la crisi

Abruzzo/ Casa è allarme: «sfratti aumentati del 50% in tre anni»

Situazione tragica dopo abolizione fondo sociale per l’affitto

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2467

Abruzzo/ Casa è allarme: «sfratti aumentati del 50% in tre anni»

 

Abruzzo/ Casa è allarme: «sfratti aumentati del 50% in tre anni»
Situazione tragica dopo abolizione fondo sociale per l’affitto
Casa, sfratti, abruzzo, lucio de mattheis
 
ABRUZZO. La situazione abitativa, in Abruzzo, ha raggiunto livelli di disagio non più accettabili. 
A lanciare l'allarme sono i segretari regionali della Fnp-Cisl, Lucio de Mattheis, e del Sindacato inquilini, casa e territorio (Sicet), Alberto Corraro, secondo cui la fase acuta della crisi, in questi mesi, sta allargando a dismisura la fascia sociale colpita dalle difficoltà economiche, con un aumento dei provvedimenti di sfratto per morosità, delle richieste di un alloggio di edilizia pubblica e delle richieste del contributo statale a sostegno degli affitti. 
«Gli sfratti - rilevano i sindacati - sono aumentati nel triennio 2008-2010 del 50%. La dimensione del problema è ampia e se non si interviene per invertire il trend, nei prossimi anni saranno interessate centinaia di famiglie, oltre quelle già colpite. Le richieste di esecuzione, al 30 giugno 2012, sono oltre 1.200 per la provincia di Pescara, circa 350 all'Aquila e 80 a Teramo. La situazione attuale, dopo l'azzeramento nel 2012 del fondo sociale per l'affitto, è destinata drasticamente a peggiorare nel corso dell'anno».
 Per quanto riguarda l'edilizia residenziale pubblica, le graduatorie per l'accesso agli alloggi pubblici si allungano a dismisura, perché l'offerta di abitazioni «si riduce in quantità e qualità». 
Solo a Pescara vi sono 400 famiglie in attesa su 25 alloggi liberi. «Il peso insopportabile dell'Imu sulle Ater - affermano i sindacalisti - deve essere immediatamente rimosso o ci sarà il collasso dell'importante e insostituibile patrimonio immobiliare pubblico abruzzese: 20.000 alloggi dove risiedono circa 75 mila inquilini».
 Il Fondo Sociale Statale Affitti, inoltre, «é stato dapprima pesantemente ridotto nel corso degli anni e infine completamente azzerato dalla legge di stabilità varata alla fine del 2012. La Regione Abruzzo, nel 2011 - evidenziano Corraro e de Mattheis - ha ricevuto dallo Stato circa 2,6 milioni di euro da ripartire fra i Comuni; nel 2012 solo 187.000 euro. Le 8mila famiglie abruzzesi che ogni anno, dal 1999, hanno beneficiato di un aiuto per pagare l'affitto, nel 2013 dovranno obtorto collo farne a meno»Abruzzo/ Casa è allarme: «sfratti aumentati del 50% in tre anni»
Situazione tragica dopo abolizione fondo sociale per l’affitto
Casa, sfratti, abruzzo, lucio de mattheis
 
