NOMINE E POLEMICHE

Parco Majella cambia direttore perché lavora troppo, Legambiente: «atto illegittimo»

Chi lo sostituisce sarà presente solo due giorni a settimana

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Parco Majella cambia direttore perché lavora troppo, Legambiente: «atto illegittimo»

Al Parco della Majella si cambia il direttore perché lavora troppo, Legambiente: «atto illegittimo»
Chi lo sostituisce sarà presente solo due giorni a settimana.
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ABRUZZO. Il presidente del Parco nazionale della Majella Franco Iezzi ha deciso di revocare l’incarico di direttore a Teodoro Andrisano per «ristabilire i carichi di lavoro» che gravavano su di lui.
Andrisano, infatti, svolge dallo scorso 3 marzo anche il ruolo di direttore facente funzione, oltre a quello di responsabile di altri due servizi all’interno dell’Ente parco. 
L’incarico sarà affidato ad un consulente esterno, che può garantire la presenza solo due giorni alla settimana. «È difficile comprende la ratio di questa scelta», commenta Legambiente, « visto che dall’esterno non si è avuta alcuna impressione sulle presunte difficoltà operative del Parco. Al contrario si ha la sensazione che Iezzi voglia normalizzare la struttura amministrativa dell’Ente verso atti non condivisi dalla struttura stessa, come testimonierebbe anche il recente ritiro di un bando sulla comunicazione». 
Legambiente sostiene che il presidente Iezzi stia, da alcuni mesi, agendo in maniera «scoordinata e confusa» sulla figura del direttore, con il risultato di «destabilizzare la struttura tecnica dell’Ente che presiede».
Lo scorso marzo è scaduto il contratto di Direttore a Nicola Cimini, che ha svolto questa funzione fin dalla nascita del Parco. Subito dopo è stato bandito un concorso per questa figura ma anche in questo caso Legambiente espirme perplessità: «lo hanno fatto sapendo che non si può procedere a breve termine alla individuazione del nuovo direttore: al Parco nazionale della Majella manca, infatti, il consiglio Direttivo dal lontano 2007.  Il presidente Iezzi sa, o dovrebbe sapere, che è il Consiglio Direttivo ad individuare, sulla base di un bando pubblico aperto a soggetti abilitati alla professione di Direttore di Parco, la terna di nomi da sottoporre al Ministro dell’Ambiente per la scelta finale del nominativo ritenuto a suo giudizio più idoneo. Se così stanno le cose non si capisce perché Iezzi acceleri su una procedura che non può completare. Qual è la ragione di questa scelta?» 
Gli ambientalisti tornano poi sul caso Andrisano: «Iezzi sa che se si dispone di una figura professionale adeguata a svolgere quel ruolo, com’è  Andrisano, nella pubblica amministrazione non si può ricorrere a professionalità esterne? E se il direttore è così oberato di impegni non si sarebbe potuto, ad esempio, valorizzare qualche altra figura professionale presente all’interno dell’Ente, riassegnando le funzioni dei diversi settori di cui era responsabile? O se infine, al contrario, il presidente non annoverava Andrisano tra le sue simpatie personali o non lo riteneva così idoneo all’incarico, non avrebbe potuto scegliere un Direttore  tra gli altri dipendenti del Parco? Sarebbe certo stata una significativa prova di fiducia verso le qualità e le professionalità presenti all’interno dell’Ente».
Legambiente parla dunque di «atto illegittimo» poiché si violerebbe «viola la legge 394/91 che, sebbene vorrebbe essere modificata da molti, finché è in vigore deve essere rispettata anche dal presidente Iezzi. Consideriamo inoltre questa scelta ingiustificata, poiché rappresenta un atto di non fiducia del presidente Iezzi verso il personale interno all’Ente». 
Legambiente si appella, inoltre, alla Regione Abruzzo e alle altre istituzioni di ogni livello, oltre che alle forze politiche e parlamentari più sensibili, «affinché vigilino sull’attuale fase che sta vivendo il Parco nazionale della Majella e si eviti che, chi non ha ben compreso la funzione che deve svolgere, confonda il ruolo di presidente di un Ente parco con quello di amministratore di altre esperienze che il territorio abruzzese ha visto fallire. Per noi è fondamentale salvaguardare l’integrità territoriale del Parco e la piena legalità delle azioni che compie l’Ente».

