PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Abruzzo/Quirinale, Pd in frantumi. Legnini: «troppo grave». D’Alessandro: «chiediamo scusa al paese»

Pezzopane: «101 killer hanno ammazzato il partito»

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Abruzzo/Quirinale, Pd in frantumi. Legnini: «troppo grave». D’Alessandro: «chiediamo scusa al paese»

Camillo D'Alessandro


ABRUZZO. Il Partito Democratico è a pezzi dopo la votazione, la quarta, di ieri sera che non è andata a segno.
Venerdì sera, mentre Prodi stava rientrando in Italia dall’Africa, Pierluigi Bersani ha annunciato che si dimetterà da segretario dal momento in cui sarà eletto il nuovo presidente della Repubblica. Lo ha detto all'assemblea dei grandi elettori del Pd.
«Abbiamo prodotto una vicenda di gravità assoluta, sono saltati meccanismi di responsabilità e solidaretà, una giornata drammaticamente peggiore di quella di giovedì», quando era saltata pure l’elezione di Franco Marini. 

«Fra di noi uno su quattro ha tradito» ha attaccato Bersani riferendosi all'ultimo scrutinio. «Ci sono pulsioni - ha aggiunto - a distruggere il Pd».
«Nella situazione che si è creata bisogna riprendere contatti con altre forze politiche per impostare la soluzione» per l'elezione del presidente repubblica. «Abbiamo preso una persona, Romano Prodi, fondatore dell'Ulivo, ex presidente del consiglio, inviato in Mali e l'abbiamo messo in queste condizioni. Io non posso accettarlo. Io non posso accettare che il mio partito stia impedendo la soluzione. Questo è troppo», ha concluso il segretario.
E il terremoto romano ha scosso anche i parlamentari abruzzesi che stanno partecipando al voto.
Il deputato Giovanni Legnini (Pd), che giovedì sera aveva parlato di «giornata più nera dei miei 8 anni in parlamento», si è dovuto ricredere perché quella di venerdì è stata pure peggio. Ieri sera dopo la debacle si è sfogato su Facebook: «Bersani si è dimesso. Ciò che è accaduto è troppo grave per il Pd ma soprattutto per l'Italia che ha diritto ad eleggere un Presidente. Domani (oggi per chi legge, ndr) si proverà a trovare una soluzione dialogando con tutti».

Legnini ha anche riferito di aver seguito gli ordini di scuderia per la terza e quarta votazione:  «ho votato Franco Marini per la sua coerenza, rigore e capacità di rappresentare l'unità nazionale (e, per inciso, perchè sarebbe stato un notevole sostegno per l'Abruzzo in un momento di enorme difficoltà, oltre chè per i rapporti personali)».

Poi ha votato Romano Prodi, «proposto all'unanimità dal Pd, perchè non si ammazza il padre e perchè l'Italia sarebbe stata più forte in Europa...»
Legnini ha anche riferito di aver seguito gli ordini di scuderia per la terza e quarta votazione:  «ho votato Franco Marini per la sua coerenza, rigore e capacità di rappresentare l'unità nazionale (e, per inciso, perchè sarebbe stato un notevole sostegno per l'Abruzzo in un momento di enorme difficoltà, oltre chè per i rapporti personali)».Poi ha votato Romano Prodi, «proposto all'unanimità dal Pd, perchè non si ammazza il padre e perchè l'Italia sarebbe stata più forte in Europa...»