ABRUZZO. La situazione abitativa, in Abruzzo, ha raggiunto livelli di disagio non più accettabili. 
A lanciare l'allarme sono i segretari regionali della Fnp-Cisl, Lucio de Mattheis, e del Sindacato inquilini, casa e territorio (Sicet), Alberto Corraro, secondo cui la fase acuta della crisi, in questi mesi, sta allargando a dismisura la fascia sociale colpita dalle difficoltà economiche, con un aumento dei provvedimenti di sfratto per morosità, delle richieste di un alloggio di edilizia pubblica e delle richieste del contributo statale a sostegno degli affitti. 
+50% IN TRE ANNI
«Gli sfratti - rilevano i sindacati - sono aumentati nel triennio 2008-2010 del 50%. La dimensione del problema è ampia e se non si interviene per invertire il trend, nei prossimi anni saranno interessate centinaia di famiglie, oltre quelle già colpite. Le richieste di esecuzione, al 30 giugno 2012, sono oltre 1.200 per la provincia di Pescara, circa 350 all'Aquila e 80 a Teramo. La situazione attuale, dopo l'azzeramento nel 2012 del fondo sociale per l'affitto, è destinata drasticamente a peggiorare nel corso dell'anno».
Le famiglie maggiormente esposte sono quelle con il capofamiglia sotto i trentacinque anni; un terzo degli inquilini è sotto la soglia di povertà, con una variazione in aumento di 5 punti percentuali tra il 2008 e il 2010.
EDILIZIA RESIDENZIALE
 Per quanto riguarda l'edilizia residenziale pubblica, le graduatorie per l'accesso agli alloggi pubblici si allungano a dismisura, perché l'offerta di abitazioni «si riduce in quantità e qualità». 
Solo a Pescara vi sono 400 famiglie in attesa su 25 alloggi liberi. «Il colpo fatale è arrivato con le ultimedisposizioni statali di finanza pubblica che hanno introdotto l'obbligo di pagare l'Imu sugli alloggi pubblici da esse gestiti. Si è determinato un gravissimo contraccolpo sui già risicati bilanci le cui entrate sono costituite quasi esclusivamente da canoni di locazione». 
L'Ater di Pescara, per citarne una, nel corso del 2013 dovrà versare 1,4 milioni di Imu nelle casse dei comuni; tale somma è pari alla metà delle entrate totali derivanti da canoni di locazione. E sempre l'Ater di Pescara alla fine del 2012 non è riuscita nemmeno ad approvare il bilancio con gravi ricadute sui circa 5.000 alloggi della provincia privi ormai di manutenzione.
FONDO SOCIALE
 Il Fondo Sociale Statale Affitti, inoltre, «é stato dapprima pesantemente ridotto nel corso degli anni e infine completamente azzerato dalla legge di stabilità varata alla fine del 2012. La Regione Abruzzo, nel 2011 - evidenziano Corraro e de Mattheis - ha ricevuto dallo Stato circa 2,6 milioni di euro da ripartire fra i Comuni; nel 2012 solo 187.000 euro. Le 8mila famiglie abruzzesi che ogni anno, dal 1999, hanno beneficiato di un aiuto per pagare l'affitto, nel 2013 dovranno obtorto collo farne a meno».
I sindacati citano ancora una volta l'esempio del Comune di Pescara: nel 2012 ha ricevuto appena 41 mila euro e le 335 famiglie ammesse in graduatoria hanno a loro volta ricevuto un contributo medio di 85 euro, da un minimo di un euro ad un massimo di 167 euro, contro i 459 mila euro del 2011, ripartiti tra 684 famiglie ammesse, con un contributo medio di circa 500 euro e un massimo di 986 euro. 
«Il taglio del fondo sociale colpisce orribilmente la componente più vulnerabile della nostra regione - sottolineano -: anziani con pensioni minime, famiglie monoreddito, cassintegrati». 
I sindacati, alla luce di tale situazione, «sollecitano i poteri pubblici comunali, regionali e nazionali affinché affrontino l'emergenza abitativa» e citano, tra le priorità, l'istituzione di una posta di bilancio per l'edilizia residenziale pubblica, una nuova legge sugli affitti privati, il finanziamento del fondo sociale affitti con almeno 200 milioni di euro annui. «I tagli draconiani che lo Stato e la Regione hanno messo in atto riducendo del 93% i contributi per aiutare a pagare gli affitti - concludono -, hanno colpito tutti i cittadini abruzzesi, trasformando la speranza di un aiuto concreto in una beffa».
SITUAZIONI DRAMMATICHE
Le famiglie che, per pagare l’affitto, il condominio, le bollette e tutto il resto stringono i denti per non indebitarsi e ricorrere agli usurai; che risparmiano su mangiare, abbigliamento, riscaldamento, elettricità, telefono e cure mediche.
Un caso emblematico è quello di Antonietta, 83 anni, vedova, si rivolge allo sportello Sicet per lamentarsi del taglio al fondo sociale affitti: «Mio figlio di 48 anni da quando ha perso il lavoro è tornato ad abitare con me e adesso lo devo mantenere… la mia piccola pensione di reversibilità non basta più e non riesco a pagare l’affitto… dove andiamo se ci sfrattano?… mi sento bene e posso ancora lavorare… aiutatemi a trovare lavoro»Abruzzo/ Casa è allarme: «sfratti aumentati del 50% in tre anni»
Situazione tragica dopo abolizione fondo sociale per l’affitto
Casa, sfratti, abruzzo, lucio de mattheis
 
