RIVOLUZIONE CULTURALE

Trasparenza: finita la pacchia. Sanzioni per chi sgarra: «tutti i cittadini devono ottenere documenti»

Le nuove norme in vigore dal prossimo 20 aprile

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Trasparenza: finita la pacchia. Sanzioni per chi sgarra: «tutti i cittadini devono ottenere documenti»




TRASPARENZA. Un passo avanti, anzi forse anche qualcuno di più, è stato compiuto.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 80 del 5 aprile (supplemento ordinario) il decreto legislativo 33/2013.
Si tratta del cosiddetto decreto trasparenza varato dal Governo Monti in via definitiva lo scorso febbraio. Il decreto stabilisce nel dettaglio quali saranno i nuovi obblighi informativi alle quali le Pubbliche amministrazioni italiane saranno sottoposte. La trasparenza, almeno sulla carta, sembra diventare a portata di tutti e appare sempre più ostica la possibilità di ‘imboscare’ documenti o non fornire documenti.
Il decreto si compone di 53 articoli che entreranno in vigore dal 20 aprile 2013. Si impone non solo di pubblicare i documenti on line ma anche (con cadenza annuale), «un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato indicatore di tempestività dei pagamenti», con vincoli che riguardano anche l'attività di pianificazione e di Governo del territorio.

PUBBLICITA’ E DIRITTO ALLA CONOSCIBILITA’
Tra le novità più interessanti c’è sicuramente l’introduzione di un nuovo istituto: il diritto di accesso civico.
In sostanza, tutti i cittadini hanno diritto di chiedere e ottenere che le PA pubblichino atti, documenti e informazioni che detengono e che, per qualsiasi motivo, non hanno ancora divulgato.
«Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell'articolo 7». Dunque d’ora in poi le amministrazioni pubbliche non potranno più negare documenti con la risposta di «mancanza di un interesse diretto, concreto ed attuale». Tutti hanno il diritto di conoscere.

RICHIESTA NON DEVE ESSERE MOTIVATA
Inoltre «la richiesta di accesso civico», si spiega nel decreto, « non è sottoposta ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente non deve essere motivata, è gratuita e va presentata al responsabile della trasparenza dell'amministrazione obbligata alla pubblicazione di cui al comma 1, che si pronuncia sulla stessa». L’amministrazione deve fornire quanto richiesto «entro 30 giorni».

UNA APPOSITA SEZIONE
Si prevede l’obbligo per i siti istituzionali di creare un’apposita sezione – “Amministrazione trasparente” – nella quale inserire tutto quello che stabilisce il provvedimento.
Viene disciplinato il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità – che è parte integrante del Piano di prevenzione della corruzione – e che deve indicare le modalità di attuazione degli obblighi di trasparenza e gli obiettivi collegati con il piano della performance.

ANAGRAFE DEGLI ELETTI
Entro tre mesi dalla nomina (e fino a tre anni dopo la cessazione del mandato) dei componenti politici l’amministrazione deve pubblicare il curriculum, i compensi «di qualsivoglia natura connessi all’assunzione della carica», gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici, i dati relativi all’assunzione di altre cariche.

INCARICHI DIRIGENZIALI, COLLABORAZIONE E CONSULENZA
Per i dirigenti, collaboratori e consulenti la PA deve pubblicare gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico; il curriculum vitae; i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarita'di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attivita' professionali; i compensi relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione, «con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato».

LE SANZIONI
In caso di omessa pubblicazione di quanto previsto la responsabilita' del dirigente che l'ha disposto, accertata all'esito del procedimento disciplinare, comporta il pagamento di una sanzione pari alla somma corrisposta

I COSTI
«Le pubbliche amministrazioni pubblicano il conto annuale del personale e delle relative spese sostenute nell'ambito del quale sono rappresentati i dati relativi alla dotazione organica e al personale effettivamente in servizio e al relativo costo, con l'indicazione della sua distribuzione tra le diverse qualifiche e aree professionali, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico». Trimestralmente bisogna pubblicare il dato sulle assenze.

I BANDI DI CONCORSO
L’articolo 19 stabilisce che le pubbliche amministrazioni pubblicano i bandi di concorso per il reclutamento, a qualsiasi titolo, di personale presso l'amministrazione. L’elenco deve essere «aggiornato» così come quello dei bandi «espletati nel corso dell'ultimo triennio, accompagnato dall'indicazione, per ciascuno di essi, del numero dei dipendenti assunti e delle spese effettuate».

I PREMI AL PERSONALE
Obbligo per le Pa di pubblicazione dei dati relativi alla valutazione della performance e alla distribuzione dei premi al personale.

PIANI REGOLATORI E VARIANTI URBANISTICHE
Il provvedimento introduce l'obbligo di pubblicità dei dati e documenti in possesso delle PA, tra i quali gli atti dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche. Per quanto riguarda le gare di lavori, servizi e forniture viene introdotto l'obbligo per tutte le stazioni appaltanti di pubblicare sul loro sito internet la determina di aggiudicazione definitiva, la struttura proponente, l'oggetto del bando e dell'eventuale delibera a contrarre, l'importo dell'aggiudicazione, l'aggiudicatario, la base d'asta, la procedura e la modalità di selezione del contraente, il numero di offerenti che hanno partecipato al procedimento, i tempi di completamento dell'opera, l'importo delle somme liquidate, le modifiche contrattuali e le decisioni di ritiro e recesso dei contratti.
Inoltre, le stazioni appaltanti devono pubblicare anche i dati relativi ai contratti di importo inferiore ai 20.000 euro e, solo per i lavori, il verbale di consegna dei lavori, il certificato di ultimazione dei lavori e il conto finale dei lavori.
Tutte le informazioni andranno raccolte, entro il 31 gennaio, in tabelle riassuntive liberamente fruibili secondo un formato che permetta a chiunque di analizzare e rielaborare i dati anche a fini statistici. Nel caso in cui non ci siano sono previste sanzioni.

Ora spetta ai cittadini controllare i propri amministratori.

***IL DECRETO INTEGRALE