri hanno sperato, con riferimento al Pd, maggiore coraggio ed altrettanta coerenza».


Ma qualcosa non sarebbe andato come sperato: «è prevalso il concetto di appartenenza, di vecchio, di un uomo solo al comando in IdV e di rissosi apparati non piu' rappresentativi degli elettori nel Pd».
Da qui hanno maturato la convinzione che «partendo da 'Coerenza e Democrazia', dai meriti e dai bisogni di tutti e di ciascuno, fosse necessario confrontarsi ed allargare la partecipazione».
Per questo hanno pensato ad un'iniziativa pubblica, a cui possa intervenire anche chi aderisce o aderirà a partiti politici o movimenti tra loro diversi, «per confrontarsi al di fuori dei recinti», verificare se ci sono le condizioni per costruire un futuro «insieme ai cittadini delusi e mortificati dalla decadenza dei partiti e, in particolare, dei partiti di un centrosinistra in piena crisi di identita', come dimostrano le recenti vicende elettorali e post elettorali».
«Un incontro - anticipa Costantini - dove ognuno possa mantenere la propria identita' culturale e politica, anche se vissuta in luoghi e soggetti politici di lievito culturale e sintesi politica diversi, ma allo stesso tempo possa confrontarsi nella convinzione che le diversita' siano una ricchezza e non un ostacolo. Un incontro in cui si gettino le basi per la costruzione di un mosaico composto dalle tante tessere delle culture politiche europee (liberaldemocratica - in tutte le sue accezioni -, socialista e socialdemocratica europea, cattolico democratica, sinistra europea, verdi europei). Un mosaico dove ogni tessera possa avere la possibilita' di crescere liberamente, all'interno della cornice, senza essere soffocata o tollerata dalle altre».
L’appuntamento domenica prossima, 12 maggio (ore 9:00), a Roma, presso il Centro Congressi Cavour.

GIAMPIERO RICCARDO LASCIA
Intanto ieri il coordinatore regionale abruzzese dei Giovani dell’Italia dei Valori ha lasciato il partito e così parla della sua esperienza: «avevo la percezione di un movimento dinamico, al passo coi tempi: un luogo di formazione umana prima di un partito. Poi è successo qualcosa per cui s’è perso il ritmo, o forse è cambiata solo la mia visione del futuro. Di certo rispetto a tutti gli altri scandali che hanno recentemente investito la politica, all’Italia dei Valori è stato presentato il conto più salato; forse perchè era il partito in cui erano riposte grandi aspettative, a volte onorate, altre volte meno».
Quali siano gli orizzonti dell’Italia dei Valori? «Non so», continua Riccardo, «perchè mi sono ufficialmente dimesso dalla carica di coordinatore Regionale Giovani e lasciato definitivamente il partito. Quale sia la mia strada però lo so bene: lavorare per costruire, evitando di disperdere il patrimonio di conoscenza fin qui acquisito, senza avere paura di andare ovunque, anche nei luoghi che in teoria ci sembrano piu ostili, a dire che una politica ed un centrosinistra diversi sono possibili. Lo farò come sempre a viso aperto, senza paura del futuro».