ABRUZZO. La situazione abitativa, in Abruzzo, ha raggiunto livelli di disagio non più accettabili. 
A lanciare l'allarme sono i segretari regionali della Fnp-Cisl, Lucio de Mattheis, e del Sindacato inquilini, casa e territorio (Sicet), Alberto Corraro, secondo cui la fase acuta della crisi, in questi mesi, sta allargando a dismisura la fascia sociale colpita dalle difficoltà economiche, con un aumento dei provvedimenti di sfratto per morosità, delle richieste di un alloggio di edilizia pubblica e delle richieste del contributo statale a sostegno degli affitti. 
+50% IN TRE ANNI
«Gli sfratti - rilevano i sindacati - sono aumentati nel triennio 2008-2010 del 50%. La dimensione del problema è ampia e se non si interviene per invertire il trend, nei prossimi anni saranno interessate centinaia di famiglie, oltre quelle già colpite. Le richieste di esecuzione, al 30 giugno 2012, sono oltre 1.200 per la provincia di Pescara, circa 350 all'Aquila e 80 a Teramo. La situazione attuale, dopo l'azzeramento nel 2012 del fondo sociale per l'affitto, è destinata drasticamente a peggiorare nel corso dell'anno».
Le famiglie maggiormente esposte sono quelle con il capofamiglia sotto i trentacinque anni; un terzo degli inquilini è sotto la soglia di povertà, con una variazione in aumento di 5 punti percentuali tra il 2008 e il 2010.
EDILIZIA RESIDENZIALE
 Per quanto riguarda l'edilizia residenziale pubblica, le graduatorie per l'accesso agli alloggi pubblici si allungano a dismisura, perché l'offerta di abitazioni «si riduce in quantità e qualità». 
Solo a Pescara vi sono 400 famiglie in attesa su 25 alloggi liberi. «Il colpo fatale è arrivato con le ultimedisposizioni statali di finanza pubblica che hanno introdotto l'obbligo di pagare l'Imu sugli alloggi pubblici da esse gestiti. Si è determinato un gravissimo contraccolpo sui già risicati bilanci le cui entrate sono costituite quasi esclusivamente da canoni di locazione». 
L'Ater di Pescara, per citarne una, nel corso del 2013 dovrà versare 1,4 milioni di Imu nelle casse dei comuni; tale somma è pari alla metà delle entrate totali derivanti da canoni di locazione. E sempre l'Ater di Pescara alla fine del 2012 non è riuscita nemmeno ad approvare il bilancio con gravi ricadute sui circa 5.000 alloggi della provincia privi ormai di manutenzione.
FONDO SOCIALE
 Il Fondo Sociale Statale Affitti, inoltre, «é stato dapprima pesantemente ridotto nel corso degli anni e infine completamente azzerato dalla legge di stabilità varata alla fine del 2012. La Regione Abruzzo, nel 2011 - evidenziano Corraro e de Mattheis - ha ricevuto dallo Stato circa 2,6 milioni di euro da ripartire fra i Comuni; nel 2012 solo 187.000 euro. Le 8mila famiglie abruzzesi che ogni anno, dal 1999, hanno beneficiato di un aiuto per pagare l'affitto, nel 2013 dovranno obtorto collo farne a meno».
I sindacati citano ancora una volta l'esempio del Comune di Pescara: nel 2012 ha ricevuto appena 41 mila euro e le 335 famiglie ammesse in graduatoria hanno a loro volta ricevuto un contributo medio di 85 euro, da un minimo di un euro ad un massimo di 167 euro, contro i 459 mila euro del 2011, ripartiti tra 684 famiglie ammesse, con un contributo medio di circa 500 euro e un massimo di 986 euro. 
«Il taglio del fondo sociale colpisce orribilmente la componente più vulnerabile della nostra regione - sottolineano -: anziani con pensioni minime, famiglie monoreddito, cassintegrati». 
I sindacati, alla luce di tale situazione, «sollecitano i poteri pubblici comunali, regionali e nazionali affinché affrontino l'emergenza abitativa» e citano, tra le priorità, l'istituzione di una posta di bilancio per l'edilizia residenziale pubblica, una nuova legge sugli affitti privati, il finanziamento del fondo sociale affitti con almeno 200 milioni di euro annui. «I tagli draconiani che lo Stato e la Regione hanno messo in atto riducendo del 93% i contributi per aiutare a pagare gli affitti - concludono -, hanno colpito tutti i cittadini abruzzesi, trasformando la speranza di un aiuto concreto in una beffa».
SITUAZIONI DRAMMATICHE
Le famiglie che, per pagare l’affitto, il condominio, le bollette e tutto il resto stringono i denti per non indebitarsi e ricorrere agli usurai; che risparmiano su mangiare, abbigliamento, riscaldamento, elettricità, telefono e cure mediche.
Un caso emblematico è quello di Antonietta, 83 anni, vedova, si rivolge allo sportello Sicet per lamentarsi del taglio al fondo sociale affitti: «Mio figlio di 48 anni da quando ha perso il lavoro è tornato ad abitare con me e adesso lo devo mantenere… la mia piccola pensione di reversibilità non basta più e non riesco a pagare l’affitto… dove andiamo se ci sfrattano?… mi sento bene e posso ancora lavorare… aiutatemi a trovare lavoro»

 

 

ABRUZZO. La situazione abitativa, in Abruzzo, ha raggiunto livelli di disagio inaccettabili. 

A lanciare l'allarme sono i segretari regionali della Fnp-Cisl, Lucio de Mattheis, e del Sindacato inquilini, casa e territorio (Sicet), Alberto Corraro, secondo cui la fase acuta della crisi, in questi mesi, sta allargando a dismisura la fascia sociale colpita dalle difficoltà economiche, con un aumento dei provvedimenti di sfratto per morosità, delle richieste di un alloggio di edilizia pubblica e delle richieste del contributo statale a sostegno degli affitti. 