Ancora più duro Camillo D’Alessandro, ‘Grande elettore’ scelto dal Consiglio regionale e capogruppo del Pd. Anche lui affida le sue riflessioni a caldo ai social network e non ci va leggero: «dopo quanto accaduto io non credo che il Pd abbia il diritto di esprimere un'altra candidatura. Il partito che ha bruciato prima Marini (che ho votato) e poi Prodi (che ho votato) non ha più alcun diritto. Ora il Pd faccia l'unica cosa possibile, chieda scusa al Paese. Il partito delle faide, degli ex, dai veti incrociati fatto da vecchi e da giovani vecchi. La portavoce del segretario che lo smentisce, Orfini che dichiara, l'altro che lo smentisce, Civati che pontifica, ma che gente e' questa. Ho visto cose incredibili, gente che applaude la mattina e tradisce il pomeriggio. Questa classe dirigente non merita la passione ed il dolore di chi li ha mandati ad essere classe dirigente del partito e del paese».
La senatrice Stefania Pezzopane parla di «nottataccia» in vista e aggiunge: «Bersani ha delle responsabilità, ma è una gran brava persona, massacrato da traditori mascherati da statisti». Continua: «scontro tra vecchie gerarchie, in troppi volevano fare il #PdR e ora non lo farà nessuno di loro, intanto il partito in macerie».
Pezzopane fa notare che quando venerdì mattina il partito aveva proposto all’assemblea il nome di Prodi erano tutti lì ad applaudire, «voto unanime» ma poi nei fatti «101 killer ammazzano Prodi. Le correnti ci stanno ammazzando».

Ironico il presidente Gianni Chiodi che scrive: «Ora la Pezzopane dirà che non ha votato Prodi». Sempre Chiodi torna poi sulla mancata votazione di Marini da parte della senatrice aquilana, come lei stessa aveva ammesso: «non capisco perché la senatrice va con le carriole a Roma e poi boccia un potenziale presidente della Repubblica aquilano, nato a S.Pio delle Camere nel territorio terremotato. Avrebbe aiutato l'Aquila molto più di qualsiasi altro».
E poi annuncia che da questa mattina il Pdl sosterrà la candidatura di Anna Maria Cancellieri, nome proposto dalla lista Monti.
Se la prende con Pezzopane anche il senatore del Pdl Antonio Razzi: «La formidabile propensione dei componenti del Partito Democratico all’ossimoro politico ed umano in questo caso, è fenomenale. Con un solo ‘no’ la Pezzopane ha disprezzato l’uomo ed il corregionale. La cara senatrice avrebbe invece dovuto sperare in una tale elezione al Quirinale piuttosto che disprezzare. Ella ha dimostrato il più inconcludente dei qualunquismi inimicandosi in un colpo solo sia la segretaria del suo partito non perorandone le direttive, sia i suoi concittadini abruzzesi».
Sul nome di Prodi, invece, Nazario Pagano (Pdl) anche lui tra i grandi elettori scelti dal Consiglio regionalw scrive: «Maldestro tentativo di spaccare nazione con una candidatura non gradita ad una larga parte del parlamento non ha trovato unito neanche il PD Ora speriamo che il buon senso finalmente prevalga. L'Italia non si può permettere un clima di scontro continuo».
Intanto il Movimento 5 stelle esulta. «Li stiamo mandando a casa», ha commentato ieri Beppe Grillo. Gli fanno eco due deputati pescaresi. Gianluca Vacca dice: «Prodi è bruciato. Neanche 400...La tattica suicida del Pd sta funzionando perfettamente...» E Andrea Colletti: «Facciamo 1 minuto di silenzio per omaggiare la morte politica del Pd».

«Sono profondamente amareggiata per il triste spettacolo offerto dal Pd al Paese», ha commentato invece il deputato del Pd, Vittoria D'Incecco, «il Pd ha deluso le aspettative degli italiani ed ha evidenziato che al suo interno esistono gruppi che al momento non hanno dimostrato alcuna responsabilità istituzionale. Non possono esserci giustificazioni al comportamento di chi disattende le indicazioni della
segreteria nazionale in una operazione così delicata quale quella che stiamo attuando. Chi ha tradito ha gettato fango su due personalità di grande valore: l'ex presidente del Senato Franco Marini e l'ex premier Romano Prodi. Tutto ciò è la conseguenza di un insano correntismo che ha trasformato l’elezione del Presidente della Repubblica in un congresso di partito ed ha anteposto la corsa personale al potere al bene del Paese».

a.l.