POLITICA E CLIENTELE

Abruzzo Engineering: Blundo (M5s)«basta clientelismo: si valorizzino il merito e l’anzianità»

Le pressioni della politica dietro il futuro di alcuni lavoratori

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Abruzzo Engineering: Blundo (M5s)«basta clientelismo: si valorizzino il merito e l’anzianità»




 
ABRUZZO. Moneti critici. Ancora. Per i lavoratori di Abruzzo Engineering negli ultimi tre anni sono stati molti i momenti di crisi ad un passo dal precipizio. Questo è uno di quelli.

Dopo la protesta dei giorni scorsi e l’occupazione del Genio Civile la società partecipata da Selex (Finmeccanica) continua a non vedere né pace né stabilità né chiarezza.
Uno dei “meriti” di Chiodi è stato quello di riuscire a non dare una parola certa su questa società avviata alla liquidazione ma non liquidata, al centro di scontri politici da sempre per effetto delle clientele generate nel tempo che dunque scaldano molto gli animi di quei partiti che ora vogliono salvare la società e anche i dipendenti simpatizzanti.
Sulla vicenda è intervenuta anche la neo senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo che dice: «E’ inaccettabile che ad oggi i dipendenti dell’Abruzzo Engineering siano ancora in cassa integrazione, nonostante i fondi Cipe già assegnati e le numerosissime pratiche giacenti al Genio Civile».
«Sarebbe opportuno che la vicenda venisse risolta il prima possibile ed in piena trasparenza», aggiunge la senatrice, «è ben noto che siano stati immessi nell’impresa Collabora Abruzzo Engineering dipendenti spinti politicamente sia dal Pd che dal Pdl. Clientelismi che rischiano di estromettere i dipendenti altamente qualificati, provenienti dalla ex Collabora Engineering, ossia lavoratori che hanno acquisito esperienza nel settore, dimostrata anche dalla stesura del dossier sulle criticità sismiche negli alloggi popolari e nei più importanti edifici pubblici, soprattutto notevoli competenze relative alla fase iniziale di ricostruzione. E' ora di fare giustizia e restituire valore al merito. Basta tutelare persone “raccomandate” da qualche uomo politico a discapito di tutti coloro che, pur avendo le competenze migliori, sono costretti a rimanere senza lavoro per far posto a chi non merita. “È questa l’Italia di oggi. È questa l’Italia – conclude la cittadina al Senato Blundo - che può e deve essere cambiata, per tutelare la meritocrazia e tutti i lavoratori che hanno diritto ad avere o a mantenere il loro posto di lavoro».
Una presa di posizione chiara che dovrebbe accontentare tutti e che dice cose ovvie e da tutti conosciuti ma che danno ancora molto fastidio a chi a fatto politica anche trovando posti di lavoro nelle società pubbliche.
La trasparenza che invoca la senatrice Blundo tuttavia in passato non c’è mai stata su tutto quello che riguarda la società e lo testimoniano per esempio il sito di Abruzzo Engineering molto scarno di documenti rilevanti e nemmeno quello della Regione Abruzzo viene in soccorso. Niente trasparenza nemmeno sui rapporti con la partecipata Selex all’epoca di Sabatino Stornelli, già arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul “gruppo Stati” e di recente finito in carcere perché ritenuto a capo di una associazione a delinquere con il fine della corruzione nell’ambito del contestatissimo “progetto Sistri” a cui pure Abruzzo Engineering ha partecipato con il dislocamento di alcuni dipendenti.
Neppure dopo questi eventi la politica ha sentito il bisogno di chiedere e fare chiarezza. Intanto Abruzzo Engineering e la Regione Abruzzo sono impegnati in un contenzioso con la Selex – nemmeno di questo si parla più- per capire se il credito vantato dalla partecipata di Finmeccanica sia reale o frutto di quella «truffa» di cui Chiodi ha parlato in un consiglio regionale straordinario caduto nel vuoto insieme a quella commissione di inchiesta mai entrata in funzione e di fatto congelata. Quella commissione di inchiesta pure votata dalla maggioranza dei consiglieri regionali doveva servire a fare chiarezza sui misteri ma con molta probabilità non si è mai riunita e di sicuro non ha mai prodotto nulla.
Misteri e buchi neri, si diceva, che fanno male. Dunque meglio non parlarne. Meglio fare in modo che non se ne parli.