+50% IN TRE ANNI

«Gli sfratti - rilevano i sindacati - sono aumentati nel triennio 2008-2010 del 50%. La dimensione del problema è ampia e se non si interviene per invertire il trend, nei prossimi anni saranno interessate centinaia di famiglie, oltre quelle già colpite. Le richieste di esecuzione, al 30 giugno 2012, sono oltre 1.200 per la provincia di Pescara, circa 350 all'Aquila e 80 a Teramo. La situazione attuale, dopo l'azzeramento nel 2012 del fondo sociale per l'affitto, è destinata drasticamente a peggiorare nel corso dell'anno».

Le famiglie maggiormente esposte sono quelle con il capofamiglia sotto i trentacinque anni; un terzo degli inquilini è sotto la soglia di povertà, con una variazione in aumento di 5 punti percentuali tra il 2008 e il 2010.

EDILIZIA RESIDENZIALE

 Per quanto riguarda l'edilizia residenziale pubblica, le graduatorie per l'accesso agli alloggi pubblici si allungano a dismisura, perché l'offerta di abitazioni «si riduce in quantità e qualità». 

Solo a Pescara vi sono 400 famiglie in attesa su 25 alloggi liberi. «Il colpo fatale è arrivato con le ultimedisposizioni statali di finanza pubblica che hanno introdotto l'obbligo di pagare l'Imu sugli alloggi pubblici da esse gestiti. Si è determinato un gravissimo contraccolpo sui già risicati bilanci le cui entrate sono costituite quasi esclusivamente da canoni di locazione». 

L'Ater di Pescara, per citarne una, nel corso del 2013 dovrà versare 1,4 milioni di Imu nelle casse dei comuni; tale somma è pari alla metà delle entrate totali derivanti da canoni di locazione. E sempre l'Ater di Pescara alla fine del 2012 non è riuscita nemmeno ad approvare il bilancio con gravi ricadute sui circa 5.000 alloggi della provincia privi ormai di manutenzione.

FONDO SOCIALE

 Il Fondo Sociale Statale Affitti, inoltre, «é stato dapprima pesantemente ridotto nel corso degli anni e infine completamente azzerato dalla legge di stabilità varata alla fine del 2012. La Regione Abruzzo, nel 2011 - evidenziano Corraro e de Mattheis - ha ricevuto dallo Stato circa 2,6 milioni di euro da ripartire fra i Comuni; nel 2012 solo 187.000 euro. Le 8mila famiglie abruzzesi che ogni anno, dal 1999, hanno beneficiato di un aiuto per pagare l'affitto, nel 2013 dovranno obtorto collo farne a meno».

I sindacati citano ancora una volta l'esempio del Comune di Pescara: nel 2012 ha ricevuto appena 41 mila euro e le 335 famiglie ammesse in graduatoria hanno a loro volta ricevuto un contributo medio di 85 euro, da un minimo di un euro ad un massimo di 167 euro, contro i 459 mila euro del 2011, ripartiti tra 684 famiglie ammesse, con un contributo medio di circa 500 euro e un massimo di 986 euro. 

«Il taglio del fondo sociale colpisce orribilmente la componente più vulnerabile della nostra regione - sottolineano -: anziani con pensioni minime, famiglie monoreddito, cassintegrati». I sindacati, alla luce di tale situazione, «sollecitano i poteri pubblici comunali, regionali e nazionali affinché affrontino l'emergenza abitativa» e citano, tra le priorità, l'istituzione di una posta di bilancio per l'edilizia residenziale pubblica, una nuova legge sugli affitti privati, il finanziamento del fondo sociale affitti con almeno 200 milioni di euro annui. «I tagli draconiani che lo Stato e la Regione hanno messo in atto riducendo del 93% i contributi per aiutare a pagare gli affitti - concludono -, hanno colpito tutti i cittadini abruzzesi, trasformando la speranza di un aiuto concreto in una beffa».

SITUAZIONI DRAMMATICHE

Le famiglie che, per pagare l’affitto, il condominio, le bollette e tutto il resto stringono i denti per non indebitarsi e ricorrere agli usurai; che risparmiano su mangiare, abbigliamento, riscaldamento, elettricità, telefono e cure mediche.

Un caso emblematico è quello di Antonietta, 83 anni, vedova, si rivolge allo sportello Sicet per lamentarsi del taglio al fondo sociale affitti: «Mio figlio di 48 anni da quando ha perso il lavoro è tornato ad abitare con me e adesso lo devo mantenere… la mia piccola pensione di reversibilità non basta più e non riesco a pagare l’affitto… dove andiamo se ci sfrattano?… mi sento bene e posso ancora lavorare… aiutatemi a trovare lavoro».