ABRUZZO. Il presidente del Parco nazionale della Majella Franco Iezzi ha deciso di revocare l’incarico di direttore a Teodoro Andrisano per «ristabilire i carichi di lavoro» che gravavano su di lui.Andrisano, infatti, svolge dallo scorso 3 marzo anche il ruolo di direttore facente funzione, oltre a quello di responsabile di altri due servizi all’interno dell’Ente parco. L’incarico sarà affidato ad un consulente esterno, che può garantire la presenza solo due giorni alla settimana. 

«È difficile comprende la ratio di questa scelta», commenta Legambiente, « visto che dall’esterno non si è avuta alcuna impressione sulle presunte difficoltà operative del Parco. Al contrario si ha la sensazione che Iezzi voglia normalizzare la struttura amministrativa dell’Ente verso atti non condivisi dalla struttura stessa, come testimonierebbe anche il recente ritiro di un bando sulla comunicazione». Legambiente sostiene che il presidente Iezzi stia, da alcuni mesi, agendo in maniera «scoordinata e confusa» sulla figura del direttore, con il risultato di «destabilizzare la struttura tecnica dell’Ente che presiede».

Lo scorso marzo è scaduto il contratto di Direttore a Nicola Cimini, che ha svolto questa funzione fin dalla nascita del Parco. Subito dopo è stato bandito un concorso per questa figura ma anche in questo caso Legambiente espirme perplessità: «lo hanno fatto sapendo che non si può procedere a breve termine alla individuazione del nuovo direttore: al Parco nazionale della Majella manca, infatti, il consiglio Direttivo dal lontano 2007.  Il presidente Iezzi sa, o dovrebbe sapere, che è il Consiglio Direttivo ad individuare, sulla base di un bando pubblico aperto a soggetti abilitati alla professione di Direttore di Parco, la terna di nomi da sottoporre al Ministro dell’Ambiente per la scelta finale del nominativo ritenuto a suo giudizio più idoneo. Se così stanno le cose non si capisce perché Iezzi acceleri su una procedura che non può completare. Qual è la ragione di questa scelta?» 

Gli ambientalisti tornano poi sul caso Andrisano: «Iezzi sa che se si dispone di una figura professionale adeguata a svolgere quel ruolo, com’è  Andrisano, nella pubblica amministrazione non si può ricorrere a professionalità esterne? E se il direttore è così oberato di impegni non si sarebbe potuto, ad esempio, valorizzare qualche altra figura professionale presente all’interno dell’Ente, riassegnando le funzioni dei diversi settori di cui era responsabile? O se infine, al contrario, il presidente non annoverava Andrisano tra le sue simpatie personali o non lo riteneva così idoneo all’incarico, non avrebbe potuto scegliere un Direttore  tra gli altri dipendenti del Parco? Sarebbe certo stata una significativa prova di fiducia verso le qualità e le professionalità presenti all’interno dell’Ente». Legambiente parla dunque di «atto illegittimo» poiché si violerebbe «viola la legge 394/91 che, sebbene vorrebbe essere modificata da molti, finché è in vigore deve essere rispettata anche dal presidente Iezzi. Consideriamo inoltre questa scelta ingiustificata, poiché rappresenta un atto di non fiducia del presidente Iezzi verso il personale interno all’Ente». 

Legambiente si appella, inoltre, alla Regione Abruzzo e alle altre istituzioni di ogni livello, oltre che alle forze politiche e parlamentari più sensibili, «affinché vigilino sull’attuale fase che sta vivendo il Parco nazionale della Majella e si eviti che, chi non ha ben compreso la funzione che deve svolgere, confonda il ruolo di presidente di un Ente parco con quello di amministratore di altre esperienze che il territorio abruzzese ha visto fallire. Per noi è fondamentale salvaguardare l’integrità territoriale del Parco e la piena legalità delle azioni che compie l’Ente».