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Guardie giurate senza stipendio, Metrosistemi: «mancano poche mensilità»

«Abbiamo tutti i permessi in regola»

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Guardie giurate senza stipendio, Metrosistemi: «mancano poche mensilità»




CHIETI. «Non è vero che i dipendenti sono senza stipendio da 6 mesi così come non è vero che non possiamo operare sul territorio di Chieti».
L’amministratore della Metrosistemi replica alle accuse mosse nei giorni scorsi dalla Filcams Cgil di Pescara e spiega che i lavoratori devono percepire il saldo «di poche mensilità» e hanno avuto «acconti mensili sullo stipendio per buona parte dell’importo».
L’azienda spiega anche che vanta crediti utili a risolvere tutti i problemi: «la diminuzione di liquidità è dipesa dalla contrazione del mercato, la diminuzione di liquidità e la cessazione di decine di attività nel bacino di Pescara e Chieti».
Secondo i vertici della ditta le azioni intraprese dalla Filcams Cgil starebbero assumendo «i toni del dolo e della volontà di arrecare danno all’azienda. La salvaguardia dei lavoratori passa attraverso la possibilità che i crediti da loro vantati siano solvibili. Il sindacato, ben consapevole di quanto premesso, continua imperterrita in questa azione di lotta coinvolgendo anche lavoratori non più alle dipendenze di questo istituto come apparso nella giornata di sciopero davanti la locale Prefettura lo scorso 22 aprile nonché persone proprio al di fuori di ogni rapporto con essa».
La Metrosistemi parla anche di «accanimento»: «siamo davvero incuriositi dal motivo di tale accanimento e dalla risonanza mediatica creata per uno sciopero che coinvolge 4 dipendenti di codesta azienda. Non possiamo esimerci dal notare che situazioni ben più complesse recentemente verificatesi della provincia di Chieti che hanno coinvolto oltre 600 lavoratori, non hanno avuto la stessa risonanza mediatica e lo stesso accanimento in termini di lotta sindacale che invece la FILCAMS CGIL riserva alla nostra azienda. La proporzionalità tra la situazione di disagio di 4 persone, per quanto degna del nostro massimo rispetto e della nostra massima attenzione, e quella di 600 lavoratori, ha dell’incredibile».
La società ringrazia i lavoratori che in queste settimane difficili stanno comunque lavorando: «le azioni di lotta non creano liquidità, non creano lavoro, non risolvono i problemi dei lavoratori, le azioni di lotta distruggono, arrecano danno a tutti, alle aziende ed ai lavoratori stessi, e complicano irrimediabilmente ogni tentativo di risoluzione dei problemi. I proclami di sciopero non risolveranno nessun problema, perché si è compreso che il problema non è dell’azienda, è nazionale, è del mercato, dell’economia ormai allo stremo».