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Saga, sindacati in allarme: «silenzio management e Regione ci preoccupa»

Inascoltate tutte le nostre richieste

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PESCARA. «Il silenzio di management e Regione ci preoccupa. Se qualcuno pensa che si possano affrontare le problematiche della Saga con l’indifferenza si sbaglia di grosso».
E’ questa la posizione di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Ugl Trasporti Abruzzo in seguito alla mancata convocazione di un tavolo regionale sulla situazione economica e prospettica della Saga, la Società di gestione dell’aeroporto di Pescara. I sindacati annunciano che se la proprietà non vorrà ascoltarli adotteranno «altre misure per salvaguardare il futuro dello scalo e dei lavoratori dai rischi di possibili incompetenze».
«E’ trascorso oltre un mese dalla nostra richiesta di apertura di un confronto con la Regione sui rischi e sulle criticità che incombono sulla Saga», spiegano Franco Rolandi, Amelio Angelucci, Giuseppe Murinni e Luciano Pantoni, «ed ancor più datato è l’ingiustificato silenzio di una dirigenza che, sollecitata con una nota del 12 dicembre scorso, fa finta di nulla mentre le cose rischiano di precipitare».
Non avrebbe trovato riscontro, spiegano sempre i sindacati, la richiesta di accesso agli atti «che riteniamo doverosa, oltre che dovuta vista la nuova normativa in tema di trasparenza, per avere un quadro più chiaro della situazione. Ci viene il dubbio che questo quadro sia ancora più cupo di quello che ipotizziamo e che si stia strumentalmente evitando di parlarne: è inaccettabile».


Per i Sindacati è giunto il momento di portare alla luce quella che è la reale prospettiva dell’Aeroporto e della Saga «ed assumere le decisioni che siano finalizzate alla salvaguardia di uno dei pilastri di un possibile sviluppo economico e sociale della nostra Regione. Non lasceremo all’improvvisazione di qualche attore l’onere di tutelare tutto questo».
Infine Filt, Fit, Uilt e Ugl Trasporti preannunciano l’adozione di azioni idonee allo sblocco di quella che ha assunto i connotati di una vera e propria vertenza: «siamo alle solite. Il senso di responsabilità dei lavoratori viene vanificato dalla mancanza di una equivalente disponibilità da parte di Azienda e Regione. A questo punto non escludiamo l’apertura a breve di una formale vertenza le cui ricadute, in prossimità del periodo estivo, saranno imputabili solo ed esclusivamente alla irresponsabilità dei soggetti istituzionali e aziendali coinvolti».