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Tagli alle cliniche: sospensiva del CdS sul caso Lazio riapre la vertenza anche in Abruzzo?

Il commissario Bondi aveva ridotto il budget del 7%

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Tagli alle cliniche: sospensiva del CdS sul caso Lazio riapre la vertenza anche in Abruzzo?






ABRUZZO. Un’ordinanza di sospensiva del Consiglio di Stato su ricorso dell’Aiop Lazio potrebbe far scricchiolare le certezze della Regione Abruzzo sul taglio effettuato alle cliniche per il budget 2011 (taglio che dallo 0,5% della spending review nazionale è lievitato al 9,9%) e di conseguenza anche sull’analoga decisione per il budget 2012, che ha subìto un taglio del 10%.
E su questo conteggio applicato al consuntivo ridotto del 2011 (alcune cliniche infatti non avevano lavorato causa terremoto) Chiodi – secondo il comunicato stampa ufficiale a suo tempo diffuso – aveva gridato vittoria dopo la sospensiva accordata dal Consiglio di Stato su sua richiesta per la sentenza del Tar Abruzzo che aveva dato ragione alle cliniche,  il cui ricorso contestava questa applicazione al consuntivo ridotto, che aveva provocato un taglio reale superiore di molto allo 0,5%.
In pratica la vicenda del Lazio, che si sviluppa sui tagli del 7% effettuati con effetto retroattivo dal commissario Bondi alle case di cura del Lazio, percorre un itinerario esattamente opposto rispetto a quello dell’Abruzzo, ma arriva alle stesse conclusioni: le cliniche potrebbero aver ragione contro i tagli effettuati in questo modo, bisogna accelerare l’esame nel merito del contenzioso e probabilmente è fondata l’eccezione di incostituzionalità (peraltro sollevata per primo dall’avvocato Tommaso Marchese che difendeva le case di cura abruzzesi).

E così mentre per l’Abruzzo il Tar aveva dato ragione all’Aiop contro la Regione ed il CdS aveva accolto la richiesta di sospensiva di Chiodi, nel Lazio è avvenuto il contrario: il Tar dà ragione al commissario governativo Bondi ed il CdS sospende l’efficacia di questa sentenza, concedendo la sospensiva all’Aiop con questa motivazione: «accoglie l’istanza cautelare ai soli fini della sollecita definizione del contenzioso in primo grado». E poco prima aveva considerato «la complessità delle censure proposte, le quali necessitano dell’approfondimento proprio della sede di merito, in particolare sia in ordine alla questione di legittimità costituzionale sia alla definizione in astratto ed in concreto della spesa consuntivata del 2011 sotto vari profili».
 Insomma le stesse perplessità che il CdS aveva sollevato nella concessione di sospensiva a Chiodi, anche se all’epoca dalla Regione arrivò un’interpretazione trionfalistica dell’ordinanza «probabilmente troppo enfatizzata dalla stampa» commenta l’avvocato Tommaso Marchese, che si rimette alla trattazione nel merito di questa questione molto complessa.

Sebastiano Calella