LA PROTESTA

Abruzzo. Accorpamento consorzi industriali: «macroscopica sottovalutazione dei problemi»

Sindacati contro il vice presidente della Giunta regionale

Redazione Pdn

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Alfredo Castiglione

Alfredo Castiglione




ABRUZZO. La Regione Abruzzo ha deciso da tempo di accorpare e dunque cancellare tutti i consorzi industriali della regione.
Di fatto però dovrebbero fondersi in un unico soggetto giuridico nuovo denominato Arap.
L’idea si muove sulla direttrice della semplificazione, del risparmio di risorse economiche e sulla praticità di gestione dei servizi che finiranno in capo all’unico soggetto.
Questo in teoria perché invece in pratica ci sono problemi e lentezze che hanno sollecitato i sindacati a scagliarsi contro l’assessore Alfredo Castiglione che pure poco prima di Pasqua aveva trionfalmente annunciato che la fusione terminerà «entro il 2013».
«Una cosa è certa», dicono Cgil, Cisl, Uil, «i Consorzi proprio in virtù della Legge di Riforma sono parzialmente o totalmente bloccati dal marzo 2009. Castiglione nella conferenza stampa di venerdì Santo ha dichiarato che “entro la fine del 2013” dovrebbe concludersi il processo di riforma dei Consorzi industriali, che porterà alla nascita di un unico organismo denominato ARAP, imputando il ritardo del decollo del nuovo Ente regionale al difficile percorso giuridico-amministrativo».
Per i sindacati invece i ritardi sono un fatto e sarebbero da attribuirsi «ad una macroscopica sottovalutazione delle problematiche relative alla natura giuridica degli Enti da sopprimere o da accorpare».


L’assessore, durante la conferenza stampa, ha elogiato il lavoro svolto dai Commissari ma dimenticando gli operatori dei consorzi e i collaboratori che operano nei servizi e che in questi quattro anni, nonostante il blocco degli investimenti, hanno consentito l’erogazione dei servizi consortili alle imprese e ai cittadini.
«Riteniamo che l’assessore Castiglione», hanno aggiunto i sindacati, «nonostante le nostre sollecitazioni, non abbia piena contezza del degrado degli impianti che, in carenza di manutenzione sono sull’orlo del collasso. L'unica istituzione che è stata sensibile alle problematiche sollevate dai lavoratori e dalle OO.SS. è stato il Prefetto della provincia di Chieti che ha convocato i sindacati per conoscere la reale situazione. La Regione era stata invitata ad affrontare tutte le problematiche riguardanti i processi di fusione e tra queste lo status giuridico dei dipendenti a cui si applica un contratto di natura privatistica (FICEI), ma ad oggi, dopo 4 anni, in nessun consorzio ha ancora inizio la contrattazione con le OO.SS».
I sindacati da sempre si sono detti disponibili ad una riforma che non creasse problemi alla gestione efficiente ed economica dei consorzi.
«La situazione è veramente deteriorata», conclude la triplice, «sono a rischio l’erogazione delle acque industriali per uso produttivo e per uso reti antincendio, sono a rischio la produzione dell’acqua industriale, il trattamento delle acque, la depurazione delle acque di tutte le zone industriali e dei comuni di Atessa e Casoli. Vista la gravità della situazione gestionale dei consorzi, rimaniamo in attesa di una convocazione dell’Assessore regionale e della decisione che assumerà il Prefetto di Chieti al fine di attivare provvedimenti necessari per consentire finalmente la ripresa delle normali attività degli enti preposti allo sviluppo industriale».