SANITA'

Abruzzo/Psicoriabilitazione, schiarita sui malati e sul personale

Esito positivo dell’incontro convocato dal sub commissario Zuccatelli

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Abruzzo/Psicoriabilitazione, schiarita sui malati e sul personale

Concetta Petruzzi





ABRUZZO. Si è parlato più di regole per la psicoriabilitazione (come voleva il sub commissario Giuseppe Zuccatelli) che di soldi (come era nelle intenzioni degli operatori privati della sanità).
Ma alla fine l’incontro convocato questa mattina alle 8,30 all’assessorato regionale alla sanità si è rivelato comunque positivo per sbrogliare i nodi sul tappeto. Si trattava dei problemi posti dalla lettera con cui Villa Serena aveva chiesto come dimettere i malati ai quali era stato abbassato il setting sanitario (e quindi la tariffa) e che invece il nuovo contratto proposto dalla Regione obbligava ad ospitare con le nuove tariffe ridotte.
Problemi e criticità che sono stati oggetto anche di ricorso al Tar e di una richiesta di risarcimento danni. Alla fine il risultato condiviso è stato che tempo tre mesi, sistemato il problema del setting di ciascun paziente delle sei case di cura che operano nel settore, superato l’ostacolo del nuovo accreditamento per le patologie meno gravi, si porrà mano alle tariffe.
In questo breve lasso di tempo saranno attivati tre tavoli di confronto (uno per Asl eccetto Teramo, che non ospita nessuna casa di cura privata) coordinati da Angelo Muraglia, già commissario dell’Agenzia sanitaria regionale, e composti da tecnici della psichiatria pubblica e dagli operatori privati che proporranno le soluzioni più aderenti al dettato delle leggi in vigore.
«Ma i pazienti vengono prima delle leggi, le norme possono adeguarsi», ha chiosato Zuccatelli rispondendo a chi faceva notare che fino ad oggi e da almeno tre anni l’assessorato regionale alla sanità aveva imposto un’interpretazione rigida della legge 32 che vieta il trasferimento, anche temporaneo, dei malati della psicoriabilitazione. Il che aveva bloccato, ad esempio, le proposte di adeguamento della struttura che prima il curatore fallimentare di Villa Pini e poi l’affittuario Policlinico Abano Terme avevano inoltrato alla Regione. 


«Se è necessario – ha poi aggiunto il sub commissario – faremo decreti appositi. Intanto si può derogare, se ci guida il buon senso. Si tratta di trovare percorsi comuni per adeguare sia le strutture che il personale. Poi al termine del lavoro dei tavoli parleremo anche di tariffe»,  come hanno chiesto gli operatori privati presenti. C’erano Villa Serena, con la titolare Concetta Petruzzi, alla quale va il merito di aver sollevato il problema, e Villa Pini, con il direttore ingegner Argenti. C’erano poi le altre 4 case di cura: Fondazione Mileno di Vasto, il Quadrifoglio, il Castello e Passaggi. Dei quattro manager invitati c’era però solo Claudio D’Amario, con il direttore sanitario Fernando Guarino, mentre la Asl di Chieti era rappresentata dal direttore sanitario Pasquale Flacco e dall’avv. Spadano. Eppure l’argomento, al di là dello specifico interesse a chiarire il problema delle tariffe, meritava una maggiore attenzione da parte dei manager, in quanto alla fine si tratterà pur sempre di accreditare le strutture esistenti: non essendoci in Abruzzo altre cliniche per questi nuovi setting, a quanto si è capito il nuovo accreditamento scatterà di fatto al momento delle ristrutturazioni e degli adeguamenti delle cliniche in attività. 


Sebastiano Calella